EAP – editoria a pagamento

Editori a pagamento – Come riconoscerli subito? #EAP

Pochi giorni fa, abbiamo parlato della chiusura del WD e della presenza ancora forte delle case editrici a pagamento. C’è bisogno di informazione e competenze, per aiutare autori e autrici esordienti a orientarsi in un settore non sempre trasparente.

Questo è lo scopo del post di oggi.

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Il Writer’s Dream ha chiuso. Ovvero: piccola lezione di storia dell’editoria dai primi 2000 a oggi.

Il 1 febbraio 2021 il forum Writer’s Dream ha chiuso i battenti.
Quando uno spazio pubblico chiude non è mai una bella notizia, e quando succede a spazi molto importanti dobbiamo chiederci qualcosa in più.

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Editoria A Pagamento (EAP): esiste ancora!

Qualche settimana fa, un autore che ho seguito per un progetto di comunicazione online mi ha raccontato della sua ricerca di un editore: Francesco, lo chiamerò così, ha scritto un libro fantastico per l’infanzia, rivolto anche ad adulti in cerca di allegorie e spunti di riflessione.

Francesco, che non si intende di editoria e pubblicazioni, ha cercato online il metodo per pubblicare e come trovare un editore. A una sua richiesta specifica, ha ricevuto una risposta che mi ha davvero meravigliata.

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“Voglio pagare…”

Segnalo un interessante articolo pubblicato sul blog di Daniele Picciuti (dell’associazione culturale Nero Cafè), nel quale si parla di un argomento ormai discusso fino alla nausea, ma ancora tristemente attuale (forse perché queste discussioni, per quanto abbondanti e chiare, non vengono lette o prese sul serio da molti autori): l’editoria a pagamento.

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Scrittori in causa fa il punto

Ciao a tutti,

vorrei continuare il discorso aperto con il post precedente e relativo agli Editori a Pagamento, alle giuste critiche ma anche alla constatazione che la realtà è molto più complessa della divisione “editori buoni contro squali a pagamento”.
(Questo, lo specifico che non si sa mai, NON per difendere gli editori a pagamento o giustificare chicchessia, ma per promuovere un dibattito organico e quanto più completo possibile, cosa questa che può avvantaggiare tutti, in particolare gli autori e di rimando anche i lettori.)
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“Basta crederci”?

Ciao a tutti e buon anno!
Per iniziare bene il 2011, vi giro una riflessione della scrittrice Michela Murgia che riguarda le case editrici a pagamento. Murgia ha più volte espresso perplessità sull’editoria a pagamento: trovo che sia importante che una riflessione parta anche dagli autori, da quelli più conosciuti anche, perché stimolino i loro colleghi a porsi qualche interrogativo efficace.

Certo, ho più di una riserva su alcune affermazioni di Murgia.
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Niente di nuovo…

…sul fronte editoriale, o almeno su quello degli editori a pagamento.

Lo dico perché sono incappata in un fatto particolare: l’altro giorno ero su Google a caccia di un ritratto di Wallace Stegner, di cui ho riportato una citazione. Cercavo anche la copertina dell’introvabile “Come si diventa scrittori” e così ho messo nel campo di ricerca “Come si diventa scrittori Stegner”. Click.

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Se l’hai scritto… vai spennato

Cari amici,

a qualche giorno di distanza dal nostro rivoluzionario spottone editoriale, vi segnalo un intervento davvero chiarificatore dell’autore e giornalista Giampaolo Simi che riguarda l’editoria a pagamento. In questo caso, si parla del famigerato portale IlMioLibro.it.

Dico “famigerato” a ragion veduta: avevo parlato del portale poco dopo la sua nascita nel post dal titolo, non casuale, “Se l’hai scritto va stroncato”. IlMioLibro.it aveva i numeri per diventare  un ottimo portale di stampa on demand, ma così non è stato. I segnali c’erano tutti:

Ilmiolibro.it si presenta come portale dedicato ai libri e più in particolare ai romanzi… è ilmiolibro, capito? Il mio libro, il mio caro libro, con la miafoto sopra. È talmente smaccato che rasenta la faccia tosta, non abboccate, diamine!

Nella sua nota, Giampaolo Simi scrive:

Spacciare un librificio per corrispondenza come una rivoluzione dal basso significa anche negare che esistano una competenza, un talento e un ruolo propri del narratore. Tutte cose che, invece, riconosciamo naturalmente a chi sa far crescere una vigna o delineare un piano di ammortamento, centrare l’angolino da trenta metri o far cantare quattro pistoni come se fossero nuovi.

Lo scrittore è un professionista e un artigiano, e non ci si improvvisa nessuna delle due cose. Semmai si può imparare un mestiere, fare la gavetta, tentare… E forse fallire. Ma pagarsi la vittoria rende solo doppiamente sconfitti.

“Hai scritto un manoscritto?” – La verità sull’editoria a pagamento

Buongiorno!

Oggi siamo qui per una comunicazione importante circa la nuova politica di Studio83.

Abbiamo deciso di apportare alcuni piccoli cambiamenti alla nostra linea – politica, filosofica, morale – e di dotarci di una vera e propria strategia editoriale: naturalmente, lo abbiamo fatto seguendo gli attuali principi di democrazia culturale cari a buona parte della nuova editoria italiana.

Ma si sa, la parola scritta è ingannevole: è per questo che Studio83 ha deciso di affidarsi ad altri linguaggi e ha girato uno spot pubblicitario . Vi raccomandiamo caldamente di guardarlo!

 

(Lo spot è attualmente trasmesso su tutte le maggiori reti nazionali della Svervegia, pubbliche e private. Sintonizzatevi per vederlo in diretta!)

(…Se invece siete inguaribili nostalgici e ci tenete tanto a concetti sorpassati come “qualità”, “lavoro di scrittura”, “miglioramento” e altre bubbole, vi rimandiamo alla nostra pagina dei servizi letterari. Ma per carità, ripensateci! Il mondo ha bisogno del vostro capolavoro ORA SUBITO ADESSO… per non parlare dei nostri mutui!)

No all’editoria a pagamento – Prima giornata nazionale contro l’EAP

Oggi è la prima giornata nazionale contro l’editoria a pagamento.

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