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Come autopubblicarsi con successo? Riadatta e modifica!

La via dell’autopubblicazione è lastricata di buone idee per il fai da te.

Possiamo essere editori di noi stessi. E non solo: dobbiamo anche diventare editor, correttori, articolisti, grafici e impaginatori di noi stessi. Non sempre i risultati sono all’altezza delle aspettative, è vero, e come molti dei nostri lettori sanno, noi di Studio83 sosteniamo da sempre che la pubblicazione indipendente deve essere anche professionale, per avere le migliori chances di emergere.

Possiamo comunque imparare molto da chi ha fatto ciò che vorremmo fare noi, e ha avuto successo!

Proprio per questo, nel nostro blog ospitiamo spesso post e consigli di pubblicazione da autori e autrici degli States, la patria del self publishing e il mercato più grande del mondo di ebook auto pubblicati.

Nel post “Come autopubblicarsi con successo”, l’illustratrice indipendente LeeAnn Brook ha raccontato il suo percorso con un grafico e un editor esperto e ha consigliato di gestire attentamente le proprie emozioni.

Oggi ascoltiamo i consigli di Glenn Cooper, autore best seller che è partito da una pubblicazione tradizionale con un ottimo editore, per approdare al self publishing.
Per quale motivi autopubblicarsi, quando si ha già un editore?

Scopriamolo leggendo questo pezzo: Vuoi autopubblicarti con successo? Adatta e modifica!

Glenn Cooper, autore bestseller, aveva un problema.

La sua trilogia Library of the Dead – pubblicata da Harper& Collins – ha venduto milioni di copie in Europa. Ma nel suo paese natale (Massacchussets, USA) le vendite erano fiacche. La cosa lo ha portato a chiedersi se il suo libro fosse meno interessante per il pubblico americano; o se piuttosto il suo editore statunitense stesse trattando male la serie.

Presto arrivò a concludere che era più probabile la seconda possibilità: “Negli States, i miei libri erano pubblicati in formato tascabile, con un marketing promozionale minimo. In Europa, erano realizzati in edizioni rilegate, con ottime confezioni e una buona promozione.”

Cooper ha così deciso di pubblicare i suoi futuri titoli negli USA da solo, per avere il controllo del marketing. Nonostante le iniziali paure che le vendite sarebero colate a picco, oggi può affermare che “pubblicare indie è stata una delle migliori mosse che abbia mai fatto”. Negli USA il suo libro, aggiunge, “ha aumentato di sei volte la media delle vendite annuali”.

Lo hanno aiutato sua moglie e suo figlio: la prima a gestire gli aspetti di business, il secondo curando marketing e promozione.

“C’è un sacco di confusione, lì fuori, sul self publishing. Ma c’è anche gente la cui opinione è preziosa. Dopo quattro libri pubblicati in questo modo, abbiamo ancora tanto da imparare!”

I libri di Cooper hanno ricevuto recensioni positive dal Publisher Weekly. La trama ben costruita e i personaggi credibili sono motivi per i quali una recensione di Near Death ha definito Cooper il migliore autore di triller in circolazione.

Abbiamo chiesto a Cooper di condividere qualche consiglio con gli altri autori che si auto pubblicano.

Elabora una strategia di pubblicazione a lungo termine

È meglio pensare a pubblicare più di un titolo. Se un lettore ama il tuo libro, e non riesce a trovare niente’altro su cui cliccare, potrebbe essersi dimenticato di te l’anno successivo, all’uscita del prossimo.

Riadatta e modifica

Ci sono così tante cose che impari solo per prove e errori.
Che tipo di copertina funziona nelle anteprime? Chi sono gli editor più bravi ed efficaci in relazione al loro costo? Quanto è importante il programma Kindle Direct Publishing?
Una delle lezioni più importanti per me è stata quanto si sono dimostrati inefficienti e costosi gli annunci comprati su Amazon, Facebook e Twitter.
Continua a riadattare sempre la tua strategia di promozione, per raggiungere risultati che siano adeguati al tuo sforzo.
Se qualcosa non funziona, smetti di farla.

Qualità

Non dimenticare che il fattore più importante nel suo successo è la qualità del tuo libro!

Ed ecco una bella virtù dell’autopubblicazione: è un viaggio per tutti, anche per un autore già affermato, che ha scelto di rimettersi in gioco per avere ancora più successo e, credo, anche per il gusto della scoperta.

Sì, perché l’autopubblicazione è un percorso affascinante e pericoloso, in cui l’autore deve assumersi anche la responsabilità di scelte tecniche per le quali può non essere preparato.

La disponibilità a mettersi in gioco e a imparare sempre è una qualità che in questi casi fa la differenza.

Per tutto il resto… c’è Studio83!

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