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Stranimondi2015 – il resoconto!

Sabato 10 e domenica 11 ottobre si è tenuta la convention Stranimondi, Festival del Libro Fantastico.

Studio83 ha partecipato, nelle auguste persone di Giulia Abbate ed Elena Di Fazio!

Abbiamo trascorso la giornata di sabato alla Fiera, sia in veste di relatrici per una presentazione letteraria, che(soprattutto!) come lettrici e sostenitrici.

Vi avevamo già parlato della fiera qui: Stranimondi 2015 – Festival del Libro Fantastico a Milano, con una breve panoramica dell’evento e di alcune polemiche che hanno contribuito a tenere alta l’attenzione.

Il giorno dopo la sua conclusione, la mia opinione è assolutamente positiva, al netto di un paio di aspetti da migliorare.

Opinione positiva sulla location. La Casa dei Giochi UESM (Università Europea degli Sport della Mente) è un punto luce in un quartiere difficile, una realtà bella e attiva: durante tutto il sabato c’erano ragazzi anche adolescenti arrivati per giocare in compagnie allegre e simpatiche.
Quindi un luogo sicuramente adeguato e piacevole, già allestito di suo con poster e opere d’arte un po’ dappertutto, con tre sale (quest’anno ne sono state usate due) attrezzate per le conferenze.

L’organizzazione amministrativa e l’accoglienza sono state a loro volta un’interfaccia funzionante e gradevole. A partire dalla campagna di Crowdfunding organizzata nelle settimane precedenti: anziché fare appelli lagnosi, belando “salva la cultura, dacci i soldi”, come molti fanno in questi casi, si è scelta ua strada più efficace: delle offerte allettanti in cambio del sostegno economico. Noi abbiamo scelto di sostenere l’organizzazione acquistando due “Librarian”, corrispondenti a una fascia “media”.

Per il “Librarian pass”, questi erano i corrispettivi:

  • Ingresso libero e gratuito a tutti gli eventi della fiera: stand degli editori e presentazioni librarie erano giustamente gratuiti, altra mossa intelligente, ma il Librarian includeva anche i seminari più lunghi e i Kaffeelasch, gli incontri a tu per tu con personalità ospiti, tra le quali Franco Forte, Bruce Sterling e Aliette De Bodard
  • TRE libri da scegliere in loco, pubblicati dai tre editori organizzatori: Delos Books, Edizioni Zona42 e Edizioni Hypnos.

Il tutto alla cifra di € 30,00. Mi fossi comprata i tre libri a prezzo di copertina avrei speso di più!

Le mie scelte. Tovaglietta Coin non inclusa.

All’ingresso della convention, le addette all’accoglienza erano veloci, efficienti, cortesi, e avevano gia “assemblati” i vari elementi, come i badge, le spille, le buste che dovevano contenere gli omaggi.

Sarò anche pignola a notare queste cose: ma come dico anche in veste di editor “il diavolo si nasconde nei dettagli”! La convention più pregna di contenuti può essere macchiata da malfunzionamenti apparentemente “minori”, ma nei fatti vitali. Alcuni di essi in effetti hanno fatto fiasco. Ci arrivo poi.

Elevandoci dai dettagli alla sostanza, quella di Stranimondi era davvero tanta e seria! Gli editori presenti erano  realtà medie, piccole o pulviscolari (a eccezione di Urania Mondadori che comunque non poteva mancare), ma hanno portato sui banchi il loro meglio.

Ho visto cose che voi non-lettori non potete nemmeno immaginare: copertine lucide e sgargianti, allineate sui tavoli accanto a cataloghi aggiornati e segnalibri brillanti freschi di stampa. Best-seller e novità di nicchia, insieme a libri usati, calendari e pubblicazioni per bambini. Generi letterari vivi e redivivi, fantascienza e fantasy e poi pulp, cyberpunk, favole, saggistica, weird. Espositori e addetti sorridenti, positivi e accoglienti.

Dopo decine e decine di fiere del libro bazzicate posso dirvi con certezza che nessuna di queste cose è scontata, e che ognuna di esse risalta specialmente quando manca.

Un altro acquisto, per mia figlia. Presina Ikea non inclusa.

Qui, forse, posso inserire la prima nota meno positiva: a fronte di questo grande assortimento e valore delle proposte esposte, il poco spazio ha forse penalizzato le opere figurative in esposizione. I lavori illustrati di Brambilla, Serra, Sili, Torello, Bonazzi sono stati stampati su pannelli di qualità, ma allestiti un po’ strettini, su colonne messe negli angoli o in luoghi dove era difficile fermarsi e godersi la bellezza dei loro dettagli.
Lo spazio era effettivamente poco, e sabato pomeriggio, in orario di punta, muoversi era un po’ difficile. Non so bene, data l’oggettiva metratura della Casa dei Giochi, come si potrebbe risolvere questo inconveniente: un allestimento un po’ più pensato potrebbe comunque valorizzare di più le opere figurative che meritavano davvero, sia per la loro bellezza oggettiva, sia per la qualità delle stampe realizzate.

Tornando ai punti a favore, il carnet degli incontri è stato denso. Elena e io abbiamo assistito a presentazioni molto interessanti, mi è piaciuto il fatto che durassero mezz’ora e che la gestione dei tempi fosse inflessibile.
Dietro il tavolo dei relatori, mezz’ora è davvero poca, e quando abbiamo presentato avevamo il patema e l’orologio a portata d’occhio, mentre l’editore esordiva:

Buongiorno a tutti! Abbiamopocotempoperlapresentazionequindiparleròdifretta!
Scherzo! 🙂

Dal punto di vista del pubblico ascoltalettore, invece, penso che mezz’ora sia un buon intervallo: non fai in tempo ad annoiarti e chi ti parla è costretto ad andare al sodo, a dare il meglio di sé, pressato dalla scadenza imminente.
Il tempo è comunque sufficiente a farsi un’idea e (se chi parla è bravo) la curiosità viene stuzzicata, anzi, siamo incoraggiati ad approfondire.

Più tempo per i seminari del programma “weirdiana”, dove l’accesso era a pagamento e la durata era di un’ora. Una delle presentazioni più interessanti alle quali abbiamo assistito è stata (come sempre?) quella animata da Walter Catalano, Gian Filippo Pizzo e Michele Tetro, autori insieme a Roberto Chiavini delle guide Odoya “Guida al cinema horror” e “Guida alla letteratura horror”.

Scrivo “come sempre” perché, grazie alla schiettezza dei relatori e al fatto che non sono sempre perfettamente d’accordo l’uno con l’altro, la presentazione si trasforma presto in un dibattito aperto, dove insieme al pubblico si cerca di capire cos’è un genere letterario (o cinematografico), come giudicare le opere da questo punto di vista, dove metterle, come inventarsi nuove suddivisioni o eliminare quelle che già ci sono ma magari non funzionano più.

Tetro: “La sequenza con un’accetta e delle frattaglie su un tavolo non rende automaticamente un film “horror”. Non è il gadget che fa l’horror, è la paura dell’alluso, del non visto, qui c’è la grandezza del genere.

Catalano: La doppia interpretazione, l’ambiguità, è la chiave del fantastico. Nell’horror, il valore aggiunto sta nella paura dell’irrazionale, qualcosa che ti rimane ma che è difficile da esprimere.

Il cinema horror è un campo vastissimo e i curatori si sono suddivisi il “lavoro”: uno ha visionato gli horror inquietanti e suggestivi, un altro quelli classici o di incerta classificazione… Walter Catalano è stato lo sfortunato al quale è toccata la robaccia più estrema e gore, e ha ammesso di aver dovuto usare lo scorrimento veloce nel caso di orribili Z-movies dedicati totalmente a pratiche irriferibili. Una risata generale e liberatoria lo ha assolto dalla sua colpa!

Da sinistra: Walter Catalano, Michele Tetro e Gian Filippo Pizzo

Anche noi siamo state coinvolte come “presentatrici”. In compagnia di Luigi Petruzzelli, editore Della Vigna, abbiamo parlato di “Ma gli androidi mangiano pecore elettriche?” in veste di autrici.

Il volantino della presentazione

Tra gli ascoltatori erano presenti anche Francesco Verso e Alessandro Vietti, autori di due racconti contenuti in antologia. Li abbiamo prontamente stanati e interpellati: Vietti ci ha messo molta curiosità, con Verso siamo finiti a parlare di ricette grazie all’insaziabile curiosità dell’editore.

Francesco Verso, nella foto con il microfono, è anche editore con la sua “Future Fiction”, oltre che vincitore del premio Urania 2015 ex aequo con Sandro Battisti, a sinistra nella foto. Congratulazioni!

I presenti hanno gradito l’ironia di Luigi Petruzzelli, hanno ascoltato alcuni estratti tratti dai racconti, letti da Elena Di Fazio, hanno partecipato con domande e commenti interessanti. Si sono poi prestati a partecipare al nostro quiz, che è stato funestato dai malfunzionamenti che accennavo sopra.

Il secondo aspetto da migliorare riguarda proprio il lato tecnico, relativo alle presentazioni letterarie. Gli addetti all’assistenza hanno fatto il loro lavoro molto bene, sono stati veloci, pronti e hanno lavorato con una grande dedizione. Ma a volte l’organizzazione ha reso le cose difficili sia a loro che, soprattutto, a chi doveva presentare.

Computer che si spegnevano all’improvviso, audio che spariva e riappariva, hanno reso faticosa una presentazione che aveva un tema prettamente musicale. E a noi non è andata meglio.

Avevamo infatti previsto per la nostra presentazione un quiz, come quello che abbiamo realizzato nel corso di “Nutrire il futuro”. L’organizzazione ci ha chiesto di portare il materiale che avremo dovuto proiettare (quindi nel nostro caso le domande e le risposte del quiz) in formato Adobe PDF. Così abbiamo fatto: e ci siamo trovati lì con un PC che non aveva il programma Adobe PDF!

E parte il secondo momento horror della mia giornata.

Quindi, mentre già parlavamo al pubblico un addetto smanettava disperatamente al PC. Cercava di scaricare il programma da internet… ma la connessione funzionava male… il PC era un netbook con i suoi oggettivi limiti… alla fine abbiamo dovuto rinunciare al quiz. O meglio: siamo riusciti a proiettare un paio di domande, ma il tempo era ormai alla fine e per correttezza abbiamo lasciato spazio a chi era dopo di noi.

Ora, ecco… sorvoliamo sul fatto che il PDF me lo avete chiesto voi espressamente. Sorvoliamo pure sul fatto che il povero netbook doveva essere l’unico pc al mondo sprovvisto di lettore PDF… Per Odino, siam fantascientisti! L’assortimento tecnologico dovrebbe prevedere pure quello che non hanno ancora inventato, figuriamoci l’archeologia!

In che senso “non supporta il PDF?”

Tolto questo sasso dalla scarpa… la scarpa resta vuota.

Stranimondi è stato un appuntamento positivo sotto tutti i punti di vista. Da “addetta ai lavori” sono felice di aver partecipato a un evento che non svilisce, anzi esalta il genere. Da lettrice mi sono sentita ben accolta e ben trattata, rispettata dalla qualità e dalla serietà delle proposte esposte.

È stato bello camminare tra i libri, parlare con editori agguerriti, con scrittori motivati e con altri lettori ugualmente felici di essere lì. Spero davvero che Stranimondi abbia un seguito, che accada di nuovo e che ci si possa ritrovare lì con tante altre belle novità. Un grande “complimenti!” a Delos Book, Edizioni Zona42 e Hypnos Edizioni per il lavoro e per l’intelligenza.

E per rubare le parole a Elena:

Chi vuole tornare al mondo reale dopo un giorno di Stranimondi?

Alla prossima! 🙂

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