Stranimondi 2026: ecco com’è andata!
Giulia ha partecipato alla dodicesima edizione di “Stranimondi. Fiera del libro fantastico, di fantascienza e weird” tenutasi a Milano il 17 e 18 ottobre 2026, presso lo spazio Gadames57 in via Gadames 57.
Ecco il suo resoconto!
Diversi cambiamenti hanno salutato l’edizione di Stranimondi del 2026. La dodicesima edizione della popolarissima kermesse del libro fantastico quest’anno ha visto diverse novità rispetto alle caratteristiche a cui i frequentatori più fedeli erano abituati.
Il cambiamento più grande è stato la modifica della sede: la manifestazione ha lasciato la Casa dei Giochi UESM in zona viale Monza, che è stata la casa di Strani Mondi per dodici anni (oltre che dei Delos Days).
Questa sede, alla quale eravamo tutti un po’ legati affettivamente, era ormai troppo piccola, rispetto alla grande affluenza di persone degli ultimi anni. Stranimondi, infatti, si è imposta come appuntamento di rilevanza ormai nazionale. Gli organizzatori sono riusciti a trovare una sistemazione più grande e abbiamo quindi salutato la Casa dei Giochi, che non possiamo che ringraziare per aver sostenuto e ospitato la manifestazione in tutti questi anni (resta la sede di Marginalia, prevista a marzo e dedicata al weird e all’horror).
La nuova sede ha colpito per la sua bellezza: è lo spazio Gadames57, di recente costruzione, con dotazioni tecniche nuove e moderne e molti confort.
Tanto per gradire, in diversi si sono lamentati della posizione: viale Certosa, e quel tratto in particolare, all’altezza proprio della Certosa di Garegnano, non è collegato bene alla Stazione Centrale in quanto non immediatamente contiguo alla metropolitana. È vero. Allo stesso tempo, essendo stata utente dei mezzi pubblici a Roma per i primi vent’anni della mia vita, avrei qualche riserva su questo tipo di considerazioni; ed essendo vissuta a Milano per i successivi vent’anni, posso consolare chi programma nuove visite: la zona di viale Certosa è in crescita e a causa della “gentrificazione” – che porta tanti problemi ma credo abbia favorito anche la nascita dello stesso spazio Gadames57 – suppongo che presto anche la situazione dei mezzi pubblici e dei collegamenti possa vedere un netto miglioramento.
Ora parliamo degli interni. La palazzina, moderna e luminosa, ha due piani. Ha più del doppio dello spazio per gli espositori, che infatti quest’anno erano 60, dai 30 dello scorso anno, con interessanti nuovi ingressi. Penso a case editrici che hanno portato il romantasy, e penso a un paio di autori in self-pub. Parlerò più avanti di altre novità che mi riguardano direttamente.
Oltre ai nuovi espositori, abbiamo visto un pubblico aumentato e diversificato: un pubblico giovane, che viene a leggere libri, a sentire i panel, ma che a propria volta porta contenuti, novità, vitalità. È molto bello che ci sia, e ne va reso merito agli organizzatori, che quest’anno hanno fatto anche un intenso lavoro di ufficio stampa, hanno cercato media partner, hanno comunicato sui social in modo più incisivo.
La cosa è dimostrata dalla forte presenza di Stranimondi e notizie correlate su profili di booktoker molto vari. Nella galassia social, infatti, la presenza di Stranimondi quest’anno si è notata: se ne è parlato prima, con anticipazioni, preparazioni, viaggi e spostamenti; ci sono state foto e video del “durante” e in seguito fiti di acquisti e “book haul” (non amo gli anglismi, ma il termine bellico “bottino” usato per i libri nemmeno mi ha mai fatta impazzire).
Insomma, Stranimondi sta mettendo un piede fuori dalla nicchia e lo sta facendo bene, in un modo bello da vedere: è entusiasmante farne parte e accade grazie alla costanza, alla tenacia e alla capacità di innovare dell’organizzazione di Stranimondi: lo Stranostaff!
Quest’anno lo Stranostaff è stato aiutato – per sua fortuna, visto che il lavoro è stato tantissimo – dal personale tecnico messo a disposizione dallo spazio. Addetti che hanno svolto un ottimo lavoro di assistenza, accompagnamento, consultazione, informazioni e presidio tecnico per quanto riguarda i panel, le proiezioni e tutte le questioni legate alla messa in atto tecnica dei vari incontri.
Un altro neo evidenziato da diverse persone è stata la carenza di posti a sedere: fuori nel cortiletto – che domenica non si è potuto usare, visto che il tempo era brutto; e ancor di più dentro, dove davvero non c’era spazio per poggiarsi un attimo, se non infilandosi in una sala o in un panel e approfittare della seduta per riposarsi e sfogliare i libri acquistati. Anche il bar era piccolino e poco presidiato. In compenso i servizi erano puliti e presenti in ogni piano, elemento questo che è troppo spesso trascurato nelle fiere, ma che da sempre ripeto essere cruciale. “Mens sana in corpore sano” non vale solo per massimi sistemi ma anche per la possibilità di passare una giornata tra libri e cultura senza finire con i dolori di pancia o disgustati dalle condizioni di un gabinetto.
Una cosa che ho apprezzato moltissimo: i pannelli informativi “Se sei qui, puoi votare al Premio Italia”.
Per diversi anni (e diversi anni fa, a dire il vero, visto che non ne parliamo da un po’) noi di Studio83 abbiamo sostenuto l’idea che il Premio Italia vada allargato, che si dovesse per lo meno informare meglio i frequentatori di fiere dell’esistenza di questo trofeo e della possibilità di “farne parte” – ovvero seguirne l’iter per segnalare, votare e premiare le proprie opere preferite. Una volta proponemmo perfino di inserire una pagina informativa dentro ogni testo fantastico sfornato dalle CE indipendenti interessate a concorrere, ma ricordo che la cosa parve un po’ troppo estrema e non la ripetemmo più. Distribuire pannelli informativi – belli, chiari, visibili e numerosi – nello spazio molto frequentato di Stranimondi mi pare una pensata altrettanto costruttiva ed efficace. Vedremo nelle prossime tornate del Premio Italia come questo tentativo di allargamento andrà a modificare la situazione (penso anche a titoli diversi, a nuove case editrici in gara, e così via). Ottimo!
Qualche parola, ora, sulla mia partecipazione.
Ho trascorso a Stranimondi poco più di una mezza giornata: un’ora e spiccioli per il mio panel mattutino “Il fantastico sui banchi di scuola”, iniziato alle 10:30; dopo la conclusione, un rapido giro tra la folla che era già una calca, e poi fuori per il pranzo; alle 14:30 ho seguito il panel dedicato a Urania, su cui pure spenderò qualche parola.
Sono molto contenta di essere riuscita, quest’anno, a portare un nuovo contributo alla fiera: un incontro in cui per la prima volta si è parlato di lettura e scrittura del fantastico nelle scuole. Qualche anno fa, insieme a Franco Ricciardiello e a Emanuele Manco avevamo animato un panel sulla “Didattica della fantascienza”, ma era rivolto agli scrittori; quest’anno, con il prezioso contributo di Chiara Magnani, editor Rizzoli Education, e Matteo Biagi, insegnante e formatore, i partecipanti hanno potuto scoprire una prospettiva nuova, ma preziosissima, direi anzi cruciale, in un contesto nazionale nel quale più si cresce e meno si legge.


Nel corso della chiacchierata, abbiamo toccato rapidamente, a titolo di caso studio, anche qualche aspetto del mio romanzo “Il sogno della foresta”, con cui sono riuscita a portare il solarpunk per la prima volta in un contesto mainstream, di una casa editrice cosiddetta big, e sempre per la prima volta sui banchi di scuola. Ne sono molto fiera, come sono fiera di un ulteriore prima volta: quella di Rizzoli, una grande casa editrice, nel contesto di Stranimondi, che rappresenta invece l’editoria indipendente e di nicchia. Il panel si è concluso con interessanti domande anche dal pubblico, più di una trentina di persone: in una sala che ne poteva contenere un centinaio non sembravano molte, ma alle 10:30 di sabato mattina è stato un risultato ottimo: grazie!
L’altro panel a cui ho partecipato, nel pubblico, mi è parso un altro momento di novità e buone disposizioni. Nel corso della presentazione delle novità Urania dell’anno a venire, il direttore editoriale Franco Forte ha annunciato che l’antologia estiva del 2027, appuntamento ormai di tradizione per la narrativa breve fantastica italiana, sarà curata da Flavia Imperi e non sarà incentrata sulla fantascienza.


Per citare Flavia, e le sue prime parole al microfono: “Ragazzi, il fantasy torna su Urania!”.
Questa frase è stata seguita da un bell’applauso in una sala piena oltre la capienza, di un pubblico in cui evidentemente i fantascientisti non erano la maggioranza! Dico questo perché, da cultrice del genere, io stessa propendo più per viaggi nel tempo e armi cibernetiche rispetto a rettili alati, bacchette magiche e archi degli eroi. Allo stesso tempo, non posso che essere sinceramente felice che un genere che vanta ottime penne italiane e storie appassionanti possa avere uno spazio che permetta di rivolgersi a un pubblico ampio come quello delle edicole. Imperi ha presentato gli autori da lei inclusi nella raccolta, scrittori esperti e dotati, e Urania si conferma un importante punto di connessione tra i talenti nostrani e un pubblico sempre più disposto a leggerli, avendone la possibilità.
Dopodiché, era già pomeriggio inoltrato quando ho fatto un altro “rapido” giro: la calca era tanta e mi scuso con gli amici che non sono riuscita a salutare.
Ho avuto il piacere di incontrare alcuni membri in forze del CSU e di sfogliare la nuova rivista del collettivo, Materia Oscura, alla quale ho contribuito con un articolo sulla fantascienza sociale.
E ho avuto altrettanto piacere nel vedere, sul banco Delos, le copie in anteprima di Romance Magazine, la rivista dedicata al romance di cui sono direttrice editoriale, e che ho rimesso in piedi con l’indispensabile aiuto di una redazione motivata e competente.


“Il sogno della foresta”, Romance Magazine e Materia Oscura: tre titoli che sono tutto un programma, tre diversi ruoli editoriali, tre articolazioni del mio lavoro che mi dona sempre un’abbondanza di sfumature (e di sfide) che mi arricchisce la vita, e che spero piacerà ai lettori.

Dopo l’ultima ricognizione, emersa dalla ressa sono tornata a casa, nella mia amena provincia a mezz’ora dalla città, felice di aver assistito a un evento di grande successo, che dà segni di ottima salute e fa sperare bene e sempre meglio anche per le prossime edizioni.
Grazie, Stranimondi!

