I booktrailer di Studio83 – siamo in finale, con Roberta Mezzabarba!

I booktrailer sono un mezzo sempre più conosciuto per promuovere il proprio libro e in gereale per dare spazio alla lettura e alla condivisione di libri, notizie, spunti.

Più si diffondono, più si apprezzano, e nascono anche premi, trofei e festival a tema.

Sapete che, qualche tempo fa, siamo state giurate per un concorso tutto dedicato ai booktrailer?
Quella fu l’occasione per scrivere un bel post contenente tanti consigli su come realizzare un bel booktrailer, e su come deve essere il booktrailer di un libro per essere più efficace.

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L’immaginazione divertente – Vittorio Spinazzola

Oggi parliamo di un saggio di qualche anno fa, che ha ancora molto da insegnarci! Una semplice ed efficace teorizzazione di cos’è il genere letterario, e di cosa significa oggi, superando i giudizi di merito o le paure legate alla “qualità”: ombrello, questo, davvero ampio che può contenere tutto e il contrario di tutto, e che bisogna definire bene prima di usare.

Tutto questo ce lo racconta un professore universitario, uno dei primi accademici che in Italia ha studiato i generi letterari e le case editrici, e che ha lavorato sul concetto di cultura editoriale. Oggi ce n’è bisogno più che mai. Il mercato cambia in continuazione e vede sempre nuovi interlocutori e operatori, ma ci sono chiavi di lettura valide sempre, come queste.

Buona lettura!

“L’immaginazione divertente”, Vittorio Spinazzola, Rizzoli, 1995

Secondo me, ogni opera letteraria, dalla più nobile alla più ignobile, nasce in base a una illuminazione progettuale che ne decide l’identità: un ritrovato della fantasia […]da cui promana l’appello all’immaginazione del lettore […]. Non posso far a meno di pensare che sia questa intuizione creativa, scaturita da un cortocircuito di tutte le facoltà interiori dell’autore, consce e inconsce, la cosa più importante cui guardare, leggendo”.

 Con queste parole, che sanciscono la libertà dello scrittore e insieme lo statuto critico del lettore, Spinazzola, professore di letteratura dell’Università Statale di Milano, introduce una raccolta di brevi articoli, dedicati all’analisi di alcuni esempi della cosiddetta “paraletteratura”.

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La revisione di un manoscritto: lavorare per fasi!

Per molti l’estate è il momento ideale in cui scrivere nuovi testi. Le idee germogliate nei mesi scorsi possono trovare nuova linfa grazie alla riduzione della mole di lavoro che, in molti ambienti professionali, si accompagna all’arrivo di luglio e agosto.

Per molti altri, invece, l’inverno e la primavera possono essere stati già proficui per quanto riguarda la produzione: ci troviamo quindi in mano un nuovo romanzo, pronti per la fase successiva. Che, neanche a dirlo, può essere una e una soltanto… la revisione!

Qualunque romanzo va riletto e revisionato con attenzione prima di instradarlo verso qualsivoglia sorte (concorso letterario, selezione diretta in casa editrice ecc). Come affrontare al meglio la revisione di un manoscritto?

La cosa migliore da fare è, come sempre, lavorare per fasi. In questo modo possiamo affrontare i vari problemi uno alla volta e non sovrapporre interventi diversi, che richiedono strategie diverse.

Ecco le fasi della revisione di un manoscritto secondo Studio83 – Servizi Letterari!

1. Chiedere un parere esterno

È quasi superfluo da parte nostra come consiglio… tuttavia, essere letti e valutati da terzi è importantissimo. Finché siamo gli unici lettori di noi stessi, affronteremo il testo da un unico punto di vista che coincide con quello di chi l’ha scritto. Un lettore esterno non solo vedrà criticità che a noi sfuggono, ma potrà darci un parere inaspettato anche sui pregi o sull’effetto generale che l’opera ha sul lettore.

Nel mio caso (Elena Di Fazio), la prima cosa che ho fatto appena terminato di scrivere un romanzo è stata commissionare una scheda di valutazione a Giulia Abbate, socia e collega. Sapevo che avrei potuto rileggere il mio manoscritto mille volte e vederci sempre le stesse cose, mentre un parere esterno e professionale mi aiuterà a capire davvero dove intervenire.

Per chi non se la sente di investire su una valutazione professionale, ci sono i cosiddetti beta-reader tra i nostri amici: persone che si offrono di leggere la prima stesura di un romanzo dandoci un parere spassionato su cosa funziona e cosa no.

Grazie a questa prima fase, dunque, ci ritroviamo con una fotografia più ampia del romanzo e dei suoi punti deboli, sui quali potremo a quel punto intervenire.

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2. Preparare una scaletta degli interventi

Se la scaletta è fondamentale per scrivere un romanzo, può essere molto utile anche quando lo dobbiamo revisionare. Possiamo stendere un elenco di interventi da apportare secondo l’ordine cronologico dell’intreccio: è sempre meglio seguirlo, perché ciò che modifichiamo potrebbe andare a influire sugli eventi successivi.

La forma della scaletta di revisione può essere la più svariata, in base al nostro metodo e alla nostra personalità. L’ideale è produrre un semplice schema, che magari riassuma l’intreccio del romanzo a mo’ di infografica, con le varie modifiche da apportare registrate passo passo.

3. Revisione vera e propria

A questo punto possiamo passare alla revisione in senso stretto. Se abbiamo rispettato le due fasi precedenti, probabilmente rimetteremo mano al testo dopo un consistente lasso di tempo dalla prima stesura. Far trascorrere almeno qualche mese è importantissimo, perché uno scritto deve decantare prima di poterlo affrontare con lucidità. E più un’opera è consistente (come un romanzo), più la decantazione sarà lunga.

La fase di revisione vera e propria porta spesso a scoraggiarsi o a sentire che non ce la faremo mai e non ne vale la pena. Ciò accade perché c’è sempre un delicato equilibrio a sorreggere un intreccio, che rischia a ogni passo di essere incrinato dalle varie modifiche strutturali apportate.

Non facciamoci prendere dallo scoramento, perché il risultato finale sarà esattamente l’opposto: un romanzo più solido, dall’equilibrio più marcato, libero da molti dei suoi punti deboli e delle sue criticità iniziali.

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4. Rilettura!

A revisione terminata, possiamo passare alla fase finale: la rilettura. Quest’ultima può essere ripetuta quante volte vogliamo e potrebbe portare alla luce ulteriori criticità, come errori strutturali sfuggiti all’amico beta-reader (ma non all’editor!) o semplici refusi.

Tra una rilettura e l’altra facciamo comunque passare del tempo, per evitare che l’effetto imparato-a-memoria ci impedisca di vedere con chiarezza i problemi. A questo punto, possiamo decidere cosa fare del nostro manoscritto, a chi proporlo o a quale concorso iscriverlo!

Se hai bisogno di un parere professionale sul tuo manoscritto prima di procedere alla revisione, compila il nostro form per un preventivo personalizzato e senza impegno!

Ipse dixit: nessuna buona storia…

Preparare un manoscritto per l’invio – Qualche consiglio!

Abbiamo terminato un romanzo, lo abbiamo riletto e ora dobbiamo inviarlo a qualcuno per degli scopi che possono essere molteplici:

  • una scheda di valutazione prima di procedere alla revisione vera e propria;
  • sottoporlo all’attenzione di una casa editrice;
  • sottoporlo a un/una freelance per un editing;
  • iscriverlo a un concorso.

Qual è il modo migliore di sistemare un manoscritto in vista di questi obiettivi? Ecco alcuni consigli mirati che impediranno al mittente di fare una figuraccia e al destinatario di impazzire e perdere tempo!

1. INSERIRE NOME E COGNOME

Il titolo qui sopra è in maiuscolo non per scelta redazionale, ma perché il Caps Lock era d’obbligo. Ripetiamo: INSERIRE NOME E COGNOME NEL MANOSCRITTO. Non avete idea di quanto spesso venga disattesa una regola tanto semplice, complicando in maniera sensibile i processi di selezione, valutazione e tutto ciò che passa nel mezzo.

Da una scheda di ricerca editore di Studio83 – Servizi Letterari:

In qualsiasi file word che invia, abbia sempre l’accortezza di inserire i suoi contatti. Sia come “blocchetto” all’inizio o alla fine di un documento, sia come intestazione in ogni foglio. Ad esempio una generica come questa: “XXXXXXX – Romanzo di XXX XXXXXX – [sua mail e suo telefono o contatti che preferisce]”.

Oppure anche una cosa del genere, che va ovviamente modificata ogni volta: “Proposta all’attenzione di [NOME DELL’EDITORE] “XXXXXXX – Romanzo di XXX XXXXXX – [contatti che preferisce]”. In questo modo i suoi contatti appariranno in piccolo in qualsiasi pagina del materiale che invierà.

Per chi riceve il nostro manoscritto – quale che sia lo scopo dell’invio, ripeto – è importante poter risalire facilmente all’autore/autrice del testo. Inoltre, occorre avere chiare le informazioni necessarie per potersi mettere in contatto all’occorrenza senza impazzire rovistando nelle vecchie e-mail.

Unico caso in cui questo discorso non vale sono i concorsi letterari che richiedono l’anonimato: allora dovremo leggere il bando e seguire alla lettera le istruzioni su dove inserire le generalità.

Lo ripetiamo un’ultima volta: quando si invia un manoscritto a qualsivoglia destinatario, ricordarsi di INSERIRE NOME E COGNOME (e mail/indirizzi a cui essere ricontattati). MEMENTO!

2. Rileggere il testo prima di inviarlo

Anche questa indicazione può sembrare tutto sommato banale, eppure non lo è. Capita spessissimo – sia come freelance per Studio83 – Servizi Letterari che come curatrici per Futuro Presente, giurate a concorsi, curatrici di antologie ecc – di ricevere manoscritti che non sono evidentemente mai stati riletti dall’autore/autrice. Non parliamo di revisioni approfondite o editing, ma di testi, appunto, mai riletti. Si riconoscono subito dalla quantità oceanica di errori di grammatica, sintassi e battitura inanellati a profusione, tanto che spesso è quasi impossibile valutarli.

Può sembrare che la causa sia l’incuria (in un certo senso lo è), ma il motivo principale è, nel 99% dei casi, un altro: la fretta. Costei è una delle piaghe più infestanti quando si parla di scrittura, ed è il motivo per cui tante cose vengono fatte con approssimazione… in sostanza, male.

Ogni processo richiede i suoi tempi e, se occorrono dei mesi per sistemare un testo prima di inviarlo a qualcuno, allora dobbiamo avere pazienza. Anche perché un romanzo sottoposto a un editore senza alcuna revisione non avrà chance di essere scelto… ergo, il tempo guadagnato andrà perduto comunque. Animo, e rileggiamo un milione di volte!

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3. Verificare il formato

Bandi, case editrici e freelance danno quasi sempre delle indicazioni più o meno specifiche sul formato in cui inviare un testo. Che sia in .doc, .rtf., (raramente) .pdf, dobbiamo cercare tutte le informazioni in merito e accertarci di rispettare le istruzioni.

Per esempio, per la collana Futuro Presente chiediamo formato .doc o .rtf… e riceviamo puntualmente file in formato .odt. Più volte abbiamo dovuto ricontattare autori/autrici per chiedere di rinviarci il testo nel formato richiesto: tutto tempo perso che si potrebbe risparmiare facendo più attenzione, ottenendo anche di accorciare i tempi di valutazione.

Perciò, prima di inviare a qualcuno il nostro manoscritto, cerchiamo tutte le informazioni sul formato d’invio e adeguiamo il nostro file a quanto richiesto.

Altre volte può capitare che, oltre al formato, ci siano richieste specifiche sulla formattazione, come il font e le relative dimensioni. Come fare? Niente paura: ripassiamo la nostra mini-guida su come impostare gli stili di paragrafo!

Tenendo presenti questi tre consigli, invieremo ai nostri destinatari un testo più in linea con le esigenze di tutti: tutti lavoreranno meglio e le nostre possibilità di raggiungere un risultato aumenteranno. In bocca al lupo!

Usare gli a capo – #tips dalle nostre schede di valutazione

Condividiamo un consiglio di scrittura, tratto da una nostra Scheda di Valutazione Premium.

“La gestione degli spazi aiuta la narrazione. Basta davvero poco, alle volte, per facilitare l’organizzazione del discorso e quindi la lettura.
Ad esempio si può inserire un a capo in più, nel momento in cui si passa da un argomento a un altro; o, al contrario, riunire commi segnala a chi legge la continuità di una riflessione, o l’unità di una situazione.”

La Scheda di Valutazione Premium è il nostro secondo livello di valutazione: un’analisi approfondita del tuo testo, per aiutarti a crescere nel tuo percorso di scrittura.

Il servizio di Valutazione Testi Premium è consigliato se:

  • Hai scritto un libro!
  • Vuoi migliorare il tuo stile e capire cosa non va nel tuo testo.
  • Vuoi pubblicare con un editore o autopubblicarti.

Un’analisi precisa e dettagliata, che mette in evidenza punti di forza e punti deboli. Una preziosa e rara bussola per sviluppare al meglio la propria scrittura. Consigliato a chiunque abbia la volontà di migliorarsi.

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Con Studio83, trova la strada che fa per te e per la tua opera!



“Jeff” di Milena Debenedetti – Nuovo racconto per Futuro Presente!

Dopo un’attesa più lunga del solito, ecco svelato il nuovo titolo di Futuro Presente: si tratta di “Jeff”, scritto da Milena Debenedetti.

Un mondo diviso in due, ricchi e poveri. Come è sempre stato, come sarà di nuovo: voler fermare le onde del tempo non è meno assurdo del voler fermare le onde del mare.

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“On writing” di Stephen King – Recensione

“Sullo scrivere”. Autore: niente meno che Stephen King, il Re del Brivido che ha al suo attivo anche questo celebre e appassionante trattato sulla scrittura e sui suoi strumenti.

Noi lo abbiamo molto apprezzato. Al netto di un consiglio non adatto ad autori e autrici esordienti, che abbiamo analizzato nella recensione che segue, questo manuale è utilissimo e bello da leggere.  Fa venire voglia di mettersi ai fogli e, come nello spirito americano, è dannatamente incoraggiante. Senza contare che leggere un bravo autore fa sempre bene, abbia scritto un manuale, un romanzo o altri tipi di testo. Beviamo, dunque, e dissetiamoci!

“On writing – Autobiografia di un mestiere”, Stephen King, Sperling & Kupfer, 2001

Inizia come una biografia il manuale di scrittura di Stephen King, una raccolta di aneddoti che l’autore definisce “istantanee”: ricordi d’infanzia, immagini, esperienze che a volte riguardano il suo lavoro, altre volte sono meno pertinenti ma interessanti comunque, anche per chi non conosce a fondo la produzione del Maestro del Brivido.

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“L’ultimo viaggio della DNEPRO”: un’esperienza con Studio83 – Servizi Letterari

Lo scorso anno, tra i finalisti dell’ambito premio Urania Mondadori (che mette in palio la pubblicazione di un romanzo italiano nella celebre collana di fantascienza), abbiamo visto con immenso piacere un titolo che già conoscevamo: “L’ultimo viaggio della DNEPRO” di Alessandra Cristallini e Andrea Pomes.

Al centro, Andrea Pomes e Alessandra Cristallini allo stand Watson della fiera di Torino (a sinistra Laura Scaramozzino e a destra Matt Briar)

Il romanzo era naturalmente inedito al tempo, ma avevamo avuto occasione di leggerlo per redigere una scheda di valutazione basic del testo, nella quale avevamo consigliato di iscrivere l’opera proprio al premio Urania (senza sapere che loro stess* stavano considerando il medesimo concorso).

Con rinnovato piacere, oggi segnaliamo l’uscita del romanzo per una casa editrice che, in questi anni, sta lavorando di gran lena nell’ambiente del fantastico italiano: Watson Edizioni.

Il malridotto mercantile spaziale Dnepro si deve fermare per urgenti riparazioni sul pianeta Horizontres.
Sono già in ritardo sulla tabella di marcia quando la morte del capitano, durante la prima sera di sosta, si somma agli infiniti problemi organizzativi. Quando la nave riparte la morte sembra essere salita a bordo assieme al nuovo capitano alieno provvisorio: sarà proprio lui a morire per primo in circostanze misteriose una volta lasciata l’orbita del pianeta…
Quando la Dnepro entra nel raggio della stazione spaziale di destinazione senza dare segni di vita, un rimorchiatore viene mandato a controllare la situazione della nave. Ci trova un unico sopravvissuto in pessime condizioni. Portato in salvo, il sopravvissuto racconta la storia dell’ultimo viaggio della Dnepro.

Il romanzo di Alessandra Cristallini e Andrea Pomes è ritmato, fresco, un esempio di fantascienza avventurosa adatta a un pubblico ampio sia per gusti che per età. Nella scheda, a suo tempo, abbiamo messo in luce sia i punti di forza che le criticità, poi risolte da autore e autrice durante la revisione: un percorso che li ha portati a una felice pubblicazione!

Abbiamo chiesto loro un parere sul nostro servizio di valutazione inediti:

Utilissimo per avere una prospettiva nuova. Anche se lavorare in due già obbliga a un confronto, avere l’opinione di espert* estern* alla fase di progettazione del romanzo è utilissimo, perché quando ci si immerge troppo si rischia di perdere di vista la superficie.
Ci piace pensare che lavorare in due, cosa che presume una continua negoziazione tra idee e spunti, ci abbia preparato ad accettare meglio le critiche: sicuramente è così, ma la verità è che il lavoro di Studio83 – Servizi Letterari era svolto con una logica ineccepibile, quella tramite cui opera chi sa fare il proprio lavoro.
La loro esperienza ci ha permesso di limare e migliorare alcuni aspetti del romanzo, necessario in quanto si trattava pur sempre del nostro primo romanzo assieme… ma anche se foste al decimo romanzo, beh, la verità è che non si smette mai di imparare e apprezzare nuove prospettive.
Ci è piaciuta la possibilità di porre delle domande specifiche su alcuni elementi del romanzo sui quali avevamo dubbi, ad esempio se i personaggi suscitassero abbastanza empatia e interesse. Last but not least, la scheda di Studio83 – Servizi Letterari è stata una iniezione di fiducia relativo al lavoro che avevamo fatto, ci ha aiutato a capire il target del romanzo e ci ha fornito la spinta a tentare la via del premio Urania, che ci ha grande soddisfazione.

Abbiamo poi chiesto ad Alessandra e Andrea di dirci qualcosa di più sul loro romanzo, su come è nato il progetto:

L’idea di base del romanzo nasce al primo “Stranimondi”. Stavamo passando per gli stand quando, guardando alcune copertine ci siamo chiesti “Ti immagini se… [SPOILER]” e con quell’idea, con qualche aggiustamento qua e là e tanto lavoro, siamo approdati fino alla lista di finalisti del Premio Urania.
Dato che si trattava di un evento particolare, abbiamo deciso di spaccare la linea temporale in tre filoni per tenere sempre alto l’interesse di chi legge, e con un presupposto del genere non era pensabile di cominciare a scrivere senza una pianificazione dei capitoli.
Abbiamo anche fatto delle “interviste” ai nostri personaggi su quello che pensavano degli altri membri dell’equipaggio della Dnepro, per avere una coerenza nel loro modo di comportarsi, il che è stato molto divertente. Dato che ogni capitolo è scritto dal punto di vista di un personaggio, e che tutto l’intreccio si basa sui loro rapporti, è stato fondamentale conoscerli il meglio possibile prima di mettersi davvero a scrivere (anzi, in fase di scrittura ci siamo resi conto che avremmo voluto approfondire di più il lavoro). Ci è piaciuto ricevere i primi feedback e scoprire quali fossero i personaggi “preferiti”, alcune risposte ci hanno davvero sorpreso, ma è bello così.

Per concludere, un brano dal romanzo:

«Guarda che se ci siamo fermati a Horizontres, è perché sei stata tu a chiederlo.»
«Chiederlo?! Non rigirarmi la frittata, Zaynab! Lo sai perfettamente che ho dovuto sabotarla, la nave, perché Ruud acconsentisse! E adesso? Siamo punto e daccapo. Se davvero conto qualcosa, dovresti ficcare nella testa di quell’alieno che ci dobbiamo fermare!»
«Ehi, ehi! È inutile che ti scaldi tanto. Siamo dalla stessa parte. Ma ci siamo giocati l’unica chance che avevamo su Horizontres. Ora siamo troppo lontani per tornare indietro, e non abbiamo cantieri attrezzati più vicini. Qualunque sosta pianificassimo ora significherebbe far marcire il carico e farci ammonire dalla KauSheb. Farmer non accett—»
«Ma sai quant’è grosso il cazzo che me ne frega della KauSheb?»
«Per te! Ma qui c’è gente che ci tiene al suo posto di lavoro.»
«O forse vuoi dire a una promozione?»
«Oh, sai che ti dico, Lakshmi? Vaffanculo.» il tono usato equivaleva a “discorso chiuso”.
«Eh no, cara! Vaffanculo tu! Vaffanculo Farmer e vaffanculo la KauSheb! Se il capitano non vuole sentire ragioni, gliele faccio sentire con le cattive! Chiaro?!»

Buona lettura a tutt*! 🙂