La capanna dello zio Tom – Un classico al mese

Si narra che, quando Abraham Lincoln incontrò di persona Harriet Beecher Stowe, autrice de “La capanna dello zio Tom”, le abbia detto bonariamente: “Quindi è lei la piccola donna che ha provocato questa grande guerra!” Lincoln si riferiva all’impatto che il masterpiece di Beecher Stowe, “Uncle Tom’s cabin”, aveva avuto sui lettori, ravvivando la causa abolizionista e portando tanti lettori ad abbracciarla o, comunque, a vederla con altri occhi.

Harriet crebbe in un ambiente fortemente religioso, figlia di un pastore congregazionista che, assieme alla cognata della scrittrice e a quest’ultima, sosteneva le ragioni del movimento anti-schiavista. Nel 1850 Harriet scrisse “La capanna dello zio Tom”: circa due anni dopo lo avrebbe pubblicato a puntate sulla rivista National Era. Tra gli elementi che l’avevano ispirata c’era la promulgazione della Fugitive Slave Law, che proibiva di aiutare gli schiavi in fuga e rendeva obbligatorio denunciarli, perché fossero restituiti ai proprietari.
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Accadde oggi… 18 maggio!

Oggi è il 18 maggio… cos’ha di speciale questa data? Nulla, o meglio: è speciale come qualunque altra data! Dando un’occhiata all’almanacco del giorno, infatti, possiamo scoprire tanti eventi e dettagli interessanti, che ci riconducono alla nostra passione principale… ovvero i libri!


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Studio83 al Salone del Libro di Torino 2018 – Ecco com’è andata!

Venerdì 11 ho visitato il Salone del Libro di Torino, dopo qualche anno di assenza.
Visitato a dire il vero è una parola grossa, perché nell’arco di una giornata ho partecipato a due conferenze in veste di relatrice e ospite, e ho avuto poco tempo per girare tra gli stand e rendermi conto dell’aria che tirava e della situazione di quest’anno.


Ho quindi rimediato facendo tante domande a colleghi e colleghe, e ricercando in rete pareri sia degli operatori, sia soprattutto opinioni di lettori e lettrici che hanno recensito le loro visite nei cinque giorni di Salone.

Negli anni passati il Salone per noi  non era stato tutto rose e fiori. L’offerta culturale è sempre stata molto varia e ampia passando dai fenomeni mediatici “di cassetta” a voci importanti e vere della cultura internazionale e glocale. Ma ci eravamo spesso scontrate con problemi logistici, di accessibilità, di accoglienza, di accoglimento che ci avevano lasciato con l’amaro in bocca (e i piedi sanguinanti).

Com’è andata quest’anno? Facciamo un breve passo indietro.

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Salone del Libro di Torino: prima di cominciare… #SALTO2018

Inizia oggi l’edizione 2018 del Salone Internazionale del Libro di Torino, per gli amici #SALTO18!

L’hashtag simpatico non è l’unica novità del Salone, che cerca di rinnovarsi e modernizzarsi per stare al passo delle tante sfide che gli si presentano. Una tra tutte, la “scissione” dell’AIE che l’anno scorso ha portato alla creazione di una fiera concorrente, Tempo di Libri, a Milano.
Ma le kermesse del libro ormai sono tante, e il Salone del Libro sembra volerne tenere conto, quest’anno, con uno sforzo non indifferente di comunicazione e ideazione. Il programma coluto dal direttore Nicola Lagioia è infatti molto denso e pieno di ospiti importanti.

Si parte da qui: Un giorno, tutto questo – ecco il programma completo dal sito del Salone del Libro di Torino

Quest’anno anche noi torniamo al Salone!

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FUORI! Primavera di eventi con Studio83

Buone notizie! Siamo in pieno fermento primaverile, ovvero in piena fase eventi!

eventi e presentazioni letterarie - studio83

Neanche un anno fa abbiamo inaugurato il nostro nuovo sito che ogni giorno conta migliaia di visite e click unici. E poco più di un mese fa abbiamo varato il nostro undicesimo anno di attività.
Come festeggiare? Lavorando di più, ovvio!
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Appunti di editing: riepiloghiamo!

Come abbiamo ripetuto spesso, gli Appunti di Editing sono la nostra rubrica più apprezzata: si tratta di articoli e vademecum che affrontano di volta in volta problematiche relative alla scrittura, o approfondiscono tecniche narrative o, ancora, strategie per la promozione. Se negli ultimi mesi ne avete perso qualcuno, ecco un riepilogo degli argomenti che abbiamo trattato!


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“Mille colline”: il genocidio del Ruanda in un nuovo racconto di Futuro Presente

In questi mesi stiamo lavorando, tra editing e correzione di bozze, alle ultime novelette che andranno a comporre la prima stagione di Futuro Presente (collana di narrativa di anticipazione a tema sociale che curiamo per la casa editrice Delos Digital). La collana andrà poi in “pausa” per qualche mese: raccoglieremo così nuovo materiale per programmare la seconda stagione. A questo proposito, ricordiamo che il bando è permanente: se avete testi da proporre, fatevi sotto, è il momento giusto!
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Primavera thriller – Consigli di lettura!

Tra i generi letterari più amati nel mondo c’è sicuramente il thriller, che utilizza la suspense e l’azione per tenere il lettore incollato dalla prima all’ultima pagina. È un genere versatile, declinabile in tutte le salse, dall’ambientazione storica al romanzo da ombrellone. Ecco alcuni consigli di lettura a tema!


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Dicono di noi: “Difficile trovare di meglio!”

Roberta Grugni è autrice di “Navigando a vista”, un romanzo che è il diario del viaggio di una famiglia e di una coppia: da una ordinaria routine, a una tragedia improvvisa, e poi di nuovo avanti, verso una quotidianità riconquistata al di là del dolore, facendo tesoro delle complessità vissute.

Ho letto decine di libri scritti da disabili, mancava sempre però il punto di vista della parte “sana”, di coloro che dovevano farsi carico delle necessità della persona amata. Nel centro di recupero dove mio marito è rimasto quasi due anni ho conosciuto mogli e compagne di disabili, ma dopo qualche mese molte hanno ceduto. […]  Ho scritto questo libro perché vorrei che tutte le donne che come me si sono trovate sole ad affrontare questo trauma devastante non mollino.

Roberta Grugni in un’intervista

Abbiamo avuto il piacere di conoscere Roberta, e di lavorare insieme a lei su un nuovo progetto ancora in cantiere. Ovviamente non diciamo nulla di quello 🙂 Ma Roberta ci ha lasciato un suo messaggio, un riscontro sul percorso fatto finora insieme e ci fa piacere condividerlo. Eccolo:

Esperienza ottima. Si nota una lettura approfondita del testo e un lavoro serio e costruttivo. Mi sono state date valide indicazioni per migliorare il mio stile di scrittura. Con loro si cresce professionalmente. Difficile trovare di meglio.

Ringraziamo Roberta per le sue parole, e tutti gli autori e le autrici che scelgono di fare un pezzo di strada con noi!

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Le tigri di Mompracem – Un classico al mese

La notte del 20 dicembre 1849 un uragano violentissimo imperversava sopra Mompracem, isola selvaggia, di fama sinistra, covo di formidabili pirati, situata nel mare della Malesia, a poche centinaia di miglia dalle coste occidentali del Borneo…

Così si apre “Le tigri di Mompracem”, primo romanzo del ciclo indo-malese di Emilio Salgari (posizione contesa a lungo a “I misteri della jungla nera”, che introduceva il ciclo indiano). Fu pubblicato a puntate su una rivista veronese (“La Nuova Arena”) nel 1883 con il titolo “La tigre della Malesia” e riedito nel 1900 con il nuovo titolo.

Il romanzo ruota intorno alla prima avventura del personaggio di Sandokan, principe del Borneo caduto in disgrazia e divenuto pirata a causa degli invasori europei.

Deciso a vendicare la morte della propria famiglia, sterminata dagli inglesi, Sandokan vive sull’isola di Mompracem e da lì guida le sue scorrerie marittime. Il suo fascino e la sua ferocia gli sono valsi il soprannome di “Tigre della Malesia”; a loro volta, i suoi fedelissimi compagni di battaglia sono stati rinominati “Tigrotti”.

Tutto cambia quando Sandokan si innamora della fanciulla ritratta in un quadro, lady Marianna Guillonk, la cosiddetta “Perla di Labuan”: la sorte gli darà modo di conquistarne il cuore, ma lo zio della ragazza ha giurato odio eterno verso i pirati…

Il personaggio di Sandokan ebbe un incredibile successo e Salgari dedicò un lungo ciclo di romanzi sia a lui, sia ai comprimari che appaiono in questo o in altri libri dello scrittore veronese: Yanez De Gomera, scanzonato portoghese, amico per la pelle di Sandokan e amato da quest’ultimo come un fratello; lord Guillonk, qui antagonista, poi alleato di Sandokan; Tremal-Naik e Kammamuri, protagonisti del ciclo indiano; James Brooke, antagonista e dominatore bianco del Sarawak.

Leggi anche: Emilio che spezzò la penna

L’esistenza dell’isola di Mompracem è stata oggetto di discussione tra gli studiosi di Salgari: sugli attuali atlanti non c’è, ma il suo nome potrebbe essere apparso sulle carte nautiche antiche che studiò lo scrittore veronese. Secondo altri corrisponderebbe all’isola di Kuraman, ubicata tra il Sabah e il Brunei… proprio sotto Labuan, che invece esiste eccome!

Leggi anche: Ritornano le Tigri della Malesia, di Paco Ignacio Taibo II – Recensione

I primi film tratti dal ciclo indo-malese di Salgari risalgono al 1941 e furono entrambi girati a Cinecittà: “I pirati della Malesia” di Enrico Guazzoni e “Le due tigri” di Giorgio Simoncelli.
Nel 1963 vide la luce “Sandokan, la tigre di Mompracem”, diretto da Umberto Lenzi, e nel 1970 “Le tigri di Mompracem” di Mario Sequi.

Fu con la serie tv “Sandokan” di Sergio Sollima che il pirata di Salgari ebbe rinnovato successo: Kabir Bedi, attore indiano che lo interpretò, è tuttora il volto di Sandokan per eccellenza nell’immaginario comune.

Leggi anche: Romanzi sui pirati – Consigli di lettura

TITOLO: Le tigri di Mompracem

AUTORE: Emilio Salgari

CITAZIONE: “Da dove mai era uscito questo terribile uomo che, alla testa di duecento tigrotti non meno intrepidi di lui, aveva saputo in poco volger d’anni farsi una fama sì funesta? Nessuno lo avrebbe potuto dire. I suoi fidi stessi lo ignoravano, come ignoravano pure chi egli fosse.”