Video e YouTube

Arrakis

Tempo fa, su Sky, di notte, ho visto un documentario che mi ha colpita tantissimo. Il titolo è Arrakis, l’autore è il giovane Andrea Di Nardo, l’argomento è quello (drammatico) dell’avvelenamento da amianto nelle fabbriche, il linguaggio è quello del documentario poetico. Una convergenza di scelte appropriate e terribilmente evocative (a partire dal titolo, citazione densa di significati) rendono quest’opera un esempio di linguaggio dell’immagine di incredibile forza.

Arrakis è una sequenza di immagini che descrivono la desolazione delle "fabbriche della morte", edifici abbandonati e fatiscenti, accompagnate da una voce fortemente simbolica: quella di Silvestro Capelli, ex-operaio, sottoposto a laringectomia a causa di un cancro provocato dall’amianto.

In Rete, Arrakis è giustamente divenuto un vero caso tra siti e blog; ci tenevo molto a segnalarlo anche qui perché lo trovo un’opera davvero emozionante.

Per chi volesse saperne di più, visitate il sito arrakis.vh5n1.net

Un altro libro in un minuto

Linko la pillola “un libro in un minuto” in cui si parla de “Il dono di Rebecca” di Marina Dionisi, per i tipi di Deinotera Editrice. Lo abbiamo recensito anche noi: vi propongo un confronto “differito” tra la nostra opinione, pubblicata nei primi mesi di uscita del titolo, e quella degli editori che nel video fanno un piccolo bilancio del suo successo.

Guarda il video su Booksweb.tv

Leggi la recensione

Il poeta e i nuovi proletari

Oggi segnalo la bellissima intervista a Edoardo Sanguineti, realizzata da Elisabetta Bucciarelli per Booksweb.

Nell’intervista, Sanguineti ci espone i suoi punti di vista sulla poesia e sul suo potenziale di “persuasione occulta”, e respinge un certo estremismo apocalittico che porta molti ad affermare che la nostra epoca sia impoetica: mettendo da parte le sirene “mille e non più mille” che avvelenano la vita di chi si fa buttare giù troppo facilmente, Sanguineti vede nella complessità del nostro tempo uno stimolo in più per affrontare le tematiche “calde”.


guarda l’intervista

Mi ha molto colpita, inoltre, la teorizzazione del moderno proletariato come legato al lavoro al terminale, lavoro rappresentativo della nostra società e ormai diffusissimo, ma che porta a solitudine, frustrazione e soprattutto all’incapacità di dare un senso a quello che si sta facendo. Sanguineti afferma che il lavoro davanti a un terminale sia più alienante di quello in miniera: è ovvio che è una provocazione, ma le sue parole mi hanno davvero fatta riflettere. Ho lavorato per un po’ in IBM come web producer, e osservando il mio lavoro e quello dei miei superiori, alle volte mi pareva di essere una manovale dell’html. Non mi sono incrinata le vertebre e non ho mai rischiato tisi o tubercolosi: nonostante questi indubbi vantaggi, ho lasciato lo stesso. Forse ho fatto male, ma mi pare che l’impossibilità di dare un significato a quello che si fa sia un problema diffusissimo e ancora molto poco riconosciuto.

Forse, la poesia oggi è urgente oltre che possibile, perchè con la sua evocatività criptica reagisce al bombardamento di input al quale siamo sottoposti, e può davvero superare le urla, i jingle e i rumoracci cool con il potere dei suoi sussurri.

Punto interrogativo: tre aggettivi…

Terza puntata della nostra serie di interviste “Punti interrogativi”, e, mi si spezza il cuore, anche penultima…

Dopo aver chiesto i motivi per i quali leggere e le ragioni per le quali scegliere proprio i libri dell’intervistato, la terza domanda è più giocosa, meno impegnativa, più espressamente alla “Iene”: “definisci in tre aggettivi la tua casa editrice”.  E così  i “nostri” editori si scoprono colorati, mondiali, leggeri, importanti, fantastici, attenti, irriverenti e… chi più ne ha più ne metta.

Buona visione!

Punto interrogativo: perché leggere… II parte

Rieccoci alle prese con i nostri Punti interrogativi, le domande che abbiamo sparato a bruciapelo a editor e a editori nel corso del Salone del Libro.

Nella “puntata precedente”, dopo aver raccomandato brevità e semplicità, abbiamo posto agli intervistati la più complessa delle domande: “perché leggere?”
Se la sono cavata tutti egregiamente, con la schiettezza che deriva dalla sorpresa, per cui siamo andate avanti spedite verso il prossimo quesito: una volta appurato che bisogna leggere, per quale motivo leggere proprio i tuoi/i vostri libri?

Godetevi il video per saperlo, e ascolterete anticipazioni, rivelazioni e considerazioni che speriamo vi invoglino a conoscere meglio i nostri interlocutori, e vi suscitino curiosità verso il prossimo punto interrogativo…

Un libro in un minuto

Seguendo il buon esempio di Booksweb, pubblichiamo anche noi le pillole “Un libro in un minuto” realizzate nel corso della Fiera del libro di Torino. Sono davvero interessanti!


Stefano Donno per Besa ci parla di “Gli autori invisibili” di Ilide Carmignani, una raccolta di interviste a grandi scrittori che ruota intorno al mestiere del traduttore letterario.



Elena Ioli di Dedalo Edizioni presenta “La mia linea di universo” di George Gamow, l'”autobiografia informale” di un grande scienziato e il racconto ironico delle maggiori evoluzioni scientifiche del XX secolo.


Un miliardo di donne come Eva” di Robert Reed è il romanzo presentato da Silvio Sosio, per DelosBooks: una distopia che si è aggiudicata il Premio Hugo 2007.
Flora Albarano di Guida Editore propone invece “L’uomo allo specchio” di Dante De Rosa, un libro sulla scoperta della propria personalità attraverso l’analisi dei propri… vizi capitali. Alzi la mano chi pensa di salvarsi…
L’editore di Interlinea Roberto Cicala ci parla dei “Frammenti Lirici” di Clemente Rebora, grandissimo poeta novecentesco riproposto in un’edizione davvero bella, corredata di un apparato critico che valorizza gli splendidi componimenti espressionisti.
“Viva Las Vegas!” : una raccolta di racconti di giovani autori pensata appositamente per “festeggiare” la nascita della casa editrice Las Vegas, presentata dal curatore Andrea Malabaila.




Laura Morrone porta la bandiera di Magenes edizioni, presentando “Canali di Francia” di Carlo Piccinelli: la casa editrice, specializzata in libri e romanzi di mare, inaugura con questo volume una collana “pratica” dedicata ai navigatori.



Anna Saleppichi, editor di Stampalternativa, di parla di “Dolly City” di Orly Castel-Bloom, un romanzo  ambientato a Tel Aviv il cui valore è stato riconosciuto anche dall’Unesco.

Qalcuno di voi ha letto uno o più di questi libri? Che ne pensate? Mandateci le vostre impressioni o, perché no, i vostri contributi.

Punto interrogativo: perché leggere?

Finalmente online la nostra nuova rubrica dedicata alle interviste agli editori, realizzate nel corso della Fiera di Torino 2008: “punti interrogativi”.

Ai malcapitati abbiamo posto una condizione: risposte rapide, concise e informali. Poi abbiamo sparato la prima bordata: “Perché leggere?” Il contrasto tra la velocità richiesta e la complessità della domanda ha preso alla sprovvista gli intervistati, che però hanno reagito bene e sono stati vergognosamente sinceri!

La domanda successiva è quasi ovvia: “perché leggere proprio i tuoi/i vostri libri?” Lo saprete prossimamente…


Colgo l’occasione per salutare e ringraziare i volenterosi che si sono prestati alle interviste, alcuni di loro sono vecchie conoscenze, altri li abbiamo incontrati in questa Fiera.

Stefano Donno di Besa editrice;
Elena Ioli di Dedalo edizioni;
Silvio Sosio di DelosBooks;
Flora Albarano di Guida editore;
Roberto Cicala di Interlinea edizioni;
Andrea Malabaila di Las Vegas edizioni;
Lara Morrone di Magenes;
Anna Saleppichi di Stampalternativa.

Grazie a tutti voi!

Videorecensione: Un’arancia a orologeria

Come molti sanno, Studio83 collabora con Booksweb.tv, la TV creata da scrittori e dedicata a tutti i bibliofili online.

Abbiamo realizzato per loro un montaggio degli estratti più significativi delle interviste della nostra serie “Editori in Fiera” (lo trovate cliccando nella sezione BOOKSPEOPLE > INVIATI SPONTANEI).
Abbiamo anche girato delle piccole videorecensioni, pensate per la fruizione in rete. Rapidità, incisività, ma anche una qualche profondità, un contributo personale… se siamo riuscite o no, potete giudicarlo personalmente.

Queste videorecensioni stanno andando bene, sono molto viste, e abbiamo deciso di renderle disponibili anche su Youtube.
Il motivo principale è che vorremmo costruire un bell’archivio video con tutti i nostri lavori, per non disperderli troppo, un’altra ragione può essere il fatto che il sito di  Booksweb non ha i direct link, e mi sono stufata di stare a spiegare: clicca lì, poi là, sempre dritto, terza a destra
Aspettiamo una versione aggiornata di Booksweb (la famosa 2.0 di cui si mormora da un po’, oltre a postare, quelle robe lì, eccetera…@_@ ) più amichevole nei confronti dei navigatori!

Nell’attesa, YouTube fa egregiamente al nostro caso. Ecco a voi la videorecensione di “Un’arancia a orologeria”, il romanzo di Anthony Burgess da cui è stato tratto il discutibile “Arancia meccanica” da Kubrick.

Se Arancia Meccanica, così come 1984, rientra nel novero dei salutari moniti letterari — o cinematografici — contro l’indifferenza, la sensibilità morbosa e l’eccessiva fiducia nello Stato, allora quest’opera avrà qualche valore” ha dichiarato Anthony Burgess, che, come sappiamo dalla sua biografia, ha vissuto la violenza della guerra e il dramma tremendo di una violenza sessuale perpetrata su sua moglie.
La sua opinione riguardo il film che ha contribuito a creare a fianco di Kubrick inizialmente era la stessa, ma poi, col tempo, è cambiata,  è stata venata forse da un po’ di pentimento, con la consapevolezza di aver fornito, più che uno strumento di riflessione,  un nuovo stile alla violenza. Ne accenna già in questa lettera (dalla quale è tratta la citazione), e lo ripeterà molti anni dopo (QUI , cercate:
Articolo scritto sempre da Anthony Burgess in cui lo scrittore sposa la tesi opposta (Corriere della Sera, 25 Marzo 1993).

A me il film di Kubrick piace, ma sono anche molto critica, perché secondo il mio parere appiattisce un romanzo monumentale a un discorso politico anche piuttosto banale, e dal punto di vista dello “stile della violenza”, in effetti, molte scene sono mera pornografia.
Per “pornografia dell’immagine” intendo un’immagine che dietro non ha niente, che esaurisce il suo significato nella sua apparizione, che è fine a se stessa e al vederla. So che non è l’opinione più diffusa, ma secondo me “Arancia Meccanica” di Kubrick è un “Barry Lindon” un po’ meno onesto, è autocompiacimento, e il fatto che sia realizzato magnificamente non dovrebbe farci confondere con qualc0s’altro.

Vabeh, detto questo godetevi il video, se vi va cercate di fami cambiare idea, “e così via, con tutta quella sguana”.

Editori in fiera – Stampalternativa

Per il consueto appuntamento con le interviste realizzate alla Fiera del Libro di Roma, proponiamo una casa editrice – e un editore – dalla storia appassionante e controversa, quasi leggenda nel suo ambiente: Stampa Alternativa, fondata e diretta da Marcello Baraghini.

Fin dall’esordio nei primi anni Settanta, Stampa Alternativa si è distinta per il piglio provocatorio delle sue pubblicazioni, sempre coraggiose e innovative tanto nel formato quanto nei contenuti. Tra le loro iniziative più famose, la “Collana millelire”, il progetto “Libera Cultura”  e la recente campagna “Libri puliti” contro le case editrici a pagamento.

 

Leggi il testo completo

Senza timore di esagerare, possiamo dire che è stato un onore trovarci a intervistare un editore del calibro di Baraghini, la cui enorme esperienza e il cui entusiasmo ci hanno affascinate in un istante.

Abbiamo diviso l’intervista in due parti, a cusa della sua lunghezza e “densità” di contenuti, per la seconda parte appuntamento a martedì prossimo. Da non perdere!

 

EDITORI IN FIERA – LIETOCOLLE

Dopo una breve assenza, continuamo la pubblicazione delle interviste realizzate a Roma, raccolte nella miniserie “Editori in Fiera”.  Questa volta è il turno di Lietocolle, rappresentata da Diana Battaggia, che nel suo discorso ha evidenziato alcuni aspetti molto interessanti rimati fin’ora un po’ in ombra rispetto ad altri. Mi è sembrato molto bello che questi elementi siano stati portati alla luce nell’ambito di un discorso sulla poesia, un genere che “non fa cassetta”, come ha ammesso Diana, ma che forse è il simbolo di un’avanguardia anche nella proposta di soluzioni.Leggi il testo completoUn esempio? Il ruolo della scuola nell’invito alla lettura, e il grande peso che possono avere le istituzioni locali e le biblioteche nella promozione del dialogo e dei titoli di una casa editrice.

Sento da più parti incolpare la figura-tipo del “lettore-bue” per il successo di certa spazzatura. È ovvio che se la gente non li comprasse certi libri non farebbero tanto successo, ma è altrettanto vero che spesso, accanto a una pletora di perle di sterco, mancano completamente proposte alternative di livello più elevato, e chi le porta avanti è addirittura penalizzato: non tanto dal lettore che ne ignora l’esistenza, quanto dagli operatori culturali.

Il lavoro della scuola dovrebbe essere  quello di stimolare curiosità e senso critico del giovane lettore, non oberare un adolescente di norme inutili, pensate solo per piegarne la volontà in vista di un futuro inquadramento. Il lavoro dei librai dovrebbe essere quello di premiare la varietà, la possibilità di scelta, non solo la quantità, e quello dei giornalisti e dei critici segnalare titoli e collane di pregio, non fare marchette. Inutile dire che il compito dello stato sarebbe quello di promuovere e supportare le biblioteche, anziché tassarle.