“La città delle memorie pre-cosmiche” di Howard P. Lovecraft. Considerazioni finali/Halloween 2022

Questo articolo è pubblicato nella cornice della rassegna collettiva di dieci giorni dedicata ad Halloween 2022.

Questa è la decima giornata, il rush finale: OMAGGIO A H.P. LOVECRAFT!

Recensione a cura di Alessandra Micheli

Ci sono giorni in cui è molto difficile guardare avanti.
Tutto crolla di fronte ai nostri occhi attoniti.
Le paura ghignano serafiche alle finestre del nostro io.
E non puoi far altro che ricostruire l’edificio crollato, cercando la pietra giusta per poterlo comporre, nuovo o vecchio non importa.
Basta che sia lì ad animare il tuo deserto interiore.

Sono giorni in cui ti senti solo, magari anche umiliato in quei tentativi affannosi di dimostrare che dentro di te brilla davvero una luce speciale.

E fidatevi, miei mostriciattoli, è davvero difficile vivere in una realtà che cambia, mastica e maciulla ogni certezza..

Questo non è un tempo facile.
Né una dimensione soave.
E’ feroce ogni incontro, molto più dei temuti grandi antichi.
Forse perché non riesci davvero a gestirle.

E’ più facile trovarsi di fronte alieni e le emozioni orribili che suscitano, piuttosto che sogni infranti e delusioni.
Come si fa a sopravvivere, allora?

Immaginando.

Sognando e attendendo nelle profondità dell’abisso, cosi come fa Chtulhu.
Magari rifugiandoci in qualche nostro personale paradiso.
Magari non sarà colorato, o lieto.
Non ci saranno fate o chissà quali esserini brillanti.
Magari saranno guglie distorte.
Grotte simili a alveari.
O sarà una città cosi unica e straordinaria da sembrare evanescente e impossibile.

Ognuno di noi  ha la sua città dalle memorie precosmiche.
Racchiusa in quel cuore pieno di cicatrici.
Racchiusa in quell’anima delusa, affranta, vilipesa.
Racchiusa nel fondo di quel cassetto privato, custodito gelosamente da protoplasmi pronti a difenderlo a ogni costo.

Ecco perché questo è il racconto con cui concludo questo nostro viaggio.
E’ cosi bello, cosi mio che desidero regalarlo a ciascuno di voi.


Quanto la saluta sarà ripida, irta di sassi acuminati.
Quando vi troverete di notte, con lacrime invisibili che scendono sul vostro viso, mentre ascolterete parola di ghiaccio ferirvi.
O assisterete al massacro di ogni illusione, di ogni sogno, di ogni chimera…sarà quella città a ospitarvi.
E a permettervi di risalire la china pi forti, più alieni a questo mondo che non vi conosce, non vi ascolta e non è affatto per voi.

Voi appartenete a quella città strana, distorta, estranee ma profondamente vostra.

Buon Halloween!

A cura di Alessandra Micheli


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