Editing: quattro cose che nessuno dice!

Oggi basta cercare su google la parola “editing” per trovare sfilze di proposte: editor e agenzie offrono questo servizio raccontando quanto è importante per un testo e stilando elenchi sulle caratteristiche del perfetto editor.

Noi le leggiamo con molta attenzione. C’è sempre da imparare! 😉

Ci siamo accorte però che un paio di cose nessuno le dice mai.

Perché?

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I consigli di scrittura di Margaret Atwood – Masterclass

Vuoi imparare a scrivere da una maestra d’eccezione? Presto fatto: il celebre portale di formazione online masterclass.com propone per l’autunno 2018 una serie di lezioni di scrittura creativa tenute proprio da Atwood: “The art of powerful storytelling”, e sul powerful non ci sono dubbi, Atwood è quasi insuperabile!

L’abbiamo ascoltata e fotografata di persona pochi mesi fa, a Milano. In fondo al post i dettagli!

Anche solo nella promo abbiamo delle pillole di pura saggezza dall’autrice di “Il Racconto dell’Ancella”, “L’altra Grace”,  “Il canto di Penelope” e molti altri romanzi indimenticabili.
Li abbiamo trascritti di seguito: buona lettura!

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La casa degli spiriti – Un classico al mese

Relativamente giovane come classico (fu pubblicato nel 1982), “La casa degli spiriti” fu il primo romanzo scritto da Isabel Allende, una delle voci letterarie più celebri e rappresentative del Sud-America. L’opera racconta la saga familiare della stirpe Trueba/Del Valle, iniziando dalla gioventù di uno dei protagonisti, Esteban Trueba, fidanzato con la bellissima Rosa Del Valle. Quando quest’ultima muore in tragiche circostanze, avvelenata per errore da avversari politici del padre, Esteban finisce per sposarne la sorella, Clara.

Clara sembra vivere oltre la soglia della realtà e ha un rapporto profondo con il mondo degli spiriti, ma anche con Férula, sorella di Esteban, accolta in casa dagli sposi. L’attaccamento tra le due donne è osteggiato da Esteban, il quale, nel frattempo, si macchia impunito di stupro ai danni delle contadine che lavorano nei suoi possedimenti agricoli. La coppia avrà una figlia, Blanca, donna indomita e impetuosa che sfida l’autorità paterna per amore del musicista Pedro Tercero García; e due gemelli, Jaime e Nicolás. Il primo diventerà un medico di idee socialiste, il secondo un predicatore.

Isabel Allende

La storia della famiglia Trueba e dei personaggi che le ruotano attorno va a intrecciarsi con quella del Cile, dal primo ventennio del Novecento fino agli anni successivi al colpo di stato guidato da Pinochet, l’11 settembre 1973. Esteban, appartenente alla destra conservatrice, appoggia il golpe, ma la dittatura che ne segue gli si ritorce tragicamente contro.

Allende, seppure nata in Perù, ha vissuto a lungo in Cile, che lasciò subito dopo il colpo di stato. Il presidente Salvador Allende era cugino di suo padre.

Il romanzo mescola realtà e finzione, fatti storici e cenni autobiografici rielaborati attraverso la fiction. La storia è permeata anche da un forte realismo magico, elemento ricorrente nella letteratura sudamericana. Il manoscritto di Isabel Allende fu rifiutato da diverse case editrici prima di essere pubblicato nel 1982, procurando all’autrice un grandissimo successo. Eletto “Miglior romanzo cileno dell’anno”, ricevette subito dopo il prestigioso premio “Panorama Literario”.

Fu poi tradotto in quasi quaranta lingue, finché Bille August non ne realizzò una riduzione cinematografica, che vide la luce nel 1993 con un cast stellare: Jeremy Irons, Meryl Streep, Glenn Close, Vanessa Redgrave e gli allora giovani e popolarissimi Winona Ryder e Antonio Banderas, nei rispettivi ruoli di Blanca e Pedro.

TITOLO: La casa degli spiriti

TITOLO ORIGINALE: La casa de los espíritus

AUTRICE: Isabel Allende

CITAZIONE: “Alba si chiedeva come avessero potuto spuntare tanti fascisti da un momento all’altro, perché, nella lunga traiettoria democratica del suo paese, non se n’erano mai visti, tranne alcuni esaltati durante la guerra, che per mania di scimmiottare si mettevano camicie nere e sfilavano col braccio alzato, in mezzo alle sghignazzate e ai fischi dei passanti, senza che avessero avuto alcun ruolo importante nella vita nazionale.”

 

 

Dicono di noi: “Un’esperienza formante!”

Condividiamo con voi un parere che abbiamo ricevuto recentemente.

Elvira, scrittrice self publisher, ci ha mandato il suo romanzo per un editing. Ecco cosa pensa del nostro lavoro!

Non solo un lavoro preciso e dettagliato, ma anche un’esperienza formante. Utile per comprendere errori di ingenuità e rendere più fluido il testo, errori che rileggendo da sola non riuscivo a vedere.

Se vuoi sapere qualcosa di più su come migliorare il tuo testo e fare una bella esperienza di crescita nel tuo percorso autoriale, clicca qui e scopri i nostri servizi letterari: di tanti livelli, per tutte le tasche e di utilità garantita!

Ascolta la voce di tuoi colleghi e colleghe: leggi altri pareri su di noi, nella pagina “Dicono di noi” del Portfolio di Studio83.

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Letture estive: cinque storie di viaggio! Consigli di lettura

Siamo nel pieno dell’estate e insieme al solleone cresce anche la voglia di fuggire, di leggere, di fuggire leggendo e di leggere di fughe.

E cosa meglio dei libri di viaggio possono servire allo scopo?
Abbiamo scelto cinque titoli per spiccare il volo e partire con la mente: si parte!

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Bruce Chatwin, (quasi) trent’anni dopo

“La vita stessa è un viaggio da fare a piedi”, diceva.
Scrittore appassionato, scrupoloso antropologo, saggista brillante: parliamo, naturalmente, di Bruce Chatwin.

Lo ricordiamo a quasi trent’anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 18 gennaio 1989, con un articolo di Elena Di Fazio pubblicato su Venti Nodi, il nostro bollettino letterario, nel 2009.

Il ricordo di Bruce Chatwin e della sua bibliografia è ancora vivo nel cuore dei lettori e di chi condivide l’ammirazione per una vita dedicata al vagabonding. La sua vita e la sua produzione furono entrambe molto brevi, tuttavia il nome di Chatwin è forse uno dei più rappresentativi tra quelli dei grandi scrittori erranti.

Nato in Inghilterra e da subito appassionato d’arte, Chatwin lasciò un prestigioso incarico alla Sotheby’s di Londra a causa di gravi problemi alla vista che, a detta del suo oculista, erano in gran parte dovuti al suo lavoro: ricevuto dal medico il consiglio, come racconta in The Songlines (1987), di “allargare i propri orizzonti”, partì per un lungo viaggio in Sudan. L’esperienza gli fece perdere interesse per il mondo dell’arte e delle aste, mentre consolidò in lui le due passioni che ne avrebbero caratterizzato l’esistenza: quella per l’archeologia, che lo portò a iscriversi, a quasi trent’anni, all’Università di Edimburgo, e quella per i viaggi. In quello stesso periodo sposò la moglie Elizabeth, un matrimonio destinato a concludersi quindici anni dopo e reso forse difficile dalla dichiarata bisessualità di lui.

Ebbe occasione di spostarsi spesso grazie al suo lavoro per il Sunday Times Magazine, al quale collaborava in veste di esperto di arte; fu però nel 1972 che conobbe l’arredatrice e architetto Eileen Gray, allora novantatreenne, la quale, secondo un aneddoto che Chatwin riporta sempre in The Songlines, lo esortò a visitare la Patagonia, dove lei sarebbe sempre voluta andare.
Dal viaggio in Patagonia nacque la sua prima opera: appunto In Patagonia.
Il diario di viaggio diventa lo spunto per riflessioni introspettive e rievocazione di ricordi passati, e per l’analisi delle particolarità culturali cilene. In Patagonia divenne subito un’opera rappresentativa per gli scrittori viaggiatori, grazie allo stile coinvolgente di Chatwin e alla sua capacità di catturare l’anima dei luoghi che visitava. Gustoso l’aneddoto secondo cui Chatwin si sarebbe licenziato dal Sunday solo dopo essere giunto a destinazione, con un lapidario telegramma: “Sono andato in Patagonia”.

Nel 1980 fu pubblicato il suo secondo lavoro, Il viceré di Ouidah (The Viceroy of Ouidah), che analizza la figura di un commerciante di schiavi immaginario – basato però su un personaggio storico realmente esistito, l’afro-brasiliano Francisco Felix De Souza. In un passo del libro, Chatwin ammette di essersi “ispirato” allo stile cinematografico del regista Werner Herzog, il quale trasporrà realmente l’opera su pellicola sette anni dopo, con il titolo di Cobra Verde (id.) e con Klaus Kinski nel ruolo del protagonista.
Nella sua opera successiva, il romanzo intitolato Sulla collina nera (On the Black Hill), Chatwin si sposta verso paesaggi meno esotici e più vicini alle sue zone d’origine, ambientando sul confine tra Inghilterra e Galles la vicenda di due gemelli coinvolti nel primo conflitto mondiale. Anche questo libro fu trasformato in film dal regista Andrew Grieve, nel 1987.

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In quell’anno, oltre alle due pellicole, uscì anche uno dei più importanti scritti di Chatwin, il già citato Le vie dei canti (The Songlines), resoconto di un lungo viaggio in Australia a contatto con la cultura aborigena. Si tratta di un’opera difficilmente classificabile, in quanto racchiude la struttura del diario di viaggio, del memoriale, del romanzo, dell’indagine antropologica, il tutto compendiato da una lunga e frammentata riflessione sulla natura nomade dell’essere umano, una sorta di dichiarazione di poetica di Chatwin. Le considerazioni dell’autore verranno successivamente riprese in un’altra raccolta, la Anatomia dell’irrequietezza (Anatomy of Restlessness) pubblicata postuma nel 1997.

Nel 1988, a un anno dalla prematura scomparsa, fu la volta del romanzo Utz (id.), storia di un collezionista di porcellane nella Praga della Guerra Fredda, e di Che ci faccio qui? (What am I doing here?), antologia di memorie e immagini da molti dei suoi viaggi – su Photographs and Notebooks, anch’esso pubblicato postumo, furono poi rese pubbliche le fotografie che Chatwin scattò in giro per il mondo.

Chatwin morì di AIDS a soli quarantanove anni, dopo aver tenuto a lungo nascosta la malattia. Al termine di una vita trascorsa a viaggiare in lungo e in largo, si ritrovò inchiodato a una sedia a rotelle a Nizza, in Francia, dove ogni cura risultò inutile.
Sono trascorsi vent’anni esatti dalla sua scomparsa, ma il suo nome è ancora sinonimo di romanziere errante, e uno dei suoi vezzi da scrittore – la scorta di Moleskine che si trascinava ovunque – è ancora di gran moda fra le nuove leve. Al di là di questo, Chatwin, con la sua pur breve produzione, ha lasciato una importante riflessione, un discorso di cui ogni libro non è che un tassello: la tesi per cui gli esseri umani sono fatti per spostarsi di continuo, e che trascorrere tutta la vita in un solo luogo, senza assecondare questo ancestrale richiamo al nomadismo, è contrario alla nostra stessa natura. Una volta caduti vittime di quello che Chatwin, citando Baudelaire, definì l’horreur du domicile, viaggiare diviene un imperativo, una necessità che sembra quasi confermata dalla stessa biologia umana.

Sette libri più uno da leggere in estate: storie di donne. Consigli di lettura

Agosto è tradizionalmente il mese delle ferie. Oggi le dinamiche sociali cambiano, il lavoro si trasforma, i tempi e le consuetudini pure. La voglia di leggere invece resta sempre la stessa!

Per questo agosto 2018 abbiamo quindi individuato dei temi interessanti da proporvi e sui quali impostare dei consigli di lettura ragionati, anche sulla base delle nostre letture e conoscenze.

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Isole e misteri: consigli di lettura!

L’estate è al culmine e molti si preparano spiritualmente per le meritate vacanze. E, come ogni anno, gli amanti della lettura preparano la lista di romanzi, cartacei o in e-book, da portarsi in ferie… Allo stesso tempo, l’estate e i viaggi riaccendono la fascinazione per luoghi suggestivi, esotici e misteriosi: ecco perché i nostri consigli di lettura estivi vertono su romanzi ambientati su isole – più o meno lontane, più o meno misteriose!

Lontane da tutto e da tutti, circondate da mari e oceani, le isole esercitano da sempre un fascino profondo su lettori e scrittori. Scopriamone qualcuna, a latitudini tutte diverse, per lasciarci trasportare nelle loro incredibili storie.
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Master di scrittura creativa – Recensione

Oggi parliamo di manuali di scrittura: nella fattispecie, “Master di scrittura creativa” di Jessica Page Morrell, editor freelance e insegnante di scrittura creativa.

L’autrice si rivolge a un pubblico che ha già studiato tutte le regole di base della scrittura, che le ha già messe in pratica, che le ha interiorizzate e fatte proprie. A questo punto, come approfondire le tecniche narrative nell’ottica di una crescita professionale? Morrell passa a esaminare alcuni strumenti fondamentali della “cassetta degli attrezzi” dello scrittore…

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Io, robot – Un classico al mese

Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.

Chi non ha mai sentito parlare delle Tre Leggi della Robotica di Isaac Asimov? Nelle sue opere, i robot positronici accompagnano l’umanità come servitori, obbligati a rispettare le Tre Leggi. Questo assunto di base è lo spunto per analizzare tutti i problemi pratici e morali che ruotano attorno alla questione, e di cui l’antologia “Io, robot” è la perfetta summa.


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