menu

I consigli di scrittura di Darien Levani

Darien Levani è un autore attivo ed eclettico: scrittore di romanzi e racconti, giurista, giornalista, scrittore, cofondatore del portale Albania News. Sì, perché Darien è di nazionalità albanese e l’italiano non è la sua lingua madre: fa quindi parte di quel gruppo di autori “italiano seconda lingua”, di cui abbiamo già parlato in molte occasioni, che usano trasformano arricchiscono l’italiano nelle loro narrazioni di arrivo.
[Leggi anche:  Anilda Ibrahimi – Scrittori italiani di oggi  –  e loghettoVenti Nodi Zero: i “nostri” autori crescono ]

Darien Levani scrive sia in italiano che in albanese e ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti per la sua instancabile attività di promotore culturale. Qui potete leggere un’intervista a Darien Levani relativa al suo ultimo romanzo noir “Toringrad” e a proposito del genere giallo, della funzione della scrittura, del ruolo del giornalista. Da non perdere!

Come fai a riconoscere la felicità mentre la stai vivendo? e sussurrare a te stesso: ora fermati, sei felice. Cristallizza questa frazione e osservati meglio: hai parte di quello che volevi, sei in un posto caldo, e sparsi per questa città ci sono degli amici che farebbero tutto per te. Rifletti su questo momento, cerca di fissarlo nella tua memoria per sfogliarlo più tardi come si sfogliano delle fotografie in cerca di conforto. Non lo sai. Lo capisci dopo, solo dopo.
[Da “Toringrad”]

 

Abbiamo chiesto a Darien di darci i suoi personali consigli di scrittura.

Vanno ad arricchire la nostra rubrica di Consigli di Scrittura con un punto di vista deciso e molto costruttivo, nonostante la “durezza” efficace con la quale è espresso.

loghettoScrivi! Il miglior consiglio che si possa dare è quello di scrivere. È una cosa abbastanza facile da fare, tanto che la maggior parte di noi la impara già nell’infanzia. Prima metti una parola, poi metti l’altra. Per dire, fino a ora ho scritto quarantaquattro parole. Aggiungendo questa inutile riga sono arrivato addirittura a cinquantaquattro parole. Facile, no? La cosa difficile è trovare la tua voce e trovare i tuoi argomenti. Tutto quello che hai fatto, tutti gli errori che hai commesso, tutte le parole che hai sentito, hanno fatto di te un essere unico e formidabile. Nessuno può scrivere le cose che scrivi tu perché nessuno è te. Fammi un favore, e fatti un favore, quindi: scrivi solo di cose che conosci. Centoventitré.

loghettoSii umile! Non abbiamo realmente bisogno della tua prossima storia. Ogni libreria di questa città è piena di libri migliori di qualsiasi cosa tu possa mai scrivere. Prendine atto. Va bene così, non c’è niente di tragico in questo. Lo so io e lo sa bene qualsiasi lettore. Se pensi di fare qualcosa di originale ti stai sbagliando.  Non cercare di ingannare il lettore. Non pretendere di aver scritto il prossimo capolavoro, non pretendere che il mondo della letteratura non possa andare avanti senza il tuo contributo. Vuoi diventare parte di un ingranaggio che include milioni di uomini e donne e miliardi di pagine e storie. Perché, ecco, ricorda che tu ti occupi solo di storie, tu non ti occupi di libri. Queste sono cose da librai, contratti commerciali e biblioteche. Tu ti occupi solo di storie, di uomini e donne che fanno o non fanno qualcosa. Pensi di poter dire qualcosa che non sia stato detto? Pensi di poter scrivere una nuova storia? Vediamo.

loghettoLeggi! Tanto.

Grazie Darien, e buone scritture!

Qualche info in più, con la biografia di Darien Levani:

Darien Levani è un giurista albanese che vive e lavora in Italia. Nato nel 1982 a Fratar, un piccolo paesino nel sud dell’Albania, si è trasferito in Italia nel 2000 per iniziare gli studi universitari in Giurisprudenza.
Esordisce nel mondo della narrativa nel 2010 con “Solo andata, grazie. – I popoli degli abissi” un mosaico di racconti che scavano nel mondo del sottoproletariato extracomunitario in Italia. Sempre nel 2010 partecipa nell’antologia “Nuove lettere persiane”, (a cura di Internazionale, con prefazione di Gad Lerner ed illustrazioni di Zero Calcare) con il racconto “Ladri di bicilette” , dal quale verrà realizzato il cortometraggio “L’importanza dell’essere in sintonia con l’universo” di Federico Micali.
Del 2011 invece “Il Magico Famoso Qukapik”, (Odoya Edizione), un thriller politico in stile orwelliano. Del 2012 il lungo racconto “L’amore di Marx” pubblicato per Atlantis Lite Edition.
Sempre nel 2012, esce il primo romanzo albanese “Poetët bëjnë dashur ndryshe” (Botime Pegi) il quale verrà onorato con il più prestigioso premio letterario albanese “Penda e Argjendtë – Debutues”. Il romanzo successivo, “Dopio Gjashta”, uscirà sempre in albanese per Botime Pegi nel 2015. A differenza di tanti altri autori migranti, non ha mai abbandonato una lingua per l’altro, portando avanti un doppio lavoro, scrivendo e pubblicando sia in albanese che in italiano.
L’ultimo romanzo pubblicato è uscito a maggio 2016 ed è stato presentato in anteprima alla Fiera del Libro di Torino. “Toringrad” (Spartaco Editore) una storia sospesa tra giallo e noir, è una storia di criminalità e droghe, un lavoro quasi giornalistico basato, tra l’altro, nel suo lavoro da avvocato ma anche nei rapporti annuali della Direzione Nazioale Antimafia.
È tra i vincitori di “Scrivere altrove” nel 2010. Nel 2013 ha vinto il premio “Pietro Conti – Sezione Narrativa”.  Sempre nel 2013 il forum F.A.R.E. (che raggrupra le associazioni albanesi in Emilia Romagna) lo ha onorato con il suo premio annuale, “per il contributo alla promozione, attraverso la sua scrittura, della intercultura cui sono portatori i giovanni di tutto il mondo”.

Condividi il post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *