Studio83 ti scrivo

A ciascuno il suo mestiere! Studio83, ti scrivo

Studio83 ti scrivo è la nostra rubrica che parte da mail e messaggi che ci arrivano per imparare qualcosa di utile su come fare le cose… o su come non farle!

Oggi affrontiamo un argomento che ci sta molto a cuore. Un concetto di puro buonsenso, davvero prezioso: a ciascuno il suo mestiere!

articoli sui libri e la scrittura - studio83

Caro Studio83, vi scrivo perché vorrei una copertina per il mio nuovo romanzo. Vi allego un’immagine che deve essere lo sfondo, più un file di tre pagine con le indicazioni su come deve essere la scritta del titolo, di che colore e con che font, dove deve essere messa, quali sono i filtri photoshop che dovete usare, dove e come dovete scrivere il mio nome…

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L’apparenza conta! – Studio83 ti scrivo

articoli sui libri e la scrittura - studio83

Qualche mese fa, ho ricevuto una mail nella quale era scritto:

come posso lavorare per voi come correttore di bozze

Per essere chiara: nella mail era scritto questo e solo questo.
Non c’erano intestazioni, non c’erano saluti, non c’era nemmeno la firma.

Alla mail era allegato un curriculum, così ho tolto le mani dai capelli e l’ho aperto e letto.
Oltre a informarmi del fatto che la persona in questione aveva frequentato una prestigiosa scuola di scrittura italiana, il CV mi ha dato un’informazione ancora più preziosa. Purtroppo.

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Come organizzare una presentazione del tuo libro – Studio83 ti scrivo

È una domanda che mi viene rivolta spesso dagli autori freschi di pubblicazione: “Vorrei muovermi in autonomia per organizzare una presentazione, come devo fare? Puoi darmi qualche consiglio?”.

In questi anni abbiamo organizzato eventi (Guarda: Venti Nodi Zero – galleria), presentazioni (Leggi: Ritornanti – il resoconto) e incontri dal vivo in collaborazione con altre associazioni (Leggi: Aperitivo letterario: il resoconto!), maturando esperienza nel settore.

Di solito, gli scrittori mi elencano questi parametri:

  • possono spendere piccole cifre;
  • vogliono animare la serata con qualcosa di particolare.

Organizzare una presentazione a costo zero non è possibile, ma si può scegliere una location in cui non viene richiesto un compenso per l’affitto: le biblioteche, ad esempio, mettono spesso a disposizione i loro spazi (e addirittura la loro newsletter) a chi deve presentare un libro. Perciò, primo consiglio: informatevi presso le biblioteche della vostra città e cercate la sala adatta a voi. Chiedete se c’è amplificazione, se si possono proiettare video, quanti posti a sedere ci sono, se è possibile vendere in loco e se si può offrire un piccolo buffet.

Il buffet: non è obbligatorio, ma è un modo per rendere la situazione più conviviale e piacevole. Anche un piccolo aperitivo è sufficiente a rompere il ghiaccio con i presenti, chiacchierare e interagire. Se non volete spendere troppo, armatevi di mestoli e pazienza e preparate qualche torta e pizza fatta in casa. Sarà più genuina e decisamente più economica!

Muovetevi per tempo. Non aspettate l’ultimo momento, gli inviti vanno inviati in largo anticipo e devono essere seguiti da reminder man mano che si avvicina la data. Realizzate un invito che richiami la grafica della copertina del libro e redigete un comunicato stampa esaustivo e conciso.

Riguardo al secondo parametro (animare la serata con qualcosa di particolare), non solo è una buona idea, ma è necessario. Limitarsi a parlare di un libro può stancare il pubblico, perciò dovete usare la fantasia e far sì che gli spettatori siano coinvolti. Il come dipende molto dall’opera in sé, che deve essere sempre uno spunto da cui trarre una presentazione a tema.

Se invece non ve la sentite, vi ricordiamo che Studio83 si sta allargando anche al campo dell’organizzazione di eventi! (Leggi: Presentazioni letterarie – eventi belli e interessanti per tutti)




Le tempistiche dei servizi: Studio83 ti scrivo…

Spett.le Studio83,

ho ricevuto il preventivo per correzione bozze, impaginazione e e-book ho deciso di accettarlo. C’è solo una cosa che non mi va bene: X giorni sono troppi. Non si può fare in un quarto del tempo che chiedete, o al massimo nella metà? Ho fretta, voglio avere la mia opera finita il prima possibile per soddisfazione personale / perché sono un tipo ansioso / perché voglio regalarlo agli amici per il mio compleanno e quindi devo sbrigarmi ecc ecc.”

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il punto più contestato in un preventivo sono le tempistiche di consegna. Premetto che le nostre tempistiche non sono particolarmente lunghe, anzi, sono nella media; e che, laddove c’è una reale necessità, siamo disposti a venire incontro a particolari esigenze di un autore. Ciò che mettiamo sempre al primo posto è la qualità del lavoro, e quest’ultima richiede i suoi tempi e la sua dovuta calma.

Se per l’editing di un romanzo di X cartelle chiedo X giorni di tempo, vuol dire che lo ritengo necessario. Perché voglio rileggerlo più volte con la dovuta attenzione, perché non voglio che mi sfuggano dei dettagli, perché preferisco essere accurata, perché nel frattempo sto lavorando ad altri progetti in parallelo e voglio dedicare a tutti la giusta cura. Stesso discorso vale con le tempistiche richieste per impaginazioni, correzione bozze, realizzazione e-book e via dicendo.

Non vogliamo fare questa fine, no?

Comprendo che un autore abbia fretta di avere il lavoro finito, che sapere il proprio romanzo in mani altrui possa renderlo nervoso. Ma cos’è più importante, mettere fine all’ansia in anticipo o avere un lavoro pulito e ben fatto?

Proviamo con una metafora: entrereste dal parrucchiere chiedendo di farvi colore, taglio e piega in meno di dieci minuti perché avete fretta? Io non lo farei. Per quanto aspettare possa annoiarmi, so che occorre del tempo perché tutto sia fatto nel modo giusto. A che pro mettere fretta? Andrei a perderci io.

Stesso discorso vale per un qualunque servizio letterario. Non abbiate fretta, siate pazienti, le cose devono essere fatte nel migliore dei modi e nei tempi necessari perché ciò avvenga. Se avete delle scadenze, non muovetevi all’ultimo: un romanzo/saggio/manuale non può essere impaginato al volo in pochi giorni perché ne avete bisogno entro domenica e ve ne siete ricordati mercoledì.

Chi lavora in editoria sa che ormai questo campo si basa sul “fare le cose all’ultimo secondo”. Tradurre un romanzo al volo, scrivere un manuale al volo, editare al volo, impaginare al volo. Questo, aggiungerei, è anche il motivo per cui tantissime pubblicazioni sono di scarsa qualità (e parlo anche delle grandi case editrici). Chi si autopubblica non deve sottostare alle deadline asfissianti (e controproducenti) degli editori. Può fare le cose per bene, dedicare al proprio libro il tempo che merita. Perché avere fretta?

Questo è un tema che ci sta molto a cuore e ci teniamo davvero che il nostro rifiuto di comprimere le tempistiche all’inverosimile non sia scambiato per scortesia. L’obiettivo è un servizio di qualità, sempre e comunque. 🙂

A presto!




Perché pagare per una recensione? Studio83, ti scrivo

Se hai scritto un libro e lo hai anche pubblicato, ti trovi di fronte a un bel traguardo!
Taglia pure la fatidica linea e… ricomincia a correre.

La pubblicazione segna il punto di un nuovo inizio. Il tuo libro è nel mondo, da ora in poi puoi smettere di correggerlo e revisionarlo e puoi dedicarti a promuoverlo.

La recensione è uno strumento importante per la vita di un libro pubblicato. È grazie alle recensioni che i lettori scoprono che il tuo libro esiste, capiscono se può interessare loro e decidono se leggerlo o meno. È grazie alle recensioni che tu che scrivi capisci se hai fatto centro, se il tuo messaggio è arrivato, se (o meglio: come) puoi migliorare ancora. È (anche) grazie alle recensioni che il tuo editore si rilassa quel tanto che basta per considerare di pubblicarti ancora qualcos’altro!

recensioni-libri1 Le recensioni però non sono tutte uguali. E non tutte fanno bene al tuo libro e al tuo percorso di scrittura.

Se stai pensando a una stroncatura, frena: non è detto che una stroncatura faccia male alle vendite!
Se ad esempio attorno alla stroncatura si scatena un putiferio, questo potrebbe far bene alla “notorietà” del titolo, che comunque resterà impresso più facilmente nella mente di chi ha letto la discussione.
Se la suddetta discussione si mantiene in toni costruttivi, e magari affronta argomenti interessanti per chi legge, il titolo stroncato avrà dato un “valore aggiunto” ai lettori e sarà ben considerato, in ogni caso.
Se la stroncatura poi non è fine a se stessa ma argomentata e circostanziata… magari al titolo non farà benissimo, ma per lo scrittore è oro colato!

Ne parliamo in Come ricevere una stroncatura e vivere felici:

In realtà, aver affrontato il mondo esterno, aver inviato il proprio libro a rischio di ricevere feedback negativo è comunque un gesto necessario, che non si deve mai rimpiangere. Una recensione negativa non bloccherà le vendite del vostro romanzo, anche se probabilmente lì per lì vi deluderà: ma se il critico sa fare il suo lavoro, nella recensione avrà spiegato i motivi del suo parere. Ed ecco un modo fondamentale per trasformare una stroncatura in qualcosa di utile

Al di là del parere di merito, la recensione fatta bene è di utilità per tutti gli attori. Ne parlo nel post: Come si scrive una recensione uscito oggi nel mio blog L’arte di scrivere felici:

  • serve all’editore, perché mette in luce un suo titolo
  • serve all’autore, perché gli fornisce un feedback professionale
  • serve, soprattutto, al lettore, perché lo informa e gli propone interpretazioni e chiavi di lettura, magari corredate di approfondimenti a tema.

Ecco, il concetto chiave qui è la recensione fatta bene. Arriviamo al punto caldo: il titolo di oggi.

Caro Studio83,
ho appena pubblicato un libro, evviva! Potreste scriverci una recensione? Lo trovate in PDF in allegato.
Cari saluti!
Autore Appena Pubblicato

recensioni-libri2Caro AAP,
complimenti per la pubblicazione! Ti invitiamo a leggere la presentazione del nostro servizio di recensioni, lo trovi a questo link: servizio recensioni di Studio83. Se l’hai già letto ed è tutto chiaro, ti invitiamo a compilare il modulo di richiesta recensione, dove inserirai info sul tuo libro che ci servono per recensirlo, e a versare la quota prevista per il servizio.
A presto!
Studio83

Caro Studio83,
ah, perché, si paga?
Ok, ehm, vi farò sapere.
AAP

Sì, caro AAP e cari autori che cercate una recensione al vostro libro… le recensioni di Studio83 si pagano.
Abbiamo scelto questa strada per una serie di motivi. Gli stessi motivi per i quali, secondo noi, è giusto pagare per una recensione.

recensioni-libri51 – una recensione seria è un parere critico e argomentato su di un libro.

Declinato su Studio83: noi leggiamo il libro. Da cima a fondo, con attenzione, magari prendendo appunti e stendendo una bozza preliminare che poi andiamo a rivedere e integrare.

2 – una recensione seria è uno strumento di lavoro che tu puoi e devi usare come vuoi.

Quella di Studio83: puoi citarla, linkarla, metterla nel tuo blog, usarla come commento promozionale, stamparla in milioni di volantini e lanciarla da un aereo… una volta scritta, noi te la mandiamo ed è tua.

Nota bene: solo ottenuto il tuo permesso la pubblichiamo online. Abbiamo inaugurato questa politica qualche anno fa, in seguito a reazioni scomposte di alcuni autori a recensioni tra l’altro nemmeno troppo negative. Se siamo così brutte e cattive, ci siamo dette, magari possiamo sistemare le cose con un consenso preventivo. E vinciamo tutti.
Se non ci darai il permesso di pubblicarla, probabilmente sarà perché la recensione non è quello che ti aspettavi. Magari contiene note negative. Bene:

3- una recensione negativa, ma ben fatta è un punto di partenza importantissimo sul quale puoi lavorare, per migliorare la tua scrittura e per crescere.

Studio83: a prezzo minore di una scheda di valutazione, hai tra le mani il tuo radioso futuro. Comunque, da quando chiediamo il consenso preventivo e facciamo pagare tutte le recensioni, nessuno ha mai rifiutato di pubblicare una nostra recensione. Chissà perché?

4 – una recensione è solo parte di un processo professionale di lavoro.

Studio83: parliamo di procedure serie, affidabili e misurabili con le quali lavoriamo.
Il Forum Regaliamo Recensioni ti recensisce gratis, evviva, ma come? Conosci la persona che leggerà il tuo libro, puoi consultare le sue qualifiche professionali? Chi ti regala la recensione è in grado di darti tempistiche precise? Sai più o meno come scrive e come intende il mestiere e la critica letteraria?

Qui da noi è tutto nero su bianco.

recensioni-libri3

  1. Puoi leggere le decine (ormai centinaia?) di recensioni che abbiamo già pubblicato per farti un’idea di come lavoriamo. Eccole: Elenco Recensioni di Studio83
  2. Leggi le nostre bio e i nostri profili professionali. Qui: Studio83 – Chi siamo
  3. Compili la scheda e paghi. Tutto tramite il form di richiesta recensione.
  4. Ti rispondiamo entro sette giorni lavorativi, indicandoti modi e formati della spedizione e la persona che ti recensisce.
  5. Da lì in poi, parli direttamente con chi ti recensisce, che ti dà una tempistica e ti invia la recensione entro i tempi, chiedendoti poi il consenso.
  6. Se vuoi, ciliegina sulla torta: compili un questionario online dove ci puoi esprimere tutta la tua indignazione per il pessimo servizio ricevuto, poi vieni sul blog e sulla pagina Facebook pubblici e ci mandi affanculo svergognandoci.

…anche se in tanti anni di questa politica … devo continuare?

Quindi, se un sito con un alto page rank, con elevata interazione da parte dei lettori, con contenuti che sono rinnovati ed estesi frequentemente, e soprattutto con un seguito di visitatori che manifestano interessi e gusti che sono in sintonia con i temi trattati nel tuo libro, ti dovesse chiedere un pò di soldi per pubblicare un articolo che parla del tuo libro, alla fine non ci sarebbe niente di male.
Da: come non farsi truffare da siti che fanno recensioni a pagamento

Trovare chi ti scriva una recesione che meriti di essere pagata, comunque, non è facile. Lo so perché anche noi scriviamo: e qualche tempo fa, abbiamo cercato chi potesse recensire il nostro libro, Lezioni Sul Domani, anche a pagamento, ma con i giusti standard qui illustrati.

Lascio parlare Elena:

 Nel 2011 Giulia Abbate e io abbiamo pubblicato una raccolta di racconti di fantascienza presso CastelloVolante Editore, intitolata Lezioni sul Domani. Il primo passo è stato mettermi alla ricerca di qualcuno disposto a leggerlo e recensirlo.

Siccome lo faccio per lavoro da anni, ho dato per scontato che la ricerca non sarebbe stata così dura… ma mi sbagliavo.

Ho contattato alcuni siti e portali di recensioni a pagamento: leggere e recensire è un lavoro e trovo giusto retribuirlo. Tralasciamo chi mi ha proposto di scrivermela da sola (!) e di pagare perché la mia auto-recensione fosse ospitata. La cifra media propostami era sui 30 euro + Iva, ma leggendo le recensioni già pubblicate notavo una certa superficialità: la tendenza a dare giudizi positivi molto facili (e quindi poco utili o credibili), oppure a riassumere semplicemente la trama dei libri con un rapido commento finale.

Con altri blog e siti contrari al pagamento, che quindi lo fanno gratuitamente, mi è andata anche peggio: non ho mai ricevuto risposta.

Quindi: ci sono comunque dei casi nei quali NON è giusto pagare per una recensione.
Forse tu, caro AAP, ti riferivi a quei casi.
Forse quello che cercavi era:

  • un post, in un blog zeppo di post uguali a quello, nel quale scriviamo la quarta di copertina del tuo libro. Però: non è una recensione, ma un’informazione. Tutt’al più un pubbliredazionale.
  • Un post lungo e approfondito sulla tua opera da parte di promotori culturali indipendenti, che non si curano del vile denaro ma hanno a cuore la crescita culturale e ideale della società. Però: non è una recensione, ma propaganda. Tutt’al più un onesto hobby, bello, ma ti garantisce uno standard medio e minimo di servizio?
    Oh, che cavolo vuoi? Lo sto leggendo, d’accordo, ce l’ho da nove mesi, ma che vuoi, manco mi paghi! Zitto e ringrazia!
    Non lo sto inventando. L’ho visto succedere. E non è bello.
  • Un post scritto con tutte le keywords e i tag social al posto giusto, piazzato in un incrocio strategico di web traffico che ti alza il rank. Però: non è una recensione, ma una promozione.

Ciò implica che l’informazione pagata sia per forza corrotta e dominata dal migliore offerente? Niente affatto: io (ufficio stampa), se non sono in malafede, ti cerco per avere una recensione ritenendo che la tua opinione e che quella della tua testata siano sufficientemente valide da indurmi a bussare alla tua porta. Non ti cerco, pagandoti o meno, perché parli per forza bene del prodotto che ti sto proponendo.
Da: è giusto farsi pagare per scrivere recensioni?

Usciamo dalla dicotomia “o i soldi o l’etica”. Ci si apre uno scenario diverso, più tranquillizzante perché più chiaro:

  1. io vendo un servizio
  2. mi impegno perché questo servizio sia erogato in modo preciso e affidabile
  3. …e perché sia davvero di servizio. Cioè utile e di valore.

Non è utile fare complimenti così l’autore gongola ed è felice, ma è preso in giro.
Non è utile stroncare ferocemente così gli autori che desideravano una recensione scappano via a gambe levate.
Non è utile buttare giù tre cavolate dopo aver letto la prima e l’ultima pagina, così sono i lettori a scappare a gambe levate.

È utile leggere, ragionare e scrivere una bella recensione, con onestà, trasparenza e competenza.

Il resto… è fuffa.

recensioni-libri4Per scoprire qualcosa in più sul nostro servizio di recensioni: Studio83 – Recensioni per scrittori

Per sapere cosa significa nei fatti “scrivere una bella recensione”, puoi leggere il PDF “Come si scrive una recensione”, che puoi scaricare dal mio blog: L’arte di Scrivere Felici: Come si scrive una recensione

Tu hai mai dovuto cercare una recensione? Com’è andata? Pensi sia giusto pagare per una recensione? Faccelo sapere nei commenti!




Informarsi sull’interlocutore – Studio83, ti scrivo

Accuratezza nella redazione dei comunicati stampa, autopromozioni efficaci… dopo aver trattato questi argomenti, oggi parliamo di un’altra tipologia di e-mail che riceviamo spesso.

Spett.le casa editrice Studio83,

sono l’autore X e ho scritto il romanzo Y. Vorrei sottoporvelo sperando di essere da voi pubblicato.

Attenzione a dove vola il vostro piccione viaggiatore!

E-mail di questo genere arrivano molto spesso. Di norma rispondo spiegando che non siamo una casa editrice e illustrando quali sono invece i nostri servizi, ma credo che comunicazioni del genere siano indice di un problema che riguarda alcuni autori. Scrivere è fondamentale, ma lo è anche leggere, e non parliamo solo dei classici. Prima di mettersi in contatto con qualsivoglia interlocutore è bene informarsi su chi esso sia, su quali siano i suoi effettivi ambiti di competenza: oggi esistono i siti internet, che permettono di farsi un’immediata idea delle realtà con cui vorremmo stabilire una sinergia.

Lavorando con gli esordienti sappiamo che un errore comune è proprio correre troppo, anteporre l’entusiasmo del proporsi a una più ragionata ricerca dell’interlocutore adatto; finché i destinatari della comunicazione sbagliata siamo noi di Studio83 il danno è minimo, a parte l’aver perso tempo sia noi che gli autori coinvolti 🙂

Tuttavia, ciò fa supporre che questi autori applichino le stesse modalità nel rapportarsi alle case editrici, proponendosi senza prima informarsi. Ecco perché manoscritti rosa finiscono nella casella postale di editori di fantascienza, sillogi poetiche in quelle di editori di saggistica, saggi sul sedanorapa uruguayano nella posta di una casa editrice per bambini. Commettere una simile leggerezza comporta:

  • tempo perso per l’autore, spesso anche spese inutili per la spedizione di plichi cartacei;
  • tempo perso per l’editore, che si trova sommerso di materiale non pertinente;
  • una brutta figura da parte dell’autore.

Molto importante, non finiremo mai di dirlo, è informarsi, informarsi, informarsi. Proporsi agli editori non deve essere uno “sparare nel mucchio”, spammarsi a destra e a manca sperando prima o poi di finire nella casella postale della persona giusta. Si tratta di un atteggiamento poco professionale… e, per pubblicare, la professionalità è d’obbligo.

Per questo motivo, la spedizione del proprio romanzo deve essere sempre preceduta da un delicato lavoro di documentazione e ricerca degli editori il cui catalogo è pertinente col nostro lavoro. Bisogna leggere bene quali sono le modalità di invio richieste (cartaceo, sinossi, primi capitoli ecc), se ci sono specifiche finestre temporali in cui effettuare l’invio (alcuni editori accettano manoscritti in visione solo durante alcuni periodi dell’anno), nonché studiarsi il catalogo per conoscere più a fondo chi andremo a contattare.

handshake

Un lavoro del genere porta a una strategia migliore, a un uso oculato delle proprie energie e, soprattutto, a maggiori probabilità di ottenere il riscontro positivo che tanto desideriamo.

Buon lavoro!^^




Promozioni efficaci – Studio83, ti scrivo

Nella nostra nuova rubrica “Studio83 ti scrivo“, prendiamo come spunto alcune mail e comunicazioni delle tante che riceviamo: non per critiche o per lagne, ma per imparare insieme qualcosa di nuovo e utile.

Il post precedente in cui parlavamo dell‘importanza di una comunicazione accurata dai dettagli rifiniti prendeva a esempio un addetto stampa. Oggi cambiamo “sponda”: da editori e uffici stampa ci rivolgiamo agli autori.

Che si tratti di self publisher, di autori indipendenti o di scrittori pubblicati “tradizionalmente” dalle case editrici, essi sono coinvolti sempre di più in prima persona anche in aspetti pratici che riguardano il loro libro, come la promozione del titolo o degli eventi.

Ecco un genere di comunicazione che riceviamo spesso:

Caro Studio83,
grazie ai vostri consigli sono stato finalmente pubblicato! Il mio libro “L’Autore si promuove” uscirà tra un mese e lo presenterò alla Fiera degli Autori. Potreste segnalarlo anche sul vostro blog? Dopotutto sono un autore anche grazie a voi!
Grazie e a presto!
Autore Che Si Promuove

(Un mese dopo)
Caro Studio83,
La presentazione è andata benissimo, grazie della segnalazione sul vostro blog! Ne faccio un’altra alla Fiera Parallela, la prossima settimana, potete segnalarla sul blog? Grazie!
ACSP

Caro Studio83,
presenterò il libro tra venti giorni alla Libreria degli Autori della mia città, in allegato dettagli, potete segnalarlo sul blog?

Caro Studio83, mi hanno intervistato ieri,
Ho vinto un premio nella mia città,
Ho pubblicato un nuovo racconto in un’antologia,
…potete segnalarlo sul vostro blog?

Ecco, chiariamo subito una cosa: mail del genere ci suscitano felicità e orgoglio. Lavoriamo con tantissimi scrittori e scrittrici che iniziano a passi incerti con timidi manoscritti e intraprendono insieme a noi percorsi espressivi belli e soddisfacenti. Dopotutto, questa è la nostra missione!

Quindi se hai lavorato insieme a noi e vuoi scriverci per raccontarci dei tuoi successi, avrai sempre un’accoglienza più che calorosa.
Avrai anche una domanda come risposta: pensi davvero che una segnalazione sul nostro blog possa servire alla tua promozione?

La base di ogni promozione fatta bene (e non solo di quella) è la definizione del target. E basta farsi un giro in questo blog per capire che non è rivolto a lettori curiosi in cerca di eventi ai quali partecipare.

Nel momento in cui organizziamo una presentazione letteraria, ad esempio, noi di Studio83 cerchiamo di comunicarla a fasce precise di pubblico:

  • chi può essere interessato al genere dell’opera presentata: spesso questa predilezione si accompagna a dei dati anagrafici che cerchiamo di estrapolare, pur non considerandoli in modo rigido;
  • chi tratta l’argomento dal punto di vista professionale: giornalisti di cronaca o eventi locali, blog generalisti con le categorie “eventi”;
  • opinion leader o esperti tecnici di qualche aspetto particolare toccato anche dal libro, per sfruttare un interesse “dal particolare al generale”;
  • chi è nei paraggi: una presentazione letteraria si svolge in un luogo definito e la promozione sul territorio, fatta di tante azioni coordinate, è importantissima.

Bisogna anche considerare che un conto è un evento unico: ne abbiamo segnalati diversi anche noi, lo facciamo ogni tanto e con moderazione ma con piacere. Un conto è un tour o una serie di segnalazioni relative a un singolo titolo/autore.

Mettiamoci, da scrittori, nei panni del lettore: in un blog che parla di autori esordienti e di scrittura, cosa può sembrare una serie di post che segnalano le trenta presentazioni di ACSP in giro per l’Italia e la sua rassegna stampa a puntate? Non potrebbe puzzare di pura e semplice pubblicità? ACSP è superbravo, presenta qui, pubblica là, lo trovate così e cosà… O peggio ancora: ACSP è un nostro autore, è merito nostro se domani è lì, dopodomani là…
E nel momento in cui un lettore sente puzza di inganno, ha voglia di andare avanti con la lettura, oppure storce il naso e passa ad altro?

Una promozione fatta bene è figlia di una strategia.
Questa strategia può anche tener conto che esiste un’associazione amica che per una volta può servire da megafono. Ma attenzione a non strafare! Il bombing indiscriminato sembra efficace, ma è solo efficiente. E nemmeno per molto!

Auguri comunque a tutti gli autori. Scriveteci e leggeremo. E pubblicheremo… quando serve a tutti quanti!




Studio83, ti scrivo…

Ogni giorno da sette anni riceviamo mail e comunicazioni da autori, editori e persone interessate al mondo del libro.

Nella rubrica Vita da critico abbiamo riportato qualche aneddoto

su quanto è brutto il nostro lavoro e quanti pazzi ci sono in giro.

Con questa nuova “Studio83, ti scrivo…” useremo alcuni passi delle mail che riceviamo come input per parlare insieme, per confrontarci e imparare. Perché ce n’è sempre di nuove, chi lavora a contatto diretto con il pubblico lo sa bene e forse il bello è anche questo!

Inauguro la rubrica con una mail appena arrivata: per parlare dell’importanza di essere accurati.

La mail è breve, ben confezionata e mi vuole informare della nascita di una nuova casa editrice piccola, indipendente e locale, di cui forse parlerò più avanti. Bene! Ma.

Ma esordisce così:

Gentile interlocutore,

è con piacere che si porta alla Vs. conoscenza l’avvio delle pubblicazioni del nuovo marchio editoriale
Eccetera, eccetera.

Ecco, io su un inizio del genere metto un grande punto interrogativo.

Capisco che tali comunicazioni siano a pioggia indifferenziata e che non ci sia tempo/voglia/modo di personalizzarle singolarmente.
Però a me “interlocutore” non l’ha mai detto nessuno.

Una formula tanto impersonale leva smalto a qualunque bella notizia ci sia dopo. Perché chiunque di noi, addetto stampa, redattore, critico, lettore, scrittore, editore… non ama sentirsi “uno qualunque del mucchio in FWD”: la morte dell’efficacia, l’eutanasia del marketing.

“Redazione”, “Salve a tutti”, “Amici”, “Spettabile”, anche un semplice “Salve” o “Buongiorno” sono il pane di tutti noi, ci aiutano a uscire dall’imbarazzo telematico e non fanno suonare sgradevoli campanellini.
Perché qui non parliamo di quanto sia bella o importante la mia persona (lo è) o di quanto la casa editrice sia ottima e di belle speranze (lo è).
Parliamo di quanto la comunicazione che tu mandi fuori ottiene l’effetto che tu vuoi che ottenga.

Amici scrittori, a voi non suona nessun campanellino?

Questa prima mail può insegnarci una preziosa lezione per chiunque debba comunicare.

Non importa se scrivi un comunicato stampa o un romanzo sperimentale: ricorda che il diavolo si nasconde nei dettagli!

Alla prossima mail!