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Scrivere: creatività e… ricerca

La creatività è una condizione necessaria per una scrittura proficua, efficace e divertente: per chi legge, e anche per chi scrive. Necessaria, ma non sufficiente! Affinché le tue opere di fiction siano anche coerenti, sensate e dunque più vicine a una possibile pubblicazione, c’è bisogno di altri ingredienti. Uno di questi è la ricerca.

Abbiamo già incontrato questo termine, nel post sulle fasi della creatività: lo scrittore best seller Donato Carrisi parla di ricerca affermando che le storie ed i personaggi non nascono in una stanza chiusa ma bisogna andarseli a cercare per strada.

La ricerca di cui parla Carrisi attiene quindi strettamente alla ricerca di ispirazioni e di storie, ma a mio avviso c’è molto di più di questo.

Un bravo scrittore infatti allena il suo senso di osservazione almeno quanto la sua grammatica. Guardarsi intorno e registrare dettagli interessanti, coincidenze suggestive, ma anche volti, oggetti, forme… è un modo per dare un bel nutrimento al subconscio, che tutto assimila e tutto ricicla al momento giusto, e alla nostra mente razionale che allena così attenzione e precisione.

Attenzione e precisione favoriscono l’accuratezza. Elemento fondamentale che non può mancare nel linguaggio di un bravo scrittore, nelle sue descrizioni, nelle sue caratterizzazioni e ambientazioni!

Vuoi un esempio? Dire di un personaggio che “è bellissimo” è molto diverso dal descrivere qualche suo particolare tratto somatico che al lettore non può che richiamare idee di armonia e avvenenza.

La prima strategia è usata spesso nei romanzi di consumo, dove si lascia che sia il lettore a “riempire” con il proprio concetto di “bellissimo” il vuoto lasciato da questa finta descrizione (che infatti non è una descrizione, ma una valutazione); è un modo comodo e rapido di confezionare elementi narrativi, proprio per questo è inflazionato e, ahimé, molto poco efficace su lettori forti, buongustai o semplicemente attenti.
La seconda strategia, ovvero descrivere effettivamente una particolare bellezza servendosi di dettagli precisi riportati con un linguaggio accurato, imprime nella mente del lettore il tuo personaggio (o ciò che tu scegli di descrivere) e anche il tuo stile.
Perché questo riesca è necessario tenere sempre gli occhi aperti a ciò che ci circonda, osservare, verbalizzare e descrivere già nella fase di prima osservazione.

La storia è un ingrediente di base: i dettagli descrittivi sono le spezie del tuo manoscritto. Grazie ai dettagli e a una scrittura accurata, un autore può dare sempre l’impressione di sapere di cosa parla, anche se magari non è mai stato a Timbuctù, come il suo agente segreto, o deve inventare ex novo una razza aliena.

Cercare intorno a noi ci tiene presenti al nostro lavoro e a ciò che ci circonda. Con buona pace del luogo comune che vuole lo scrittore piegato notte e giorno alle sue carte e dramaticamente indifeso e distratto tra i suoi simili.

Giammai! Occhi aperti al mondo in ogni momento della scrittura della  tua opera: prima, durante la scrittura, nella revisione. Evita solo di affaticarti durante le pause di riflessione, nelle quali è meglio dare al tuo cervello conscio e inconscio un po’ di meritata pausa.

Nel prossimo post riprenderò il discorso della ricerca e dell’accuratezza, per parlarti del secondo tipo di ricerca: quella storica, geografica, bibliografica e informativa in generale, insomma la documentazione tu cur. Non perderlo!

Nel frattempo, ecco i precedenti post dedicati allo Scrivere:

 

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