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Scrivere in vacanza, parte II – Appunti di editing

Circa un anno fa, l’articolo mensile della nostra rubrica “Appunti di editing” verteva su un argomento perfettamente centrato nel contesto estivo: scrivere in vacanza.

Per molti di noi,  le ferie sono anche una parentesi dedicata alle scritture e alla scrittura. I tanti progetti che abbiamo nel cassetto, le idee, i testi da rivedere con calma… “ci penso quando ho un attimo” è un classico, ed eccoci qui, in ciabatte e con la sveglia spenta, con una bella lista di idee e progetti da terminare “ora che abbiamo tempo”!

L’obiettivo non era un vago sprone a scrivere durante le ferie, ma un piccolo vademecum su come far fruttare al meglio il tempo libero che, chi più chi meno, abbiamo in questa stagione. E iniziando con un’esortazione importante: le vacanze sono prima di tutto… vacanze! Concedersi una pausa, anche dalla scrittura, è fondamentale per recuperare le energie perse durante l’anno, per stare con amici e familiari e godersi giorni di tranquillità necessari prima di riprendere in mano la penna.

Nessun campo dà il massimo quando è sempre in coltura, sempre arato e stimolato: bisogna che ogni tanto la terra venga lasciata stare, lì, a se stessa. Lo stesso vale per la nostra mente. Abbiamo bisogno di staccare da tutto, di mollare l’agenda, di uscire e camminare senza pensare a nulla, di sbronzarci con gli amici senza pensare al domani, di stare nella natura a piedi nudi. Sono cose importanti per la vita stessa e ci donano un benessere che aiuta anche il cervello a rigenerarsi.

Allo stesso tempo, una lunga pausa dagli impegni lavorativi può essere un’occasione ghiotta per dedicarci alla scrittura. Non parliamo solo del momento produttivo in sé, ma di tutto ciò che le ruota intorno. La volta scorsa abbiamo parlato di tre diversi modi in cui strutturare la scrittura in vacanza (pianificazione delle scritture che verranno; scrittura vera e propria; revisione di quello che abbiamo scritto nei mesi passati).

Leggi l’articolo: “Scrivere in vacanza – Appunti di editing”

Questa volta passiamo ad ampliare la visuale: e se io volessi partire per un viaggio, lasciare il pc a casa e non toccarlo più fino al mio ritorno? Significa che perderò l’occasione di scrivere in vacanza? Assolutamente no, possiamo scrivere lo stesso. Come? Presto svelato!

1. Nuove idee, nuovi stimoli

È molto comune tornare dalle vacanze carichi di nuove idee da trasformare in racconti e romanzi. Perché? Per due motivi fondamentali:

  • quando partiamo per le vacanze usciamo dalla routine quotidiana, ascoltiamo nuovi suoni, respiriamo nuovi odori, ci muoviamo in mezzo a stimoli tutti diversi. Ecco che siamo virtualmente circondati da spunti nuovi e inaspettati, che possono attecchire nella nostra mente e germogliare sotto forma di trame, intrecci, idee di base;
  • allo stesso tempo, avere la mente sgombra ci rende più recettivi, senza contare che il riposo e il relax ci donano nuovo entusiasmo, da riversare tutto nella scrittura. Inoltre, portarsi a casa una nuova idea è un po’ come portarsi dietro un pezzetto di ferie che ci accompagnerà nei mesi successivi, quando saremo tornati al tran tran quotidiano.

Per questo, paradossalmente, il solo uscire di casa con la valigia in mano è un punto di partenza: e il bello è che va bene qualunque meta! Campeggio e montagna, casa al mare, zaino in spalla in giro per il mondo… ovunque ci sono nuove idee e nuovi stimoli per noi.

2. Più tempo per leggere

Un elemento da non sottovalutare è il maggior tempo che abbiamo per leggere durante le vacanze. Per chi scrive, la lettura è anche un momento di apprendimento, in cui si identificano e interiorizzano nuove tecniche, si traggono spunti da altri libri, ci si misura con altre penne. In ferie possiamo trascorrere ore e ore con un libro in mano, spesso mettendo mano alla pila di letture in attesa sul comodino, cresciuta a dismisura durante l’inverno.

Quindi, un consiglio estremamente banale per far fruttare le vacanze è: leggiamo! Riempiamo il lettore e-book di romanzi e saggi, o il bagaglio a mano di testi cartacei. Tanto sulla sdraio in spiaggia quanto sul sedile di un aereo, il tempo sarà tutto a nostro favore.

3. Più tempo per la mente

“Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?”, disse Joseph Conrad. Non si scrive solo quando ci si siede al pc a battere le dita sulla tastiera: anzi, gran parte del processo creativo si svolge dentro la nostra testa, spesso mentre siamo impegnati in tutt’altra attività. Una sessione di corsa al parco, un giro in bicicletta, il percorso tra casa e l’ufficio, mentre stiamo cucinando o pulendo casa… sono attività meccaniche che coinvolgono solo il corpo, durante le quali possiamo pensare alle nostre scritture e dar loro forma nella mente prima di riportarle su un file .doc.

In vacanza, questi momenti possono essere molteplici. Chi viaggia, per esempio, ha davanti sé lunghe ore di volo, di transiti via terra, di traghetto, o anche a piedi. Mentre camminiamo, siamo sprofondati su un sedile, sobbalziamo tra le dune, possiamo lasciar correre la mente dove vogliamo, esplorare gli angoli più remoti della nostra nuova idea, farla sbocciare e crescere. Al tempo stesso, possiamo già darle una forma compiuta: una volta tornati a casa, basterà trascrivere tutto per fissarlo!

Ed ecco che scrivere in vacanza è possibile anche senza trascinarci dietro un pc e sederci alla scrivania. Tempo, relax e nuovi stimoli saranno gli ingredienti fondamentali di questo piccolo miracolo: provare per credere!

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