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Il complemento di vocazione – Appunti di editing

Tempo fa, su Facebook, circolava un’immagine scherzosa ma interessante che illustrava le conseguenze di un errore molto frequente tra gli scrittori esordienti: l’assenza della virgola prima del complemento di vocazione.

L’immagine mostrava due frasi:

“Voglio mangiare nonna.”

“Voglio mangiare, nonna.”

Con una conclusione: una virgola può salvare una vita!

Sei salva, nonnina!

Scherzi a parte, l’assenza della virgola prima del complemento di vocazione è un errore in cui mi imbatto davvero di frequente, ed è anche un errore molto grave. Senza virgola, infatti, il complemento di vocazione diventa complemento oggetto, stravolgendo il senso della frase.

“Ascolta, Maria!” [sto invitando Maria ad ascoltarmi]

“Ascolta Maria!” [sto invitando il mio interlocutore ad ascoltare ciò che dice Maria]

Ricordiamo quindi di porre molta attenzione a questo aspetto: ogni volta che abbiamo un dubbio, un’attenta analisi logica di ciò che abbiamo scritto ci aiuterà a non cadere in errore.

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5 Replies to “Il complemento di vocazione – Appunti di editing”

  1. Rose ha detto:

    Oggi si usa meno punteggiatura, ma ci sono casi in cui è indispensabile. Mi sembra strano che un aspirante scrittore non ci arrivi da sè.

    Se posso permettermi, qualche volta potete parlare della “d” eufonica? So che sarebbe da eliminare, tranne nei casi in cui la parola successiva inizi con la stessa vocale, ma ne vedo sempre un mucchio in giro. Grazie. 🙂

    1. Studio83 ha detto:

      Salve, Rose!
      Certo che puoi permetterti, anzi, mi fa molto piacere ricevere richieste specifiche sui nostri appunti di editing. Il loro scopo è essere utili per gli scrittori, quindi ben vengano i suggerimenti sui temi da affrontare 🙂
      Il prossimo appunto sarà sulla “d” eufonica (che è un problema relativo alla correzione di bozze più che all’editing, ma è comunque un dettaglio importante… perché è uno di quei dettagli che gli editori notano, quando vanno a valutare un manoscritto).

      Elena Di Fazio

  2. Rose ha detto:

    Ah, bene! Grazie mille. 😀

  3. Emanuela ha detto:

    Ah, io di frasi dove non si usa il vocativo ne ho davvero trovate tante, troppe forse. E mi fanno sempre storcere il naso. Avete ragione, una virgola può salvare una vita!

    1. Giulia A. ha detto:

      🙂 Il vocativo è un ottimo strumento per aumentare un po’ la tensione narrativa, o per dare tono o enfasi a un dialogo, o anche solo per “fissare” nella mente del lettore un certo nome. Però è come il sale: quando è un pizzico ci sta bene, quando è un profluvio è indigeribile!
      E ricordiamoci che non possiamo mangiare nonne, quindi PIANO, sia con le spezie, sia con i vocativi!
      🙂 🙂
      Grazie per il tuo commento, benvenuta e a presto!

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