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Intervista a Philip K. Dick

Una ventina di giorni fa è stata diffusa la notizia secondo cui il regista francese Michel Gondry (che ricordiamo, tra le altre cose, per il bellissimo film Eternal Sunshine of the Spotless Mind) avrebbe accettato l’incarico di trasporre su pellicola il romanzo Ubik di Philip K. Dick, del quale lo stesso Dick scrisse la sceneggiatura – pubblicata in Italia da Fanucci in appendice al romanzo – in vista di un progetto cinematografico che non si concretizzò mai.


Innocuo se usato secondo le istruzioni

Raramente (o meglio, mai) è stato tratto un film decente da un romanzo o un racconto di Dick (il tentativo più apprezzabile, seppure a mio avviso non del tutto riuscito, è forse A Scanner Darkly di Linklater). Il nome di Gondry fa però ben sperare e, sebbene il progetto sia per ora solo in cantiere, è lecito essere ottimisti.

Sempre a proposito di Dick, spulciando Youtube ho trovato un video con un’intervista, da lui rilasciata in Francia nel 1977, durante la quale discusse sia il ruolo degli scrittori di fantascienza, sia la scarsa considerazione ricevuta in patria proprio in quanto autore di sci-fi.

Nell’intervista, Dick spiega come la fantascienza in America fosse considerata un genere per adolescenti o per persone disturbate, e quanto fossero rigidi gli standard imposti agli autori dagli editori (niente sesso, niente violenza; in generale era accettata quasi solo la space opera, definita da Dick come un mero “western ambientato nel futuro”). In Francia, invece, la situazione era differente e la fantascienza era presa sul serio, invece di essere considerata un genere di basso livello; Dick racconta la sua sorpresa nel ricevere visite da parte di lettori francesi interessati a discutere seriamente dei suoi romanzi, cosa che raramente accadeva in America, dove non godeva di particolare popolarità.
Vi consiglio di guardare tutta l’intervista (l’inglese di Dick è più che comprensibile e in ogni caso ci sono i sottotitoli in francese), trattandosi di uno spezzone piuttosto raro.
Buona visione! 🙂

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3 Replies to “Intervista a Philip K. Dick”

  1. utente anonimo ha detto:

    Ubik è un libro sempre attuale. Anzi, forse l'argomento è più attuale adesso che negli anni in cui è stato stampato. E non solo perché è un testo di fantascienza (anche se il termine "fantascienza" a Dick va un po' stretto). Secondo me potrebbe uscirne un bel film, proprio un bel film.

    cidrolo

  2. elenaS83 ha detto:

    Secondo me Ubik è fra i tre migliori romanzi di Dick (con L'Uomo nell'Alto Castello e Le Tre Stimmate di Palmer Eldritch). Per quanto riguarda la trasposizione cinematografica, spero davvero che Gondry riesca a recepire e a riprodurre l'atmosfera da "fantascienza anni Sessanta" di Dick, cosa che a tutti gli altri registi è sfuggita completamente (e questo, secondo me, è quello che ha rovinato un film potenzialmente buono come A Scanner Darkly). Per esempio sarebbe bellissimo se mantenessero lo stesso scenario tecnologico (che per noi è ormai retro) immaginato da Dick.
    Tengo le dita incrociate… Anche se purtroppo da qui all'effettiva uscita del film ci vorranno anni 🙁

  3. utente anonimo ha detto:

    La vedo dura, riprodurre la realtà degradante di Ubik e soprattutto riprodurre l'angoscia che gronda dalle pagine di questo fantastico romanzo – non faccio classifiche – spero che Gondry ce la faccia.
    Più facile sicuramente sarà inquadrare la prima parte con i vari anti-psy e con Chip alle prese con la cronica mancanza di denaro – un approccio satirico all'automation che non potrà mancare, magari riveduto e corretto, sono passati quarant'anni e mi chiedo spesso l'approccio che avrebbe oggi Philip alla tecnologia attuale, a internet, alla globalizzazione. Probabilmente avrebbe scritto le stesse cose in quanto il suo vero focus creativo – secondo me – era la sua folle mente.

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