Il racconto dell’ancella – Un classico al mese

“Il racconto dell’ancella” è uno dei romanzi di fantascienza sociale e fantascienza distopica più conosciuti anche al di fuori della cerchia dei lettori sf. Spesso citato tra i capisaldi della fantascienza femminista, utilizza i canoni del genere in modo soft al 100%: non contiene proiezioni tecnologiche (a parte un riferimento en passant alla fine del denaro contante e a primitive carte elettroniche perforate), soltanto sociali nel modo più puro, e anche più duro e angosciante.

Il testo è narrato in prima persona da una donna di cui non sappiamo il nome e che si riferisce a se stessa come Difred, “Offred” in inglese: ovvero “di Fred”, “di proprietà di Fred”. Fred è il nome proprio del Comandante a cui è stata assegnata come Ancella e nella cui casa si trova a vivere, assieme alla moglie dell’uomo (una ex celebrità), a un giovane lavoratore e ad alcune Marte, le governanti.

Illustrazione delle Balbusso Sisters

In seguito a un colpo di stato e a una sanguinosa rivoluzione culturale, gli Stati Uniti sono infatti diventati un totalitarismo teocratico, la Repubblica di Galaad. Alcuni passi della Bibbia sono stati trasformati in legge, ridefinendo le categorie sociali e trasformandole in vere e proprie caste. Una di queste caste è quella delle Ancelle, donne in età ancora fertile non sposate (o precedentemente conviventi, mogli di ex divorziati, in ogni caso coinvolte in legami fuori legge), il cui grembo è al servizio della patria per ripopolare il paese. Il regime imputa infatti all’emancipazione e ai diritti civili femminili il calo della natalità, a cui vuole porre rimedio con la forza.

Le Ancelle devono indossare il velo, seguire una dieta che non metta a rischio la loro fertilità, non possono bere o fumare, e devono obbedire a una rigorosa etichetta – pena la morte o il confino nelle zone radioattive a spalare rifiuti tossici.

Illustrazione delle Balbusso Sisters

Atwood ci racconta la vita e la quotidianità di Difred, spezzata di tanto in tanto dalla violenza dei ricordi: immagini rapide e dolorose della sua esistenza precedente, di sua madre, della sua migliore amica, del suo compagno e di sua figlia, dei quali non ha più avuto notizie dopo esserne stata separata. In questo l’autrice dimostra un’intelligenza stilistica ed emotiva spaventosa: il racconto della sua ancella è un’esperienza durissima, angosciante, in virtù di quella patina di apatia e distacco dalla realtà che avvolge Difred e il suo relazionarsi agli eventi presenti e passati.

Dal punto di vista umano il realismo è incredibile, non solo per quanto riguarda la protagonista: tutti i personaggi sono dolorosamente umani, al di là delle sfumature tra bene e male, coraggio ed egoismo, opportunismo e solitudine, fragilità e istinto di sopravvivenza.

Illustrazione delle Balbusso Sisters

Atwood raccontò di aver creato la sua Galaad basandosi sull’analisi di regimi già instauratisi altrove, e sempre ispirati a qualcosa di culturalmente preesistente: nel caso in questione, quindi, si rifece ai Puritani americani e al loro antico sogno di uno stato teocratico. Il romanzo ci ricorda che una società repressiva passa sempre per il controllo del ruolo sociale della donna e ancor più del suo ruolo riproduttivo (ricordiamocelo, quando vengono fuori sgangherate campagne sulla fertilità o quando si questiona l’autodeterminazione femminile).

A oggi è uno dei romanzi migliori che abbia letto, non solo di fantascienza, ma da un punto di vista letterario più ampio. “Il racconto dell’ancella” riesce a unire perfezione stilistica, sottotesti politici basilari e una devastante carica emozionale in una sola opera, un vero gioiello; che sul finale – non dico di più per non fare spoiler – entra in una dimensione metanarrativa portatrice di ulteriori riflessioni. Ci ricorda che quanto raccontato dalla protagonista è successo davvero, altrove, magari in altri termini e condizioni (significativo l’accostamento tra il regime di Galaad e un altro già esistente, che a molti verrà in mentre già nei primi capitoli), e che potrebbe accadere ovunque.

“Il tuo corpo non ti appartiene più.”

Nel 2016, l’azienda Hulu ha realizzato la prima stagione di una serie tv tratta dal romanzo, con Elisabeth Moss (la Peggy di “Mad Men”) nei panni della protagonista. Altri membri del cast sono Joseph Fiennes (Fred Waterford), Alexis Bledel (Diglen), Yvonne Strahovski (Serena Joy), Samira Wiley (Moira). Alcuni dettagli e personaggi della storia sono stati ovviamente ritoccati per essere adattati ai tempi di una serie tv: l’opera è stata largamente apprezzata, sebbene abbia lasciato decisamente il segno negli spettatori per le implicazioni che una simile storia si porta dietro.

TITOLO: Il racconto dell’ancella

TITOLO ORIGINALE: The handmaid’s tale

AUTRICE: Margaret Atwood

CITAZIONE: “Nolite te bastardes carborundorum.”

 

Articolo originariamente pubblicato su Lezioni Sul Domani

De Bello Alieno di Davide Del Popolo Riolo – Recensione

Ha vinto il Premio Odissea qualche anno fa, e l’editore Delos Digital lo ha ripubblicato proprio in questi giorni, in edizione digitale: “De bello alieno” è un libro coraggioso, avvincente e davvero bizzarro. Vi invitiamo a scoprirlo, immergendovi in un mondo conosciuto, ma rivisto in chiave assolutamente originale. Il racconto avventuroso della guerra che Cesare non ha mai combattuto, ma davanti alla quale di certo non si sarebbe tirato indietro!

Il fatto che De Bello Alieno sia un romanzo epistolare obbliga a ragionare sulla struttura in termini rigorosi: è importante che i vari scambi seguano l’intreccio in modo coerente, che il lettore possa riconoscere presto le varie voci ed essere messo in grado di seguire la storia senza dover saltare avanti tre pagine per capire chi parla in quel momento. E, cosa ancora più delicata, il rischio infodump è altissimo.

Continua a leggere la recensione: “De bello alieno” di Davide Del Popolo Riolo sul sito di Studio83

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La Milano di acqua e sabbia, di Matteo Di Giulio – Recensione

Un altro bel giallo per proseguire l’estate di letture e ricreazione!

Il giallo è il genere della città per definizione, e la città di Milano si presta meravigliosamente a fare a setting per storie gialle, noir o hard boiled: forse perché è l’unica, vera metropoli italiana, contrapposta idealmente a Roma che con il suo profilo da megalopoli ha dei forti tratti fantastici, grotteschi, fantascietifici e steampunk.

Fratelli Frilli è una casa editrice che vi consigliamo di seguire: linea editoriale chiara, bei romanzi, bravi autori italiani coltivati e promossi bene. Alcuni dei quali sono passati anche per queste pagine, come Alessandro Bastasi: oggi è un autore di punta di Fratelli Frilli e ogni volta che lo vedo in libreria ricordo con gioia di come parlammo bene del suo primo romanzo e del suo stile promettente.

Oggi è la volta di un altro autore nostrano, Matteo Di Giulio, che con questo “La Milano di acqua e sabbia” ci presenta il poliziotto della sua serie, e punta il focus sulle malversazioni edilizie, un tema anche troppo attuale. Buona lettura!

Dalla sua, l’autore ha una buona capacità nel delineare l’ambiente di lavoro del protagonista, realistico nella sua quotidianità spesso squallida, e nell’introdurre le figure dei colleghi, ognuno con un distinto ruolo e con un’individualità ben tratteggiata.

Continua a leggere la recensione: “La Milano di acqua e sabbia” di Matteo Di Giulio – Studio83

La recensione è apparsa originariamente sul portale Thriller Café

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Uno studio in rosso di Arthur Conan Doyle – Recensione

Con il caldo e il procedere dei giorni sul calendario, il blog entra in modalità estiva. Questo NON significa meno post, ma il contrario: più RECENSIONI!

In questa seconda metà di luglio e in agosto lasceremo un po’ da parte la scrittura e i ferri del mestiere, e daremo più spazio ai libri. Recensioni, consigli di lettura, segnalazioni, spunti… per passare un’estate a tutta lettura.

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Il tramonto dei gufi – Nuova uscita per Futuro Presente!

Nei giorni scorsi è uscito ufficialmente il nuovo racconto lungo per la collana Futuro Presente: “Il tramonto dei gufi” di Fabio Andruccioli. Come lo ha definito Giulia Abbate, che ha lavorato all’editing del testo insieme all’autore, “Il tramonto dei gufi” è “un poliziottesco cupo e senza esclusione di colpi, che come i suoi rapaci vola nel buio di un futuro vicino… troppo vicino.”

Di seguito la sinossi:

I cieli di Rimini e Riccione si sono fatti pericolosi: droni pirata che trasportano droga stanno lasciando il posto a macchine telecomandate per fare più danni possibile, e la criminalità “ordinaria” cede il passo ad azioni terroristiche. La popolazione ha paura, la Polizia risponde: la divisione dei Gufi pattuglia le notti romagnole con l’aiuto di rapaci notturni in grado di individuare e abbattere i droni. Ma anche i Gufi hanno i loro problemi: qualcuno mette in dubbio la loro efficacia, qualcun altro, forse, vorrebbe sabotarli. E quando un attentato alza la tensione e getta l’ombra del dubbio sul Quartiere Islamico di Riccione, l’agente dei gufi Roberto non ha dubbi sulla parte da prendere: con i Gufi, alla ricerca della verità.

L’opera è in vendita a € 1,99 su Delos Store, su Amazon, Ibs, Kobo e su tutti i maggiori store on-line. 🙂

Giugno 2017: i post di Studio83

Giugno è al termine: eccoci per il nostro consueto riepilogo dei post del mese!

Abbiamo iniziato con un approfondimento sull’ultima Italcon, convention annuale di letteratura fantascientifica italiana che quest’anno si è tenuta in quel di Chianciano. Per noi è stata un’occasione per parlare di Futuro Presente, la collana che curiamo per Delos Digital: del nostro lavoro come curatrici e di come gestiamo la selezione dei testi e l’editing insieme agli autori. [Leggi: Studio83 alla Italcon 2017 per Futuro Presente – Ecco come è andata!]


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Ipse dixit: leggete!

“Leggete, leggete, leggete – leggete tutto: spazzatura, classici, romanzi buoni e cattivi, e osservate come funzionano. Come un carpentiere che svolge l’apprendistato e osserva il maestro. Leggete! Assorbirete tutto. A quel punto scrivete. Se è buono, ve ne accorgerete.”

William Faulkner

Piccole donne – Un classico al mese

Chi non ha letto la storia delle sorelle March (Meg, Jo, Beth, Amy), protagoniste del classico per ragazzi “Piccole donne” di Louisa May Alcott? Ambientato ai tempi della Guerra Civile Americana, narra le vicende adolescenziali delle quattro ragazze, rimaste sole con la madre mentre il padre combatte al fronte. Pur nelle ristrettezze economiche e nell’ansiosa attesa che il padre torni a casa, le ragazze vivono i primi turbamenti amorosi, le prime inquietudini, attraversando un lungo percorso di crescita emotiva e personale che le porterà all’età adulta.

Scena dal film del 1994

Fu l’editore Thomas Niles che, nel 1868, propose a Louisa May Alcott di scrivere un romanzo con protagoniste molto giovani. L’autrice inizialmente si oppose, intenzionata a sottoporgli una raccolta di racconti, ma alla fine l’editore ebbe la meglio e Alcott lavorò su quello che sarebbe stato il suo libro più famoso. Malgrado ciò, l’autrice dichiarò più volte che aveva aderito al progetto senza troppo entusiasmo e che non si era divertita molto a scriverlo.

In pochi mesi, “Little women, or Meg, Jo, Beth and Amy” vide la luce e fu pubblicato in due volumi nel 1868 e 1869. Il romanzo ebbe immediato successo di pubblico e critica, tanto che i lettori vollero fortemente dei sequel o degli spin-off che spiegassero di più sui personaggi: per questo, successivamente arrivò “Good wives”, tradotto in Italia come “Piccole donne crescono”. I due romanzi, in principio scritti in momenti diversi, furono poi accorpati in un’opera unica intitolata “Little Women”.

La prima edizione

Il romanzo si basa sui quattro personaggi principali, le sorelle March: l’inquieta e ribelle Jo, che sogna di diventare scrittrice; la sorella più grande, Meg, più disposta ad accettare le imposizioni sociali; la fragile Beth, timida e riservata, dalla salute irrimediabilmente compromessa; infine la sorella più giovane, la bellissima e viziata Amy. Quest’ultima e Jo avranno un rapporto caratterizzante anche con Laurie, coetaneo vicino di casa che ha perso entrambi i genitori.

La storia delle “piccole donne” di Alcott ricalca i canoni del romanzo di formazione, mostrando protagoniste giovani e ancora alla ricerca di un’identità; successivamente, col trascorrere degli anni e l’arrivo dell’età adulta, accetteranno ognuna a modo suo di vivere nella società in cui sono nate. La critica è spesso stata discorde nell’attribuire un significato alla storia di Alcott, ma molti ci hanno visto un romanzo che invogliava le ragazze della classe media americana a costruirsi un’identità personale, a dare ascolto ai propri sogni e alle proprie aspirazioni.

Louisa May Alcott

Le prime due versioni cinematografiche del romanzo appartengono all’era del cinema muto e sono andate perse, mentre le successive e più famose sono quella di George Cuckor del 1933, quella di Mervyn LeRoy del 1949, quella di David Lowell Rich nel 1978 e la più recente, risalente al 1994, diretta da Gillian Armstrong e interpretata dall’allora popolarissima Winona Ryder nei panni di Jo.

TITOLO: Piccole donne

TITOLO ORIGINALE: Little women

AUTRICE: Louisa May Alcott

CITAZIONE: “Non ho paura delle tempeste, perché sto imparando a governare la mia nave.”

 

 

“Cleopatra – L’ultima regina” di Ernesto Speroni – Recensione

Online una nuova recensione di un romanzo a sfondo storico e biografico: “Cleopatra”.
Questa ultima rivisitazione è gradevole, interessante e posta in uno sfondo storico molto accurato. Insomma, una lettura perfetta per rilassarsi, magari in ferie, e allo stesso tempo per imparare qualcosa in più sul mondo di Cleopatra e sulla sua vita.

Speroni in questo romanzo ci restituisce l’idea di una Cleopatra umana, una donna gravata dalla piena  consapevolezza del suo ruolo che a esso dedica la propria vita. Una fanciulla molto realistica e viva, che “vuole diventare la nuova Iside”, presentata con una lettura moderna, informale, scevra della rigidità che probabilmente affliggeva nella realtà di quei tempi la stessa regina.

Continua a leggere la recensione: Cleopatra – L’ultima regina sul blog di Studio83

Romanzi di formazione: consigli di lettura

Il cosiddetto “romanzo di formazione” ha lo scopo di introdurre un personaggio ancora giovane o comunque inesperto o immaturo e mostrarne – attraverso una serie di vicissitudini – il percorso di crescita, che può passare per avventure, viaggi, amicizie, amore, drammi e concludersi con una profonda presa di coscienza della propria identità e l’inserimento a tutti gli effetti in un contesto sociale prima rifuggito. Ci sono molti esempi classici di questa particolare fattispecie di romanzo: con i consigli di lettura di questo mese ne scopriremo qualcuno!


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