Fantascienza

Addio a Doris Lessing

Il 17 novembre è morta la scrittrice britannica Doris Lessing, premio Nobel per la letteratura nel 200, all’età di 94 anni.

Vai all’album “Scrittori e aforismi” di Studio83

Un post di Internazionale cita passi in memoria di Lessing, da un articolo di Margaret Atwood che vale la pena leggere in lingua originale sul Guardian: Doris Lessing: a model for every writer coming from the back of beyond.

È stata un modello per ogni scrittore o scrittrice proveniente dalla periferia del mondo, perché ha dimostrato che anche uno sconosciuto che viene dal nulla, ma dotato di talento, coraggio, perseveranza nei momenti duri e di un pizzico di fortuna può raggiungere le vette più alte della storia.

Di suo ho letto “L’altra donna”, raccolta di racconti incentrati su alcune donne e alcuni aspetti del femminile… che soprattutto gli uomini dovrebbero leggere, non tanto perché siano racconti “educativi” o roba simile, ma perché dipingono in modo chirurgico alcune sfumature comportamentali alle quali a volte le donne cedono, ma che fanno male e sono pericolose per tutti.

Ho letto poi l’indimenticabile “Memorie di una sopravvissuta”, testo di fantascienza ucronica ambientato in una Londra post-apocalisse, dove chi può scappa in campagna e chi non può (come la protagonista, alla quale viene affidata una misteriosa e problematica ragazzina) rimane, tra finestre sprangate e riunioni di condominio (sì, la Gran Bretagna post apocalittica è ben diversa dagli USA nella stessa situazione!). Un racconto particolare che mischia il realismo della vita quotidiana a incursioni oniriche e allucinatorie, e nel quale sono contenuti passi dedicati all’infanzia e alla sua fragilità davvero intensi e indimenticabili. E un finale che, per quanto mi riguarda, è ancora tutto da decifrare.

Qualcuno di voi l’ha letto? E magari ha una spiegazione da proporre?

 

Ipse dixit: sulla narrativa fantascientifica

“La science-fiction esiste perché il cervello umano desidera, prima di ogni altra cosa, stimoli sensoriali e intellettuali, e la prospettiva eccentrica, insieme al mondo inventato, offre stimoli illimitati. Si scrive SF perché la mente umana è per natura creativa, e nella creazione del mondo di un racconto di SF l’immaginazione umana deve essere utilizzata al massimo.”

(Philip K. Dick)

Concorso “Mondi Chrysalide”: Studio83 in finale

Di ieri l’annuncio dei finalisti del concorso letterario Mondadori “Mondi Chrysalide”, che su oltre settecento raconti pervenuti ne ha selezionati cinque per ognuna delle cinque categorie previste: Fantascienza, Fantasy, Paranormal Romance, Urban Fantasy e Racconti Realistici.

E ci sono per Studio83 delle ottime notizie: una dei cinque finalisti della sezione Fantascienza è infatti la nostra Elena Di Fazio, con il suo racconto “Appuntamento a Teano”.
Io l’ho letto e posso dire che ha diverse caratteristiche che senza dubbio lo fanno ricordare… e spero proprio che la portino alla vittoria, vittoria che verrà annunciata il 1 novembre al Lucca Comics & Games e porterà alla pubblicazione del racconto in formato ebook per i tipi digitali di Modadori.

In bocca all’editor, Elena, e mille complimenti per il piazzamento. Appuntamento a Lucca! 🙂

Racconti di Fantascienza: Lezioni Sul Domani e Crisis

Sei già alla ricerca di qualche spunto di lettura? Magari qualcosina da caricare sull’ebook prima di partire per una vacanza marina o divanesca? O un bel libro avvincente con prezzo anticrisi?

Oggi ti consiglio un bel po’ di racconti davvero belli… non potrebbe essere altrimenti, dato che li abbiamo scritti noi! 🙂

La prima segnalazione riguarda “Lezioni Sul Domani”, antologia di racconti di fantascienza e libro di esordio di noi fondatrici di Studio83: Elena Di Fazio e Giulia Abbate.

A un anno e mezzo dalla sua uscita, sono felice di annunciare che il testo ha raggiunto i 2000 download della versione gratuita, ha venduto più di un centinaio di e-copie e oscilla tra la Top10 e la Top20 dei Best Download di Amazon per il suo genere.

Un risultato di cui siamo felicissime e che attribuiamo al lavoro dell’editore, che insieme a una bella copertina, a una realizzazione epub impeccabile e a una buona politica di distribuzione e scontistica ci ha fatto raggiungere un numero insperato di lettori, davvero altissimo per un esordio, e una buona media di commenti e recensioni positive.

Da poche settimane è online il sito interamente dedicato a “Lezioni Sul Domani”, dove trovi immagini originali, contenuti speciali (tra cui i nostri videoestratti, un nuovo format al quale stiamo lavorando!) e tutti i link per trovare il libro sia gratuito, sia nella versione completa a € 4,70, sia nella versione cartacea realizzata da Studio83, per gli inguaribili romantici della carta 🙂

Dato che siamo in odore di letture estive ecco poi un altro titolo che riguarda Studio83: un’altra antologia di racconti di fantascienza, curata da Alberto Cola e da Francesco Troccoli per l’editore Della Vigna. Si intitola “Crisis” e contiene otto racconti (tra i quali il mio “Nove Anni”, che apre la raccolta) dedicati a possibili futuri successivi a una disastrosa crisi che avverrebbe nel 2014 e che metterebbe in crisi le fondamenta stesse della nostra civiltà.

Ma niente panico: in “Crisis” non trovere scenari agghiaccianti o celebrazioni ultraviolente dello sfascio dell’umanità. L’intenzione dei curatori, infatti, è stata quella di privilegiare una visione costruttiva e di cercare nella rovina i semi di nuovi, possibili domani.

Clicca qui per tutte le info su “Crisis”

Dalla prefazione:

Fra le tante possibili declinazioni della fantascienza, ci è piaciuto far leva sulla sua valenza di genere teso a una profonda valorizzazione dell’essere umano, della sua capacità di reagire alle più gravi avversità, della sua capacità di immaginare un percorso diverso, alternativo e, se possibile, vittorioso. (…)
Pensiamo infatti che di questi tempi la vera sfida, per un autore, sia saper scrivere una storia valida che miri a un lieto fine senza scadere in tediosi buonismi di sorta. È estremamente più arduo che cedere alla banale tentazione di scivolare in un catastrofismo che ci appare come un inflazionato manifesto di inerzia, quando non di impotenza, sociale.

I curatori Cola e Troccoli, a loro volta scrittori premiati e apprezzati e facenti parte della Carboneria Letteraria (ne avevamo parlato… ricordate?) parlano per “Crisis” di Fantascienza Umana, una definizione che trovo bellissima e che certamente userò a mia volta (previa autorizzazione), dato che rispecchia pienamente la mia personale predilezione per una fantascienza declinata all’umano, al vissuto interiore, alla relazione interpersonale, alla reazione emotiva e sentimentale nei confronti del “futuro” e del progresso che ci troviamo di fronte.

Come afferma anche Stephen King, grande lettore sci-fi, in una prefazione a un’antologia di Bradbury, (cito a memoria):
A me non importa sapere cosa fa muovere i razzi, per quello abbiamo le riviste di divulgazione scientifica. A me interessa quello che muove le persone.

Ne abbiamo parlato insieme durante la presentazione dell’antologia, a Bellaria: da sinistra ci siamo io, Francesco Troccoli, Alberto Cola e Alessandro Morbidelli, autore del racconto “Terzo Mondo”

Trovi info, link utili e recensioni nella pagina Facebook dedicata a “Crisis”:

un’ottima raccolta tutta italiana nell’ambito della fantascienza più speculativa, quella che fa riflettere sull’uomo e sulla società.

(dalla recensione di Gian Filippo Pizzo: “Attenti al 2014!”)

Ne parlano anche:

Intervista a Kurt Vonnegut

Sei anni fa, l’11 aprile 2007, moriva Kurt Vonnegut, scrittore americano la cui opera è nota “per una originale mescolanza di elementi fantastici, satira politica, sociale e di costume, humor nero ed espressione di valori umanisti.”*

Si sa, le definizioni sono rapide a darsi e piuttosto aleatorie, specialmente se confezionate a posteriori e in assenza dei diretti interessati. Per cui, come facemmo qualche tempo fa con Philip K.Dick, abbiamo deciso di far parlare direttamente lui, Kurt Vonnegut, in un’intervista esclusiva.

Sicura che sia così esclusiva?

Sono riuscita a incontrare Kurt Vonnegut grazie alla preziosa collaborazione dell dottor Welby, insigne luminare che mi ha assistita in un’esperienza di quasi morte. Ed ecco quello che è accaduto, e quello che mi ha detto Kurt Vonnegut, quando l’ho incontrato.
Dalla vostra inviata dall’aldilà:

Buongiorno, Mr, Vonnegut. Come se la passa? Lei è morto.

Così va la vita.

Giusto. Parlando di vita:  lei è stato uno scrittore e artista molto apprezzato. A posteriori, vuole dare lei una definizione di sé e della sua arte?

Sono un umanista, il che significa, in  parte, che ho cercato di comportarmi decorosamente senza pretendere, dopo che sarò morto, né ricompense né castighi.

Se non mi sbaglio, quando era in vita ha anche fatto parte dell’associazione omonima: la AHA, American Humanist Association.

Avevo preso il posto del defunto dottor Isaac Asimov, grande scrittore e scienziato di spettacolosa prolificità, in questa carica sostanzialmente inutile. Durante una commemorazione del mio predecessore, dichiarai: “Isaac adesso è in paradiso.” Era la cosa più ridicola che avrei potuto dire a un pubblico di umanisti, e infatti la mia frase li fece ridere a crepapelle. Che ilarità!

E riguardo alla fantascienza? Lei è stato più volte definito scrittore di fantascienza, si riconosce in questa definizione?

Sono diventato un cosiddetto scrittore di fantascienza quando qualcuno ha stabilito che ero uno scrittore di fantascienza. Non ci tenevo affatto ad essere etichettato in quel modo, e mi chiedevo cosa avevo fatto di male per non vedermi riconosciuto  come uno scrittore serio. Alla fine ho deciso che la mia colpa era quella di parlare di tecnologia nei miei libri, mentre la stragrande maggioranza dei migliori scrittori americani di tecnologia non sa un bel niente.

Pensa che, nonostante tutto, la fantascienza abbia qualcosa da insegnarci?

Smettete di pensare che i vostri nipoti saranno OK – per quanto distruttivi e spreconi possiate essere voi – perché potranno andare su un bel pianeta nuovo con una nave spaziale. Questo è veramente meschino e stupido.

Ok. E allora cosa dovremmo fare?

Gli uomini sono animali fatti per danzare. Quant’ bello alzarsi, uscire di casa e fare qualcosa. Siamo qui sulla Terra per andare in giro a cazzeggiare, Non credete a chi vi dice altrimenti.

Siamo? Ma lei è morto.

Spero che voi direte: “Adesso Kurt è lassù in cielo.” È la mia battuta preferita.

Divertente. Ma parliamo ancora di lei e delle sue opere. Ricorda il suo primo manoscritto?

Ecco la trama. Una creatura di nome Zog arriva sulla terra su un disco volante per spiegare come evitare le guerre e curare il cancro. Porta queste sue informazioni da Margo, un pianeta i cui  abitanti conversano tra loro emettendo scoregge e ballando il tip-tap.
Zog sbarca di notte nel Connecticut.Ha appena messo piede a terra che vede una casa in fiamme. Vi si precipita dentro, scoreggiando e ballando il tip-tap, per avvertire gli abitanti del terribile pericolo che corrono. Il padrone di casa gli spacca la testa con una mazza da golf.

E come andò? Che fortuna ebbe questo suo primo tentativo da esordiente?

Destini peggiori della morte.

Se lo dice lei deve essere vero. Ma come incoraggerebbe un artista alle prime armi?

Praticare un’arte, non importa a quale livello, è un modo per far crescere la propria anima, accidenti! Cantate sotto la doccia. Ballate ascoltando la radio. Raccontate storie. Scrivete una poesia a un amico, anche se non vi verrà una bella poesia. Voi scrivetela meglio che potete. Ne avrete una ricompensa enorme. Avrete creato qualcosa.

Concordo. È così bello parlare con lei e ho ancora tante cose da chiederle.

Varcare le porte del Paradiso, per allettante che sia l’intervistato dall’altra parte, significa, come io stesso ho scoperto a mie spese, che l’irascibile San Pietro, in un accesso di malumore, possa non lasciarti mai più  uscire. Pensa come sarebbero affranti i tuoi amici e i tuoi familiari se, varcando le porte del Paradiso per parlare, diciamo, con Napoleone, in pratica ti suicidassi.

Significa che dobbiamo salutarci? Ci dia un ultimo messaggio!

Auguro a ognuno una vita lunga e felice, checché gli possa capitare dopo. Usate le creme antisolari! Non fumate sigarette.

Ting-a-ling, mr. Vonnegut!

“La vita è un pessimo trattamento da infliggere a un animale”, di Kurt Vonnegut

Ipse Dixit

Vi amo, figli di puttana. Voi siete i soli che leggo, ormai. Voi siete i soli che parlano dei cambiamenti veramente terribili che sono in corso, voi siete i soli abbastanza pazzi per capire che la vita è un viaggio spaziale, e neppure breve: un viaggio spaziale che durerà miliardi di anni. Voi siete i soli che hanno abbastanza fegato per interessarsi veramente del futuro, per notare veramente quello che ci fanno le macchine, quello che ci fanno le guerre, quello che ci fanno le città, quello che ci fanno le idee semplici e grandi, quello che ci fanno gli equivoci tremendi, gli errori, gli incidenti e le catastrofi. Voi siete i soli abbastanza stupidi per tormentarvi al pensiero del tempo e delle distanze senza limiti, dei misteri imperituri, del fatto che stiamo decidendo proprio in questa epoca se il viaggio spaziale del prossimo miliardo di anni o giù di lì sarà il Paradiso o l’Inferno.

(Kurt Vonnegut)

 

Lezioni Sul Domani – arrivano i cloni.

Il nostro lavoro con gli autori consiste nel curare i loro testi e anche nell’aiutarli, consigliarli e incoraggiarli nella strada che porta alla pubblicazione. Dieci anni di esperienza intensiva nel settore editoriale, uniti a competenze specifiche di letteratura,  di comunicazione letteraria, stampa ed editoria, coaching e facilitazione… ci permettono di offrire affiancamenti efficaci volti al raggiungimento degli obiettivi, un approccio completamente nuovo nel panorama italiano, di cui vi abbiamo parlato qualche tempo fa.

Questo è più di un lavoro: è una missione. E dannazione, richiede un sacco di tempo! Eccoci qui, dunque: valenti editor e… scrittrici estreme nei ritagli di tempo!
Tutto questo deve finire!

Abbiamo quindi optato per la soluzione più ragionevole e semplice: la clonazione.

Due copie esatte, Elena&Giulia, gestiscono da pochi giorni una nuova pagina Facebook, dedicata alla nostra antologia di “Lezioni Sul Domani”, e si occuperanno della promozione del titolo.

Ma c’è un piccolo problema. I cloni non sono perfetti.
Qui mi rivolgo in particolare ai nostri scrittori e a chi si è abituato alle due professioniste serie e pacate. Queste due hanno le nostre facce (e i nostri account, giusto Cielo!), sono care persone (e come potrei dire altrimenti?) ma alle volte… danno di matto.

Quindi la raccomandazione è la seguente: iscrivetevi alla pagina di Lezioni Sul Domani e seguitene gli sviluppi che comprenderanno: un sito, nuovi video, news sci-fi, notizie surreali, contest e molto altro. Ma se vi accorgete che qualcosa non torna… tenete a mente quello che ho detto sui cloni. Non è stata colpa nostra se l’unico materiale biologico per gli innesti era la soia!

… aggiungo che io l’ho detto, a quelle due: va bene, i dodo. Ma è un racconto, uno, su dodici, e il libro è un libro serio, bello, commovente e profondo. Smettetela con le nonne-robot!

Loro hanno alzato le spalle e da brave esecutrici mi hanno ricordato una data singolare: l’anniversario della morte di Philip K. Dick, proprio il 2 di marzo di diversi anni fa, e l’intervista eccezionale che ci ha concesso proprio l’anno scorso.

Immagino che il maestro la pensasse esattamente come me riguardo la soia.

Italcon 2012

Siamo reduci da due giorni all’Italcon, che quest’anno si è tenuta a Bellaria (in provincia di Rimini) in concomitanza con la Sticcon e la Yavincon. E abbiamo fatto il pieno di divise della Flotta Stellare, di foto con orioniane in posa e di presentazioni letterarie a tema fantascientifico.
A ben vedere, la fantascienza era più o meno l’unica cosa che poteva tenere insieme eventi tutto sommato slegati tra loro (per comodità includo nel genere anche Star Wars); anche se a livello logistico era percepibile uno sbilanciamento dell’organizzazione verso la Sticcon, che è stata la protagonista dei tre giorni a Bellaria.

Per “sbilanciamento” intendo l’assegnazione di sale immense e dall’ottima acustica al dibattito su chi, tra Vulcaniani e Romulani, abbia le orecchie più a punta; mentre tutte le presentazioni letterarie che ho visto erano relegate negli scantinati. Con questo non voglio sminuire le celebrazioni e le discussioni intorno a Star Trek e il suo universo (io stessa ne sono una fan sfegatata), ma l’Italcon è a sua volta un evento importante per la fantascienza italiana e penso che meriterebbe qualcosina di più.

 

Gian Filippo Pizzo e Francesco Troccoli presentano “Notturno Alieno”

Il momento topico dell’Italcon è stata l’assegnazione dell’ambito Premio Italia, che premia diverse categorie all’interno del genere (racconto, rivista professionale e amatoriale, romanzo, saggio ecc) e che ha visto una grande affluenza nella sala – per fortuna, stavolta – più grande del Centro Congressi di Bellaria.

Il trionfatore di questo Premio Italia 2012 è stato l’indimenticato Vittorio Curtoni, a cui i votanti hanno deciso di assegnare ben tre riconoscimenti postumi; a Ernesto Vegetti, anche lui scomparso di recente, è stato invece intitolato un altro premio, assegnato a Donato Altomare. Per l’elenco dei vincitori rimando al portale Fantasy Magazine e al relativo articolo.

Interessante inoltre è stato il dibattito del giorno successivo, relativo alle modalità di voto del prossimo Premio Italia. Al di là delle disquisizioni tecniche (voto a botta secca? Australian Ballot?) si è verificato di nuovo un fatto non positivo per la letteratura sci-fi italiana: ovvero, quest’anno avranno il diritto di voto anche le centinaia di adepti del club STIC, cioè fan di Star Trek non necessariamente lettori di sci-fi (men che meno italiana).
Questo porterà a un vantaggio delle produzioni STIC sulla fantascienza tradizionale (e di spessore, aggiungeremmo?) Oppure romperà finalmente il meccanismo infernale del lobbying/marchetta? O creerà nuove lobby? Il dibattito è aperto.

 

Sfilata dei costumi subito dopo la premiazione

 

Come già accennato, le più bistrattate sono state le presentazioni letterarie, tenutesi quasi tutte in una saletta nel seminterrato e disertate a volte dal pubblico, a volte dagli stessi organizzatori: domenica pomeriggio alle 14.30 abbiamo atteso mezz’ora davanti a una cattedra vuota che qualcuno della fanzine Hypnos si facesse vedere. Invano.

In alcuni casi invece la presentazione si è trasformata in un piccolo e interessante dibattito sulla fantascienza (come nel corso della presentazione di “Notturno Alieno”, Bietti editore) o in una discussione sul possibile interesse di editori generalisti per romanzi di genere (come nel caso di “Ferro Sette” di Francesco Troccoli, pubblicato da Armando Curcio Editore). Altre volte il tutto è rimasto un po’ fine a se stesso, per quanto interessante.

Se poi mi è concessa un’altra critica, direi anche che dodici euro di ingresso al giorno sono un prezzo eccessivo. Questo considerato anche che:

  • metà del Centro Congressi era occupato da mercatini dai prezzi allucinanti (c’è un limite a quanto un fan è disposto a spendere per avere un tribolo di peluche o una sagoma cartonata del capitano Kirk);
  • non erano previste riduzioni di sorta per la mezza giornata. Se arrivi alle ore 18,00 paghi la stessa tariffa delle ore 10,00; chiamata tariffa light perché quella full di 50,00 € al giorno comprendeva anche sessioni di foto con gli attori;
  • Bellaria è un luogo ameno, ma leggermente fuori mano per chi non si trovi nelle immediate vicinanze; e forse contenere il prezzo del biglietto di ingresso sarebbe stato da parte degli organizzatori un atto di benvenuto (e perché non azzerarlo, in fondo? Chiunque entrasse lo faceva per comprare – libri, gadget – oltre che per partecipare).

Detto questo, complice la bella location e un fine settimana di sole e temperature miti, l’esperienza è stata divertente e abbiamo passato delle belle ore, senza contare gli amici che abbiamo avuto l’occasione di incontrare di nuovo – tra cui Alberto Cola, che ringraziamo per le splendide chiacchierate, e Francesco Troccoli, che abbiamo conosciuto durante il reading Venti Nodi Zero – e quelli che abbiamo finalmente conosciuto di persona.

Presentazione della Edizioni Scudo

Conclusione doverosa: lunga vita e prosperità, e che la Forza sia con voi!

Un paio di date… fantascientifiche

Dopo l’ottima recensione dell’ottimo “Sotto la pelle” di Michel Faber, scritta e pubblicata dalla nostra Giulia (io lo sto leggendo adesso e devo dire che si tratta di uno dei romanzi più profondi e disturbanti che mi siano capitati in mano negli ultimi anni), volevo segnalare un paio di date… fantascientifiche da tenere a mente nelle prossime settimane.

La prima è una scadenza, ed è quella del Premio Odissea, concorso annuale bandito da Delos Books e dedicato a romanzi fantascientifici e fantasy. Il termine per presentare le opere è il prossimo 30 giugno; devo dire che si tratta di un concorso ottimo e che tutti i romanzi vincitori che ho letto meritavano ampiamente il titolo.

La seconda data è relativa a un evento, anch’esso annuale: si tratta dell’Italcon, convention italiana del fantastico e della fantascienza, che quest’anno si terrà a Bellaria (vicino Rimini) dal 24 al 27 maggio (noi ci saremo sicuramente il 27, forse anche il 26). Quest’anno l’Italcon ospiterà anche la STICCON e la YavinCon, rispettivamente convention degli appassionati di Star Trek e Star Wars (in questo modo, ogni confusione sulla differenza tra le due cose sarà fugata… o forse peggiorata).

Tra gli eventi a cui vorremmo partecipare (il programma si trova in .pdf qui) ci sono i “60 anni di Urania” (sabato e domenica), la presentazione del romanzo “Ferro Sette” di Francesco Troccoli e il “Ricordo di Vittorio Curtoni”, mito incrollabile della fantascienza italiana scomparso alcuni mesi fa.

 

L’androide Abramo Lincoln

Per voi oggi la recensione di un’opera di Philip K. Dick, della cui morte ricorre quest’anno il trentennale (e abbiamo già visto cosa ne pensa lui in proposito). “L’androide Abramo Lincoln” è un romanzo forse meno conosciuto, ma interessante .

A volte sembra difficile parlare di un romanzo di Dick senza fare riferimento alle sue vicende personali, o senza vedere, tra le righe, la rielaborazione del momento che l’autore stava vivendo. Come in altri romanzi, Dick insiste sull’argomento della malattia mentale, della reclusione in ospedale psichiatrico, dell’incapacità, da parte del malato, di relazionarsi emozionalmente con il mondo esterno.

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