Sondaggio: cosa vuoi leggere sul blog di Studio83?

In questi mesi di intenso lavoro letterario-editoriale, noi di Studio83 ci siamo dedicati anche a un’altra attività: è molto importante,  e l’abbiamo raccomandata spesso: quella di fermarsi, guardarsi indietro e valutare il percorso fatto.

Parlo di bilanci: necessari per mantenere saldo il timone, o eventualmente correggere la rotta. [Leggi anche: Il bilancio, un tempo per noi su L’arte di scrivere felici]

I nostri bilanci sono incoraggianti. Abbiamo lettori che ci seguono qui sul blog, la sezione dedicata alle Recensioni sul sito di Studio83 è frequentata e la nostra pagina Facebook ha piacizzazioni e iterazioni costanti. I servizi letterari per gli scrittori sono pagine che registrano un’affluenza nutrita e spesso spingono chi le legge a contattarci direttamente via mail. Non chiedetemi numeri esatti perché resto pur sempre un topo di biblioteca, ma una media di seicento visite giornaliere al blog mi pare positiva 🙂

Ora é giunto il momento di ringraziare tutti voi lettori con gratitudine e sincerità; e di rinnovare il nostro impegno per offrivi contenuti di valore, che vi arricchiscano e vi migliorino il lavoro, l’umore, la giornata!

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Siamo al lavoro per un 2016 ricco di novità con rubriche che partiranno a gennaio e che vi accompagneranno per tutto il prossimo anno.

Porteremo avanti le rubriche nate nel 2015, che sono:

loghetto  Un classico al mese: un post, un libro. Un libro “classico”, letto, famoso. Raccontato da Elena in modo chiaro e non convenzionale per riscoprirne la modernità.

loghetto  Studio83 ti scrivo -dove usiamo alcune delle mail che riceviamo (anonime, ovviamente!) come input per parlare insieme, per confrontarci e imparare.

loghetto  Le regole del successo per scrittori – una serie di post dedicati alle buone abitudini, soprattutto mentali, per scrivere e pubblicare in modo efficace e felice.

La navigazione si prospetta interessante e già ci appassiona!
Per questo vogliamo andare oltre.

Vogliamo coinvolgervi, vogliamo che la nave sia ampia e accogliente e che il timone sia anche vostro. E abbiamo bisogno della vostra guida!

Che cosa vorreste leggere sul blog di Studio83?

Abbiamo individuato temi e post del passato che sono stati molto letti. A partire da quelli, creeremo una nuova rubrica mensile che partirà nel 2016. La decisione di quale rubrica creare… la lasciamo a voi!

Tra queste quattro rubriche, una diventerà un appuntamento mensile fisso. Eccole:

loghetto  Appunti di editing

Tanti consigli tecnici per scrivere e soprattutto revisionare i vostri testi, per autopubblicarli al meglio, per proporli agli editori in modo vincente.

loghetto  Libri e film

Abbiamo parlato tante volte di cinema, accostando i film ai loro ispiratori cartacei e paragonando le intepretazioni a partire dalla stessa “storia”. Non c’è una vera e propria rubrica, vorremmo crearla, sta a voi decretarne il successo.

loghetto  Regole del successo per scrittori

Tanto per restare in tema 🙂 Nei mesi scorsi abbiamo illustrato alcune regole del successo per scrittori: le buone pratiche e le abitudini mentali per una felice esperienza di scrittura. Gli spunti sono ancora tanti!

loghetto  Video, booktrailer ecc.

Il nostro canale Youtube contiene video divertenti, gradevoli e ispiratori. Vorremmo realizzarne altri, dare rilevanza ai booktrailer che realizziamo e ai contenuti che troviamo anche su altri canali. Appuntamento fisso?

Rispondete al nostro sondaggio, che resterà aperto trenta giorni.
Il 23 dicembre 2015 chiuderemo il sondaggio e raccoglieremo le risposte. La rubrica che avrà ricevuto più voti diventerà una delle nostre rubriche mensili.

Ecco il sondaggio. Spuntate la rubrica che preferite. Il sondaggio registra la vostra prima scelta: fate doppio click sull’opzione che preferite, la riga corrispondente si carica in grigio, e il voto è registrato.
La vostra opinione conta!

Crea la tua indagine per il feedback degli utenti

Il 23 dicembre daremo i risultati del sondaggio e metteremo sotto l’albero una nuova rubrica. Dai, Babbi Natale! Fateci sapere la vostra! 🙂

Segnaliamo: due concorsi letterari per opere di varia tipologia

Oggi segnaliamo due concorsi letterari che ci sono parsi interessanti, perché prevedono la partecipazione di opere di diverse categorie e possono quindi aiutare autori e autrici non solo di romanzi.

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Consigli di lettura: i Romanov, Anastasia e l’ultimo zar

In questi giorni densi di anniversari importanti (come quello dell’allunaggio) e purtroppo anche di perdite, è stata ricordata un’altra ricorrenza significativa, quella della cosiddetta Fine dei Romanov.

Nella notte tra il 16 e il 17 luglio del 1918, lo zar deposto Nicola Romanov, sua moglie Alessandra, le loro quattro figlie e il loro figlioletto erede al trono, più alcuni domestici rimasti con loro durante la prigionia, furono brutalmente trucidati a Ekaterinburg.

Tutto accadde nello scantinato della Casa Ipatev, altrimenti detta “la casa dalle finestre bianche”.

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I booktrailer di Studio83 – siamo in finale, con Roberta Mezzabarba!

I booktrailer sono un mezzo sempre più conosciuto per promuovere il proprio libro e in gereale per dare spazio alla lettura e alla condivisione di libri, notizie, spunti.

Più si diffondono, più si apprezzano, e nascono anche premi, trofei e festival a tema.

Sapete che, qualche tempo fa, siamo state giurate per un concorso tutto dedicato ai booktrailer?
Quella fu l’occasione per scrivere un bel post contenente tanti consigli su come realizzare un bel booktrailer, e su come deve essere il booktrailer di un libro per essere più efficace.

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Scrivere narrativa young-adult: le 8 regole vincenti secondo autori/autrici di successo

Alcuni anni fa, la testata The Atlantic ha pubblicato un articolo scritto da Nolan Feeney in cui autori e autrici young-adult di successo davano consigli a chi voleva cimentarsi in questo campo.

La narrativa young-adult si rivolge ai giovani adulti, un pubblico di un’età compresa tra i 13 e i 20 anni circa: è caratterizzata quindi non tanto da un genere letterario specifico (anche se ultimamente spopolano fantascienza e fantasy), quanto dall’intervallo di età dei suoi lettori. Non più ragazzi, non ancora adulti, con esigenze e linguaggi specifici.

Negli ultimi anni, il boom della narrativa young-adult (cresciuta del 120% tra il 2002 e il 2012, come spiega sempre il The Atlantic) ha avvicinato moltissimi giovani alla lettura e riportato linfa in settori editoriali stagnanti, come la già citata fantascienza. A fare da traino sono state anche saghe cinematografiche tratte da cicli di romanzi YA, come le serie “Divergent”, “Maze runner” o, tornando ancor più indietro nel tempo e cambiando genere, “Twilight”. Si tratta quindi di un’opportunità da cogliere, tenendo presente che il lettore young-adult di oggi sarà, domani, un lettore full-adult a tutti gli effetti!

Nolan Feeney

Scrive Nolan Feeney, autore dell’articolo sul The Atlantic:

Molti autori di successo dicono che non c’è un segreto dietro la scrittura per adolescenti. La buona scrittura è buona scrittura; personaggi credibili e trame avvincenti sono fondamentali a prescindere da chi compra il libro. Altri autori YA ti diranno che scrivere per i teenager è particolarmente appagante e gratificante, perché rispondono alle storie in cui si identificano con più intensità e gratitudine di quanto facciano i lettori adulti.

Ho domandato a otto autori e editor come fanno a scrivere storie che gli adolescenti sentano reali, anche quando il loro mondo – e il mondo dei libri YA che leggono – può sembrare un altro pianeta. […]

…ed ecco cosa è venuto fuori!

Uno: pensa come un teenager

La scrittrice Rainbow Rowell si è trovata in una situazione editoriale particolare: il suo fortunato romanzo “Eleanor&Park” non fu concepito per essere uno YA, malgrado i protagonisti fossero adolescenti. Si dibatté a lungo sull’opportunità di classificarlo come young-adult, ma fu un collega di Rowell a centrare il punto: il romanzo era un perfetto YA perché non si limitava a mettere in scena degli adolescenti, ma sapeva mostrare il mondo attraverso i loro occhi.

La voce narrante, quindi, non osservava da lontano i protagonisti, ma sapeva mostrare il loro punto di vista in modo immediato.

Veronica Roth, autrice della già citata e fortunatissima serie “Divergent”, spiega:

Penso che tutti abbiamo ancora un adolescente dentro di noi, dobbiamo solo lavorare per raggiungerlo. Quando mi accorgo che sto facendo prendere a un personaggio una decisione che sento troppo adulta, senza che se la sia guadagnata, torno indietro e mi assicuro che i personaggi facciano gli errori che farebbero nella vita reale a quell’età… proprio come un genitore.”

Disattivare la “prospettiva adulta” è quindi importantissimo. Ne parla anche Rachel Cohn, autrice della serie “Gingerbread”, spiegando che i lettori la percepiscono subito, quando fa capolino in uno YA:

È una gigantesca bandiera rossa. […] Se mollo un libro è perché i dialoghi mi suonano falsi. Non sono le parole a essere sbagliate, quello è soggettivo; sono i sentimenti. È come un adulto che osserva qualcosa.

Due: racconta l’esperienza adolescenziale con onestà emotiva

L’articolo del The Atlantic mette poi l’accento su un elemento importantissimo: l’onestà emotiva, che aiuta il lettore a identificarsi con personaggi che hanno esperienze di vita lontanissime dalle sue. Un esempio è Hazel, l’adolescente malata di cancro protagonista del toccante “Colpa delle stelle” di John Green. L’autore dice di aver ricevuto e-mail da lettori e lettrici più disparat*, di qualunque età e condizione, che raccontavano di essersi identificati in Hazel:

Forse ciò che è universale è l’intensità dell’esperienza, l’intensità del primo amore, l’intensità del farsi domande sulla morte e sul senso della vita per la prima volta.

Discorso simile fa David Levithan, autore di “Every day”, il cui protagonista si sveglia ogni giorno nel corpo e nella mente di una persona diversa.

L’onestà emotiva è una delle caratteristiche che definiscono la letteratura YA. Anche se non siamo uguali ai personaggi di cui leggiamo, hanno tutti a che fare con problemi – chi sono, chi dovrebbero essere, cosa dovrebbero o non dovrebbero fare – con cui abbiamo a che fare tutti noi, in modi differenti. Leggendo “Hunger Games”, anche se non ci troveremo mai nei panni di Katniss, percepiamo un significato emotivo nelle decisioni che prende, anche quelle sbagliate.”

Durante l’adolescenza ci si trova ad affrontare cose che, a quell’età, sono dolorose o difficili da gestire (primi amori, bullismo, pettegolezzi scolastici ecc). Feeney cita le parole di Kristen Pettit, curatrice editoriale per HarperCollins:

A quell’età, le prove e le sofferenze nell’amicizia o nelle relazioni romantiche sono cruciali, vitali. Ecco come l’autore può mostrarsi autentico davanti alla comunità YA: cogliendo quell’entusiasmo nei sentimenti e nelle emozioni e il rischio insito nelle interazioni che [gli adolescenti] hanno ogni giorno con le altre persone.

Tre: inserisci i giusti riferimenti alla cultura pop

I giovani adulti sono immersi nella cultura pop, che vivono, subiscono, fruiscono in mille modi diversi. Questo genere di riferimenti è importantissimo nella narrativa young-adult, ma deve essere pertinente e azzeccato per produrre l’effetto voluto.

Sempre John Green ha osservato:

Una cosa che adoro degli adolescenti è che non fanno distinzioni tra cultura alta e bassa come noi adulti. Non è inusuale per dei teenager elencare come i due libri preferiti “Gossip girl” e “Il grande Gatsby”. Non trovano bizzarro dire: “Amo Toni Morrison e anche Justin Bieber”.

Quattro: prendi spunto dai veri adolescenti

Jodi Picoult, conosciuta per “La custode di mia sorella” (da cui fu tratto un film con Cameron Diaz una decina di anni fa), nel 2012 ha scritto il suo primo romanzo concepito specificamente per un pubblico YA, “Between the lines”; e lo ha fatto a quattro mani con la figlia Samantha, al tempo adolescente.

Avere una co-autrice adolescente è come avere un autentico “rilevatore di boiate” seduto accanto. Altre volte, parlando, Sammy diceva cose che si rivelavano metafore perfette. Nulla che sarebbe venuto in mente a me, ma cose che lei viveva ogni giorno, perché era al liceo quando abbiamo scritto il libro. L’esempio perfetto? Un gruppo di ragazze popolari che, nel romanzo, sono descritte come un grappolo d’uva: perché, in effetti, chi ha mai visto una di loro per conto proprio? Mi è sembrato spassosissimo, perché era così realistico!

Già qualche anno prima, nel 1998, mentre scriveva un romanzo su un patto suicida tra adolescenti, Jodi Picoult aveva deciso di osservarli e ascoltarli nel mondo reale. Procuratasi scorte di pizza e di bibite, aveva invitato a casa la baby-sitter che lavorava per lei e i suoi amici, intervistandoli poi su vari argomenti.

Se sei uno scrittore, fai delle ricerche e le fai diligentemente. Anche se suona buffo documentarsi ascoltando dei teenager!

Cinque: usa lo slang a tuo rischio e pericolo

Ascoltare dei giovani adulti che parlano e osservarli mentre si muovono nel loro mondo aiuta a orientarsi anche nel loro linguaggio, facendo attenzione a non commettere alcuni gravi errori. Se, da un punto di vista strutturale e lessicale, la YA si basa su personaggi e intrecci ben codificati (già esistenti nell’immaginario collettivo e dunque di facile fruizione), dall’altra bisogna saper rendere il linguaggio dei giovani.

Nel farlo, però, occorre evitare assolutamente di usare lo slang corrente. È questo il suggerimento di Kathryn Reiss, autrice veterana nonché insegnante di narrativa YA:

Il problema è che questo darà al tuo libro un’aspettativa di vita di massimo due o tre anni sugli scaffali. […] Non sarà mai un classico, perché il linguaggio codificato degli adolescenti cambia ogni quattro anni con ogni nuova “generazione” del liceo.

Sei: siate scorrevoli

Molti pensano che la narrativa YA debba essere più semplice, da un punto di vista stilistico, per permettere a lettori molto giovani di capirla meglio. In realtà, il pubblico young-adult legge già romanzi molto complessi a scuola, come i classici della letteratura. Perché, allora, è consigliabile mantenere un linguaggio semplice quando si scrive narrativa YA?

Lo spiega ancora Kristen Pettit raccontando un aneddoto: quando lo scrittore R.L. Stine partecipò a un reading dei suoi libri per ragazzi (la serie “Piccoli brividi”), si stupì di trovare persone di venti o anche trent’anni tra il pubblico. Ne chiese il motivo a Pettit, che rispose:

La letteratura per adulti si è impreziosita moltissimo, ma a volte il lettore vorrebbe solo essere trasportato altrove. Penso che gli autori YA siano più liberi di accontentarlo, invece di costruire frasi complesse per impressionarlo con le loro capacità.

Sette: si possono affrontare anche temi cupi

Non c’è niente di off-limits nella narrativa YA, secondo Feeney: basti pensare a “Thirteen reasons why” di Jay Asher, che parla del suicidio di un’adolescente, o alla relazione incestuosa presente in “Wasteland” di Francesca Lia Block.

Insomma, niente auto-censure sulle tematiche, che possono benissimo sconfinare nelle zone d’ombra della vita. Racconta ancora Picoult:

Sono entrata nel regno della narrativa YA del tutto impreparata. Supponevo che, rivolgendomi a lettori giovani, avrei dovuto mantenere il registro su una fiaba alla Shrek. Sammy invece disse di no, che doveva essere molto più cupa, di modo che il lieto fine non fosse affatto scontato.

Otto: trova il “seme della speranza”

Feeney spiega che non tutti i romanzi YA hanno un lietofine. Diversi classici di S. E. Hinton (“The outsider”, “That was then”, “This is now”) parlano di droghe, alcol e violenza di strada, e non offrono facili risposte alle domande che sollevano. Tuttavia, tutti gli YA posseggono un nucleo di ottimismo riconoscibile, quello che Reiss ha chiamato “il seme della speranza”. Nello specifico, Reiss ha osservato:

Lasciano sempre la sensazione che valga la pena svegliarsi, domani. La realtà può essere oscura o terribile, ma domani è un nuovo giorno. Il 99% dei libri per adolescenti è così […].

E aggiunge Levithan:

È la vita, no? La m***a ti travolge. L’abisso si spalanca. Ma poi lo superi. Lo metti al tappeto. Trovi un modo per sopravvivere. La YA riflette tutto ciò!

Scrivere romanzi gialli: i dieci comandamenti di Raymond Chandler

Tra i generi letterari più largamente apprezzati c’è sicuramente il giallo, che raccoglie intorno a sé sia un fandom di appassionati, sia tantissimi lettori e lettrici mainstream. E, quando un appassionato di giallo decide di cimentarsi nella stesura di un romanzo o di un racconto, è facilissimo che si orienti proprio su quel genere. Il che, come abbiamo detto in passato, è un’ottima cosa: leggendo molti libri di uno specifico genere letterario ne interiorizziamo i tòpoi (ma attenzione a non cadere nei cliché!).

Inoltre, possiamo farci insegnare qualcosa dai mostri sacri che ne hanno fatto la storia, come Raymond Chandler, scrittore di luci e ombre, seguace di Dashiell Hammett e della narrativa hard-boiled.

Chandler, che fu parecchio critico nei confronti di molti romanzi gialli dei suoi tempi e di quelli immediatamente precedenti, scrisse i cosiddetti “Dieci comandamenti del romanzo giallo“. Si tratta di dieci regole imprescindibili che deve imparare chi vuole cimentarsi efficacemente con questo genere: andiamo a vedere quali sono le caratteristiche che deve assolutamente avere un romanzo giallo!
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Isole e misteri: consigli di lettura!

L’estate è al culmine e molti si preparano spiritualmente per le meritate vacanze. E, come ogni anno, gli amanti della lettura preparano la lista di romanzi, cartacei o in e-book, da portarsi in ferie… Allo stesso tempo, l’estate e i viaggi riaccendono la fascinazione per luoghi suggestivi, esotici e misteriosi: ecco perché i nostri consigli di lettura estivi vertono su romanzi ambientati su isole – più o meno lontane, più o meno misteriose!

Lontane da tutto e da tutti, circondate da mari e oceani, le isole esercitano da sempre un fascino profondo su lettori e scrittori. Scopriamone qualcuna, a latitudini tutte diverse, per lasciarci trasportare nelle loro incredibili storie.
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Accadde oggi… 18 maggio!

Oggi è il 18 maggio… cos’ha di speciale questa data? Nulla, o meglio: è speciale come qualunque altra data! Dando un’occhiata all’almanacco del giorno, infatti, possiamo scoprire tanti eventi e dettagli interessanti, che ci riconducono alla nostra passione principale… ovvero i libri!


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Primavera thriller – Consigli di lettura!

Tra i generi letterari più amati nel mondo c’è sicuramente il thriller, che utilizza la suspense e l’azione per tenere il lettore incollato dalla prima all’ultima pagina. È un genere versatile, declinabile in tutte le salse, dall’ambientazione storica al romanzo da ombrellone. Ecco alcuni consigli di lettura a tema!


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Le tigri di Mompracem – Un classico al mese

La notte del 20 dicembre 1849 un uragano violentissimo imperversava sopra Mompracem, isola selvaggia, di fama sinistra, covo di formidabili pirati, situata nel mare della Malesia, a poche centinaia di miglia dalle coste occidentali del Borneo…

Così si apre “Le tigri di Mompracem”, primo romanzo del ciclo indo-malese di Emilio Salgari (posizione contesa a lungo a “I misteri della jungla nera”, che introduceva il ciclo indiano). Fu pubblicato a puntate su una rivista veronese (“La Nuova Arena”) nel 1883 con il titolo “La tigre della Malesia” e riedito nel 1900 con il nuovo titolo.

Il romanzo ruota intorno alla prima avventura del personaggio di Sandokan, principe del Borneo caduto in disgrazia e divenuto pirata a causa degli invasori europei.

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