Giorno della Memoria 2017 – Consigli di libri e film

Il 27 gennaio è stato dichiarato Giorno della Memoria delle vittime dell’Olocausto nazista.

Qui nel blog abbiamo spesso pubblicato dei post a tema con consigli, riflessioni, recensioni, insomma con tanti spunti per ripensare, e non solo nell’arco di un giorno, alla tragedia che ha segnato lo scorso secolo e che ha coperto di vergogna e di sangue l’intera Europa.

In questi consigli di lettura, ad esempio, ci sono titoli che ci possono aiutare a considerare quello che è successo con gravità, memoria, presenza e rispetto. E anche con empatia, creatività, proattività. Significa che non basta ricordare, leggere brutte cose e spremere qualche lacrima (tutto ciò è comunque necessario!): bisogna anche prendere le brutte cose, rielaborarle e cercare di trovare degli insegnamenti che possiamo applicare per non cadere negli errori e nelle tragedie vissute dai nostri nonni.

Non smetterò MAI di consigliare il libro “Uno psicologo nel lager” di Viktor Frankl, che prima di essere un luminare è stato un internato ad Auschwitz e che ci parla di questo, ma anche di amore, di compassione, di quanto è bella la vita  e dell’estrema, incancellabile libertà che rimane sempre all’essere umano: decidere come reagire a ciò che ci succede.

Sei vittima di un’ingiustizia, di una violenza, di una perdita orribile: cosa fai? Fai violenza anche tu? Muori dentro? Aggredisci gli altri? Ti suicidi? Oppure aiuti? Ti tieni i pezzi e vai avanti? Ti aggrappi al ricordo dell’amore e di tutto ciò che è bello e ci fai qualcosa per vivere?

Questi NON sono giudizi, e  non sono solo belle parole: sono l’insegnamento di una persona che ha vissuto una delle cose più tremende immaginabili, e che ha sofferto in un modo che nessuno di noi si avvicinerà mai a sperimentare, almeno così mi auguro. Quindi meritano davvero una riflessione, come il libro merita la lettura!

Detto ciò, quest’anno riprendiamo di nuovo la vastissima produzione di storie che si concentrano sull’Olocausto per proporvi una nostra rosa di libri e film: alcuni consigliati, altri con riserva e altri decisamente sconsigliati. Eccoli!

Libri sì: MAUS di Art Spiegelman

Maus è una graphic novel sull’Olocausto anzi: è LA graphic novel sull’Olocausto, dato che ha fatto storia ed è un capolavoro non solo nel suo genere.

Maus è la storia del padre di Art Spiegelman, deportato ad Auschwitz, poi sopravvissuto insieme a sua moglie con la quale emigra negli States cercando di dimenticare lo sterminio della propria famiglia e del proprio figlio, dando alla luce Art e convivendo con il trauma, per quanto possibile.

Ma è anche la storia del figlio di un sopravvissuto, al quale i genitori non riescono a insegnare la gioia, e passano il mostruoso senso di colpa del sopravvissuto. La storia di una relazione, quella tra un figlio e i suoi genitori, tra un fratello vivo e uno perduto senza nemmeno conoscerlo.

MAUS è famoso anche per la particolarità del disegno, e la scelta di rappresentare personaggi antropomorfi associando un tipo di animale a una nazionalità (i tedeschi gatti, gli ebrei topi, ma anche i polacchi maiali, gli statunitensi cani, i francesi rane…).

Ma questo diventa quasi un dettaglio, di una storia raccontata in modo unico, coinvolgente, sofferto, umano. Impossibile non amare i personaggi, difficilissimo non piangere.

Libri nì: Amare Hitler di Paul Roos

Sottotitolo: Storia di una malattia. Questo saggio con inserti romanzati e autobiografici è un’operazione davvero coraggiosa: quella di un tedesco che fa i conti con la rimozione generale della sua gente verso i crimini del nazismo, in un paese in cui tantissimi hanno un nonnino che è stato SS o soldato o nazista convinto, e tutti preferiscono non pensarci su.

Ma perché i tedeschi hanno amato Hitler? Come si può amare Hitler, e come si fa, in che modo può avvenire? Roos ricostruisce alcuni passi della biografia di Hitler e della Storia, ripensa ad avvenimenti sinistri della propria infanzia legati alla rimozione dell’essere stati nazisti, ripercorre la storia di una oppositrice tedesca finita nel lager, tiene moltissimi fili e smuove sicuramente riflessioni e sentimenti che turbano, e che hanno portato questo libro a diventare un caso, alla sua uscita in Germania.

Lo consiglio a chi è disposto a fidarsi, e a fare un viaggio nella non memoria: con i mezzi molto personali, a volte spericolati di Roos, che non esita ad accostare documenti storici a sogni erotici sullo sfondo del lager. Io lo considero un libro molto riuscito e una rielaborazione preziosa, ma a qualcuno potrebbe dare fastidio la disinvoltura di Roos, seppure sofferta e consapevole, nel trattare il tema sotto luci a volte davvero inusuali.

Libri no: La baracca dei tristi piaceri di Helga Schneider

Mi dispiace molto stroncare un libro che mette in luce una tragedia spesso dimenticata, quella delle donne obbligate a prostituirsi in alcuni lager, scritto poi da un’autrice tedesca con una storia difficile sulle spalle e che sicuramente deve aver sofferto, nel ricostruire il calvario delle donne che ha poi raccontato in questo libro.

Una giovane giornalista rintraccia per caso un’anziana sopravvissuta che accetta di raccontarle le brutalità subite. Una buona parte del romanzo, però, si riduce a una lista di mi hanno fatto questo, poi mi è successo questo ancora peggio, e poi ho subito questo ennesimo orribile fatto, e poi, e poi… Molti degli spunti del romanzo, come il rapporto tra la giornalista e la donna, o l’effetto dei terrificanti racconti sulla ragazza e nella sua vita, non sono affrontati, e le parti nelle quali la sopravvissuta non enumera mostruosità sono scritte in modo sciatto e chiaramente considerate dei riempitivi tra una scena dell’orrore e l’altra.

Schneider ha lavorato molto per ricostruire la realtà della prostituzione forzata nei lager, e traspare dalle righe la sua volontà di renderli noti, di farli sapere al mondo, di ridare dignità alle donne brutalizzate sotto ogni punto di vista: ma data la sciatteria con la quale è scritto il romanzo, penso che sarebbe stata più efficace nello scrivere un saggio.

 Film sì: L’uomo del banco dei pegni di Sindney Lumet

“L’uomo del banco dei pegni” è un film conosciuto tra i cinefili, perché rappresenta un momento molto importante, non solo cinematografico. Si tratta di una delle prime pellicole a parlare di Olocausto, e lo fa in modo trasversale, indiretto: seguendo la storia e il percorso di catarsi di un sopravvissuto, un uomo passato per l’inferno e che l’inferno ormai se lo porta dentro.

Non serve vedere scene brutali, né conoscere dettagli truculenti, per capire e vivere l’estrema prostrazione, l’andare in pezzi di chi vuole seppellire il trauma nell’oblio, ma rischia in questo modo di esserne divorato.

I flashback intensi, l’alternanza del grigio presente con sprazzi di un passato orribile mostrato solo a brevissimi tratti, il finale indimenticabile: “L’uomo del banco dei pegni” è un classico che non può mancare, e un tassello in più nel difficile tema del sopravvissuto.

Film nì: La zona grigia di Tim Blake Nelson

“La zona grigia” è un film molto accurato e ben girato, che racconta l’episodio di una tentata ribellione nel campo di Auschwitz. Dalla sua ha la fattura, la precisione storica, il comparto tecnico impeccabile e una qualità alta da più punti di vista.
La storia stessa merita di essere raccontata, perché ben prima del caso “Il figlio di Saul” si concentra sul micromondo infernale che ruotava intorno alle camere a gas e ai cosiddetti “spalacadaveri”, come li chiama Vonnegut in quel capolavoro di romanzo che è “Madre Notte” (nel quale l’Olocausto non è il tema centrale, ma c’è).

Il motivo per cui lo giudico “nì” è che è il film sull’Olocausto più pesante che abbia mai visto: e non perché sia particolarmente più violento di altri, o sia scioccante, no. “La zona grigia” è piuttosto un film che annichilisce: riesce a far provare allo spettatore un senso di prostrazione, di vacuità, di disperata mancanza di senso, che personalmente ho fatto un po’ fatica a sopportare.

Quindi lo consiglio ai cinefili, e a chi è pronto a “sporcarsi le mani” andando oltre le storie e i personaggi singoli, e mettendo un piede nella zona grigia in cui il male minore è perdere il senno o morire il prima possibile.

Film no: Il bambino con il pigiama a righe di Mark Herman

Che bello, ho un nuovo amico! È scheletrico, rapato, pieno di lividi e tagli, sta dietro un filo spinato e ha l’espressione sempre un po’ impaurita e una divisa a scacchi… sarà un pigiama? Ma sì, tutto bene allora, giochiamo!

Ecco, l’intero film si basa su questo ragionamento quanto meno miope, che mi rifiuto di credere normale per un bambino di nove anni. Il complesso mondo dell’infanzia è qui ridotto a un sogno tra le nuvole ingenuo e anche un po’ alienato, cosa che mi pare davvero irrispettosa nei confronti dei bambini.

Il protagonista del film è figlio del capo di un lager. Vive lì, con la famiglia, in un blocco isolato dal resto dove i prigionieri più fortunati stanno lì a fare da camerieri… e anche se pur visibilmente terrorizzati e provati suscitano meno pietà del bambino. Bambino presentato come un assiduo lettore e come un ragazzo sveglio, ma che non capisce niente di niente. Fa amicizia con un piccolo internato, ci parla, ci gioca, ancora senza capire una mazza, e così via, verso un finale abbastanza mal costruito e davvero poco leale verso lo spettatore. Che magari è a sua volta un bambino e si beccherà una botta difficile da contestualizzare.

In questo film, a mio avviso, manca il rispetto. Rispetto per i bambini, che hanno fantasia e leggerezza da vendere, ma non sono alieni idioti candidi e confettosi a tutti i costi (anzi, quasi sempre sono più sottili e intuitivi dei grandi). Rispetto per i piccoli spettatori, attirati dal packaging e coccolati per tre quarti della storia, e poi mollati di fronte a dei fotogrammi, gli ultimi, davvero duri da digerire.

Parlare dell’Olocausto non è facile. La rappresentazione, come ci insegna il filosofo estetico Jean Luc Nancy, è interdetta, perché seguendo un certo percorso logico il campo rappresenta la negazione dell’immagine, della rappresentazione. Per questa ragione, non tutti i prodotti culturali sono alla stessa altezza: alcuni sono privi di spessore, pur partendo da materiale importante, altri mancano di rispetto, di comprensione e di basi plausibili. Alcuni libri e film, invece, uniscono qualità tecnica a un altissimo valore umano. Leggiamo e guardiamo solo quelli, e che il resto sia silenzio.

Come dal 2007 a questa parte, vi abbiamo proposto letture – stavolta anche film – che possano arricchire il contesto culturale di un dramma storico che noi europei siamo chiamati ogni anno a ricordare, elaborare, e con cui fare i conti. Le notizie di attualità di oggi ci ricordano che questo dramma non è mai finito, che continua a consumarsi, in contesti e modalità diverse. E come sempre ci auspichiamo che le Giornata della Memoria non sia solo un modo per elaborare il passato, ma una chiave per leggere il presente, con tutta la sua gravità.

Regalare libri a Natale: sì o no?

Con l’Immacolata Concezione, siamo ufficialmente nel periodo pre-natalizio! L’Avvento è per le persone di fede cattolica un momento di preparazione simile a quello della Quaresima, che ispira preghiera, riflessione e penitenza. Per tutti gli altri, c’è solo la penitenza: quella della ricerca dei regali di Natale.

Negli anni abbiamo consigliato diversi titoli interessanti da regalare e da leggere sotto le feste. Quest’anno vogliamo andare più alla radice e chiederci: regalare libri per Natale è opportuno? Come scegliere un libro da regalare? Come evitare sbagli, o doni destinati a prendere polvere in fondo a uno scaffale o a pareggiare le gambe di un tavolo difettoso?

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Idee regalo? Libri!

Natale si avvicina e in tanti stiamo preparando pensierini e piccoli regali per amici e parenti: doni che siano utili e dal prezzo accessibile. Inutile dire che, per i bibliofili, un bel libro rimane sempre l’idea regalo più azzeccata: sicuramente più dell’ennesima candela profumata!

Come ogni anno, anche Studio83 – Servizi Letterari ha pronto qualche “consiglio per gli acquisti“, sulla base dei libri che abbiamo letto e apprezzato quest’anno, e che suggeriamo quindi senza riserve. Buona lettura!

Per lettori piemontesi…

Storie di Torino, di Franco Ricciardiello, Odoya 2018

Una città dal fascino intramontabile, definita “la più europea d’Italia”: Franco Ricciardiello intreccia storie di letteratura, cinema e musica con il racconto dell’evoluzione di Torino attraverso la Storia. Per chi è nato in questa città, per chi ci vive, per chi semplicemente la ama!

Per appassionati di narrativa fantastica…

Guida ai narratori italiani del fantastico, di W. Catalano, G.F. Pizzo e A. Vaccaro, Odoya 2018

Sempre della casa editrice Odoya il secondo suggerimento, perfetto per amici e amiche che leggono fantascienza, fantasy, horror. Musa, Pestriniero, Buzzati, Scerbanenco: questi e tanti altri nomi che hanno fatto la storia della narrativa fantastica italiana, ripercorsi dai tre curatori in una guida ad autori e autrici imprescindibili.

Per chi ama l’azione

Shark – Il primo squalo, di Steve Alten, Mondadori 2018 (Meg: a novel of deep terror)

Tornato alla ribalta grazie all’omonimo film con Jason Statham, “Meg” fu pubblicato per la prima volta nel 1997, dando vita a un intero ciclo letterario che ruota intorno al megalodonte, bestia preistorica che affascina da tempo la fantasia popolare. Il romanzo narra le avventure di Jonas Taylor, ex sub per la Marina statunitense, diventato paleontologo dopo aver avvistato – senza essere creduto – proprio l’estinto megalodonte nella fossa delle Marianne.

Per i Netflix-maniaci…

L’incubo di Hill House, di Shirley Jackson, Adelphi 2004 (The haunting of Hill House)

Considerata una delle più celebri ghost story del secolo scorso, l’opera di Shirley Jackson ha ispirato (oltre ai film “Gli invasati” del 1963 e “Haunting – Presenze” del 1999) anche la fortunata serie tv “Hill House”, prodotta da Netflix e diretta da Mike Flanagan. Il romanzo narra le vicissitudini di Eleanor Vance, sensitiva invitata da un antropologo a trascorrere l’estate (insieme ad altre persone con le stesse doti paranormali) a Hill House, sinistra casa infestata.

Per chi esplora nuovi orizzonti…

NeXt stream – Visioni di realtà contigue, a cura di Giulia Abbate, Kipple Officina Libraria

Racconti che travalicano i rigidi confini di genere per spaziare tra nuovi approcci, nuovi argomenti e nuovi punti di vista. Giulia Abbate cura un’antologia in cui appaiono molte tra le migliori penne del versante fantascientifico italiano, in (prossima) uscita verso la metà di dicembre per Kipple Officina Libraria.

Per chi ama Black Mirror

Futuro Presente: i racconti del 2018!

Continua l’avventura di Futuro Presente, collana di fantascienza sociale che curiamo dal 2016 per la casa editrice Delos Digital. Avete amici o parenti che hanno amato Black Mirror e leggono libri digitali? Un bel regalo può essere proprio una selezione di racconti lunghi e romanzi brevi da Futuro Presente! Qui li trovate tutti; di seguito, segnaliamo quelli pubblicati nel 2018.

“Le talee del cielo” di Giampietro Stocco: un’intensa storia ambientata tra le comunità rurali degli Stati Uniti, tra panorami aridi come il cuore di chi non sa aprirsi all’altro.

“Il palazzo” di Barbara Bottalico: una distopia young-adult che narra una storia di forza, speranza e liberazione.

“Mille colline” di Franco Ricciardiello: racconto toccante e durissimo che parte dalla tragedia del Ruanda per toccare interrogativi più universali.

“Liberi tutti” di Irene Drago: un uomo rinchiuso in isolamento da anni, un mondo esterno che potrebbe essere crollato. Cosa troverà oltre le mura?

“Oxygen” di Lorenzo Iacobellis: tra i primi tre classificati al premio Urania Short 2017, “Oxygen” racconta di un futuro in cui si paga davvero tutto… inclusa l’aria che respiriamo.

“Saluti dal lago di Mandelbrot” di Franco Ricciardiello: un classico del cyberpunk italiano, una storia di messaggi cifrati e teoria del caos, ambientato sullo sfondo suggestivo del Golfo di Napoli.

Oscar 2017: ecco i libri!

La notte degli Oscar è appena passata, e verrà ricordata a lungo. Non tanto e non solo per le statuette e per la particolarità di alcuni film in gara, ma soprattutto per la terribile gaffe, di Beatty e Dunaway, della proclamazione del vincitore sbagliato.

Guardiamo, sempre e comunque, il lato positivo: mi pare difficile che si possa fare una figura peggiore di questa… quindi da ora in poi qualsiasi altra sarà migliore! 🙂

Ma torniamo a noi: molte delle pellicole in gara e nomita erano frutto di adattamenti di rispettivi libri e testi teatrali.
Quali? Ve lo diciamo noi!

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Libri sui viaggi: consigli di lettura!

Manca ancora parecchio all’estate, ma c’è chi già progetta vacanze e viaggi, studia i prezzi dei voli, prenota con largo anticipo a caccia di offerte… questo mese, quindi, i nostri consueti consigli di lettura verteranno sul tema del viaggio! 🙂 Eccovi cinque libri sui viaggi tra cui scegliere la meta che fa al caso vostro.

In Patagonia di Bruce Chatwin. Non solo è l’opera prima di Chatwin: “In Patagonia” è anche considerato uno dei suoi libri migliori. Si tratta del diario di viaggio, scritto nel tipico stile di Chatwin, che racconta il suo lungo percorso in Patagonia sulle tracce di un antenato marinaio. [Leggi anche: Bruce Chatwin, vent’anni dopo su Venti Nodi online] read more

La Mediateca cresce con Mediateca Libri

Segnalo una notizia apparsa su Ansa alcune ore fa: la Ledha, Lega per i diritti di persone con disabilità, assieme alla Regione Lombardia ha portato a termine un nuovo progetto, intitolato “La mediateca cresce: dal cinema alla letteratura”.

La Mediateca Film della Ledha, che raccoglieva opere audiovisive dedicate al tema della disabilità, ha infatti attivato anche una sezione bibliotecaria affine.

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Consigli di scrittura: rispetto contro stereotipo

In questi ultimi giorni furoreggia una polemica legata alle rivolte di piazza del #blacklivesmatter, partite da Minneapolis e dal barbaro omicidio a sangue freddo che un poliziotto Derek Chauvin ha commesso ai danni di George Floyd, cittadino afroamericano.

Molt* manifestanti, in città di tutto il mondo, hanno buttato giù statue che celebravano schiavisti e colonizzatori (compresa la statua di Cristoforo Colombo). Qui in Italia, si dibatte sulla statua celebrativa di Indro Montanelli, giornalista che si vantò più volte, fino agli anni ’80, di aver comprato durante la guerra d’Etiopia una “moglie” di 12 anni.

La discussione riguarda anche opere dell’ingegno, come libri e film.
Poco tempo fa, con la morte di Harold Bloom, tornò in auge lo scontro sul canone, che il critico aveva ristretto a poche opere di autori maschi occidentali.
E in questi ultimi giorni la piattaforma HBO ha ritirato momentaneamente il film “Via col vento”, riservandosi di riproporlo con un disclaimer che ne indichi i contenuti razzisti.
(A difesa del film, molti citano il fatto che Hattie McDaniel, l’attrice che interpretava la schiava nutrice Mami, fu la prima afroamericana a vincere un Oscar. Non ci sembra sorprendente che l’intepretazione di uno stereotipo razzista sia premiata dalla società che lo propugna, aggiungiamo solo che proprio a causa della discriminazione razziale ad Hattie McDaniel fu impedito di recarsi a ritirare il premio).

Tutto questo scatena polemiche e scontri furiosi, sia sui social, che sui blog e nei confronti più vari, tra chi considera giusto e necessario questo movimento di revisione da parte di minoranze che rifiutano di essere stereotipate, chi grida alla censura, al revisionismo storico, al “e allora Caravaggio?”, o chi, civilmente e con argomenti solidi, si chiede se non sia il caso piuttosto di guardare avanti, ricontestualizzando in altri modi un passato doloroso e imbarazzante.

Noi di Studio83 abbiamo un’opinione precisa, che non riportiamo qui integralmente: ci limitiamo a parlare come sempre di ciò che conosciamo bene, ovvero della scrittura e della narrativa.

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Gennaio 2017 – I post di Studio83

Per chi si fosse perso qualcosa, eccoci col nostro consueto riepilogo dei post del mese! Abbiamo aperto l’anno con una nuova recensione: il libro in esame era “Il cormorano” di Stephen Gregory [leggi: “Il cormorano” di Stephen Gregory – Recensione], a cui è seguito un ipse dixit di Ernest Hemingway [leggi: Il duro lavoro della scrittura – Ipse dixit].

La nostra Giulia Abbate ha proseguito la serie di interviste raccolte all’ultima fiera Più Libri Più Liberi, da cui ha ricavato il gustosissimo format “Un libro in un minuto” [leggi: “Regno animale” di Gabriela Mistral – Un libro in un minuto]. Dopo il libro della Mistral, il microfono è passato alla casa editrice NeroPress che ha parlato di “Roma caput zombie”, romanzo di Marco Roncaccia [leggi: “Roma caput zombie” – Un libro in un minuto], e alla Astro Edizioni col suo “Esopo 2.0” [leggi: “Esopo 2.0” di Silvia De Meis – Un libro in un minuto].
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Cosa vuoi leggere sul blog di Studio83? I risultati del sondaggio

Buongiorno!

Alla mezzanotte di oggi abbiamo ufficialmente chiuso il sondaggio, primo della nostra storia, con il quale chiedevamo a voi lettori cosa avreste voluto leggere sul blog di Studio83: per la precisione, quale rubrica sarebbe dovuta diventare, secondo voi, un appuntamento mensile del blog.

Le possibilità erano quattro:

loghetto  Appunti di editing

Tanti consigli tecnici per scrivere e soprattutto revisionare i vostri testi, per autopubblicarli al meglio, per proporli agli editori in modo vincente.

loghetto  Libri e film

Abbiamo parlato tante volte di cinema, accostando i film ai loro ispiratori cartacei e paragonando le intepretazioni a partire dalla stessa “storia”. Non c’è una vera e propria rubrica, vorremmo crearla, sta a voi decretarne il successo.

loghetto  Regole del successo per scrittori

Tanto per restare in tema :-) Nei mesi scorsi abbiamo illustrato alcune regole del successo per scrittori: le buone pratiche e le abitudini mentali per una felice esperienza di scrittura. Gli spunti sono ancora tanti!

loghetto  Video, booktrailer ecc.

Il nostro canale Youtube contiene video divertenti, gradevoli e ispiratori. Vorremmo realizzarne altri, dare rilevanza ai booktrailer che realizziamo e ai contenuti che troviamo anche su altri canali. Appuntamento fisso?

Oggi, come promesso e annunciato, diamo i risultati del sondaggio.
Ecco cosa avete scelto:

sondaggio

Abbiamo un vincitore! La rubrica più quotata, con un netto stacco rispetto alle altre, è stata quella dedicata agli Appunti di Editing.

A partire da gennaio 2016, quindi, pubblicheremo un post al mese dedicato a pratiche, consigli e tips per affrontare la revisione del vostro testo nel modo giusto, e per preparare al meglio la proposta editoriale.

Finora abbiamo già parlato di tante cose: appunti relativi alla pianificazione, alla scaletta, al modo giusto per cominciare, a come stimolare la creatività sono stati raccolti e ampliati in un ebook che vi offriamo gratuitamente: Scrivere: ecco i segreti della creatività! Potete scaricarlo direttamente dal sito di Studio83 in cambio di un pagamento “simbolico”: un indirizzo mail, che inseriremo nella mailing list per mandarvi comunicazioni, notizie e altri contenuti gratuiti.

Abbiamo poi scritto di storytelling, di scrivere racconti, di stile e pianificazione, di come autopubblicarsi con successo. E abbiamo in agenda molti altri post che svilupperemo nel 2016, proponendoli a cadenza mensile come da voi deciso.

Le altre rubriche ovviamente non scompariranno, saranno anzi fonte di nuovi spunti e di appuntamenti a tema che speriamo utili e stimolanti.

Per ora, vi ringraziamo per la partecipazione al sondaggio e vi salutiamo con i nostri migliori auguri di Buon Natale.

auguri2015

Per fare un albero di Natale ci vogliono tre cose: gli ornamenti, l’albero e la fede nel futuro. [Proverbio Armeno]

 

Durante queste feste, il blog continuerà a proporvi post, articoli e notizie sulla scrittura e la pubblicazione, per cui continuate a seguirci! E se non volete perdere i nostri auguri speciali e le nostre offerte riservate, iscrivetevi alla newsletter di Studio83.
A presto e tanti, tanti auguri da tutti noi di Studio83!

Sondaggio: cosa vuoi leggere sul blog di Studio83?

In questi mesi di intenso lavoro letterario-editoriale, noi di Studio83 ci siamo dedicati anche a un’altra attività: è molto importante,  e l’abbiamo raccomandata spesso: quella di fermarsi, guardarsi indietro e valutare il percorso fatto.

Parlo di bilanci: necessari per mantenere saldo il timone, o eventualmente correggere la rotta. [Leggi anche: Il bilancio, un tempo per noi su L’arte di scrivere felici]

I nostri bilanci sono incoraggianti. Abbiamo lettori che ci seguono qui sul blog, la sezione dedicata alle Recensioni sul sito di Studio83 è frequentata e la nostra pagina Facebook ha piacizzazioni e iterazioni costanti. I servizi letterari per gli scrittori sono pagine che registrano un’affluenza nutrita e spesso spingono chi le legge a contattarci direttamente via mail. Non chiedetemi numeri esatti perché resto pur sempre un topo di biblioteca, ma una media di seicento visite giornaliere al blog mi pare positiva 🙂

Ora é giunto il momento di ringraziare tutti voi lettori con gratitudine e sincerità; e di rinnovare il nostro impegno per offrivi contenuti di valore, che vi arricchiscano e vi migliorino il lavoro, l’umore, la giornata!

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Siamo al lavoro per un 2016 ricco di novità con rubriche che partiranno a gennaio e che vi accompagneranno per tutto il prossimo anno.

Porteremo avanti le rubriche nate nel 2015, che sono:

loghetto  Un classico al mese: un post, un libro. Un libro “classico”, letto, famoso. Raccontato da Elena in modo chiaro e non convenzionale per riscoprirne la modernità.

loghetto  Studio83 ti scrivo -dove usiamo alcune delle mail che riceviamo (anonime, ovviamente!) come input per parlare insieme, per confrontarci e imparare.

loghetto  Le regole del successo per scrittori – una serie di post dedicati alle buone abitudini, soprattutto mentali, per scrivere e pubblicare in modo efficace e felice.

La navigazione si prospetta interessante e già ci appassiona!
Per questo vogliamo andare oltre.

Vogliamo coinvolgervi, vogliamo che la nave sia ampia e accogliente e che il timone sia anche vostro. E abbiamo bisogno della vostra guida!

Che cosa vorreste leggere sul blog di Studio83?

Abbiamo individuato temi e post del passato che sono stati molto letti. A partire da quelli, creeremo una nuova rubrica mensile che partirà nel 2016. La decisione di quale rubrica creare… la lasciamo a voi!

Tra queste quattro rubriche, una diventerà un appuntamento mensile fisso. Eccole:

loghetto  Appunti di editing

Tanti consigli tecnici per scrivere e soprattutto revisionare i vostri testi, per autopubblicarli al meglio, per proporli agli editori in modo vincente.

loghetto  Libri e film

Abbiamo parlato tante volte di cinema, accostando i film ai loro ispiratori cartacei e paragonando le intepretazioni a partire dalla stessa “storia”. Non c’è una vera e propria rubrica, vorremmo crearla, sta a voi decretarne il successo.

loghetto  Regole del successo per scrittori

Tanto per restare in tema 🙂 Nei mesi scorsi abbiamo illustrato alcune regole del successo per scrittori: le buone pratiche e le abitudini mentali per una felice esperienza di scrittura. Gli spunti sono ancora tanti!

loghetto  Video, booktrailer ecc.

Il nostro canale Youtube contiene video divertenti, gradevoli e ispiratori. Vorremmo realizzarne altri, dare rilevanza ai booktrailer che realizziamo e ai contenuti che troviamo anche su altri canali. Appuntamento fisso?

Rispondete al nostro sondaggio, che resterà aperto trenta giorni.
Il 23 dicembre 2015 chiuderemo il sondaggio e raccoglieremo le risposte. La rubrica che avrà ricevuto più voti diventerà una delle nostre rubriche mensili.

Ecco il sondaggio. Spuntate la rubrica che preferite. Il sondaggio registra la vostra prima scelta: fate doppio click sull’opzione che preferite, la riga corrispondente si carica in grigio, e il voto è registrato.
La vostra opinione conta!

Crea la tua indagine per il feedback degli utenti

Il 23 dicembre daremo i risultati del sondaggio e metteremo sotto l’albero una nuova rubrica. Dai, Babbi Natale! Fateci sapere la vostra! 🙂