servizi letterari

Brand new

Buonasera a tutti!

Oggi sono qui per anticiparvi un nuovo servizio che, a breve, Studio83 metterà a disposizione degli esordienti.

Quante volte avete ricevuto un contratto di pubblicazione che prevedeva una qualunque forma di contributo da parte vostra? Quante volte lo avete letto alzando il sopracciglio, indecisi su cosa fare o meno e, soprattutto, sulla trasparenza di ciò che vi veniva offerto in cambio?

Quante volte avreste voluto qualcuno che vi aiutasse a capire se fosse o no il caso di firmare?

Il nuovo servizio di Studio83 prevederà una forma di assistenza nella lettura e “interpretazione” del contratto, sia per quanto riguarda l’offerta in sé, sia per verificare l’affidabilità della casa editrice. Per evitare di ritrovarsi in cantina mille copie di un libro che nessuno leggerà mai.

A breve, pubblicheremo sul nostro sito condizioni e costi del servizio in modo dettagliato!

Fantasmi di mezzanotte

Lo so che è tardi, dovrei starmene a dormire con la borsa dell’acqua calda, E INVECE apro una notarella polemica. Io senza polemica non so stare, se non rompo non sono contenta…

Ogni tanto vago per IBS, navigo a vista, un link dopo l’altro, in cerca di capolavori, di remainders, di fondi di magazzino, di saggi sulla talea delle bouganville, manuali di poesia e opere di narrativa varia. Tutto normale, siamo websurfer. Da qualche tempo a questa parte, IBS è stato preso d’assalto da lettori entusiasti, con le lacrime agli occhi dall’emozione per ciò che hanno appena letto. Fanno commenti commossi, chiamano all’armi, danno sempre e comunque 5/5.

Non fraintendetemi: è una cosa bellissima! Se non fosse che, sempre più spesso, le opere con millemila commenti e una media di 5/5 di valutazione sono opere nuove, sconosciute e di scrittori molto giovani – quelle di cui mi occupo anch’io, insomma, quindi un’idea di massima sul prodotto ce l’ho.

Sono vecchia dentro: ma io come lettrice ci penserei due(mila) volte prima di dare 5/5 a un’opera, qualsiasi essa sia, e come mera acquirente in cerca di un bel libro diffiderei di commenti tutti ottimi, tutti superfomentati, a qualche romanzo appena uscito di un autore giovane e italiano. Non perchè essere esordienti, italiani e giovani sia sinonimo di ignoranza o di incompetenza, dicendolo mi darei la zappa sui piedi dato che sono della categoria. Ma giovani e italiani (e spesso aspiranti scrittori a loro volta) sono anche i commentatori entusiasti, e la cosa mi puzzerebbe come minimo di amicizia preesistente (tramite blog, magari?), quando non di marchetta.

Se un tipo vi consiglia caldamente il libro di un suo congiunto, pensereste che il libro è un capolavoro solo perchè lo assicura il parente? Ecco, a me certe tirate entusiastiche ricordano molto la pubblicità spudorata di mio cuggino, che non capisce che tessendo lodi sperticate del novello Foscolo (o Bukowski) non gli fa un favore, ma lo copre di ridicolo. Chi loda imbroda.

Anche gli editor piangono

Tempo fa ho partecipato a un concorso letterario con un romanzo che avevo appena terminato, ma non rifinito, e di cui non ero quindi  molto convinta (lo so che dicono tutti così *-* !). 

Infatti il mio piccino non ha superato lo “sbarramento” della finale, ciò mi ha confermato che non sono una dantessa alighiera rediviva… ripresami dalla rivelazione, leggendo gli annunci relativi al concorso ho scoperto che i partecipanti avrebbero potuto beneficiare del servizio di valutazione dei manoscritti, offerto dall’agenzia letteraria promotrice, con uno sconto. 

 

Decido che mi va: il romanzo ha proprio bisogno di migliorie, e un occhio clinico “esterno” serve  a qualunque scrittore (anche a me, che faccio la Torquemada con i piccini degli altri!). Perciò caccio senza storie  i 50 euro richiesti (la valutazione non scontata ne costerebbe 130).

 

Dopo un mese e spiccioli, l’agenzia mi invia per mail la scheda di valutazione del romanzo. Quando la apro, mi trovo davanti mezza paginetta in word. Metà della mezza paginetta, quindi un quarto della scheda totale, consiste nel riassunto del mio romanzo. L’altro quarto è la valutazione vera e propria:

 

Un’indubbia padronanza stilistica, unita ad una certa abilità nel delineare figure e caratteri, conferisce alla prima parte dell’opera un concreto motivo di interesse. Inoltrandosi nella lettura, emerge una tendenza, a tratti latente, talora ben più scoperta, alla ripetitività delle situazioni e alla stilizzazione dei personaggi. Lo svolgimento si fa prevedibile, i dialoghi tendono alla prolissità, la contestualizzazione spazio-temporale risulta piuttosto generica. La caratteristica determinante, il tormentoso rovello interiore della protagonista, svolto con finezza e spietata sincerità, finisce, alla lunga, con l’appesantire l’apparato narrativo, poggiando su espedienti che non brillano per originalità (qui c’è un esempio, N.) o divergendo su episodi che combaciano a fatica con il contesto generale (un altro esempio, N.).

… Embè? E poi? Dove cambio, quanto taglio? Dov’è l’inverosimiglianza (scrivendo, tutto mi sembra verosimile, dove lo trovo l’errore da sola?)?
Questa non è una valutazione letteraria, ma il giudizio di un tema appuntato sul verso del foglio protocollo. Le nostre recensioni
GRATUITE di “Esordiamo!”  sono più accurate  (per la prova, basta linkare a lato e leggersene qualcuna a caso).

 

Eppure, la ragione non è TUTTA dalla mia parte: prima di pagare, non ho pensato a informarmi sul modo di lavorare dell’agenzia letteraria, sulla lunghezza delle schede e il loro contenuto. Alas! Che il mio sacrificio possa servire da insegnamento per i potenziali polli: l’ingenuità non paga, cioè, paga eccome, il problema è che non fa guadagnare…

 

Io resto così, col rovello, sapendo che qualcosa non va bene nel romanzo, ma non come riparare. Elena, aiuto!