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L’apparenza conta! – Studio83 ti scrivo

Qualche mese fa, ho ricevuto una mail nella quale era scritto:

come posso lavorare per voi come correttore di bozze

Per essere chiara: nella mail era scritto questo e solo questo.
Non c’erano intestazioni, non c’erano saluti, non c’era nemmeno la firma.

Alla mail era allegato un curriculum, così ho tolto le mani dai capelli e l’ho aperto e letto.
Oltre a informarmi del fatto che la persona in questione aveva frequentato una prestigiosa scuola di scrittura italiana, il CV mi ha dato un’informazione ancora più preziosa. Purtroppo.

Il curriculum dell’aspirante correttore di bozze era pieno zeppo di refusi.

Ora, la questione sembra semplice da spiegare, la conclusione è ovvia e potremmo essere tutti d’accordo: la persona che ha scritto una simile mail non può lavorare come correttore di bozze.

Gli ho quindi gentilmente risposto che non siamo alla ricerca di collaboratori, come scritto chiaramente nella pagina dei nostri contatti, e tanti saluti.

Purtroppo però questa mail non è un caso isolato. Abbiamo già parlato, in un post di questa serie di qualche mese fa, di quanto sia importante informarsi sul proprio interlocutore prima di scrivergli. Qui siamo a un livello ancora inferiore. E sono sicura che qualsiasi collega, sia un blogger o un editor o un redattore di un forum o di una casa editrice, ha ricevuto molte mail come questa. Come capita a noi, del resto.

Ma perché? Possibile che non ci si renda conto di un concetto tanto basilare?

La prima impressione è importante e non basta documentare studi brillanti e scuole alla moda per qualificarsi. Anzi, a volte accade il contrario: una persona che si presenta in modo brillante, o che dà un’impressione di serietà, fa più strada di chi ha studi ed esperienza maggiori ma si propone in modo sciatto e sconclusionato.

Si dice che non bisogna giudicare un libro dalla copertina.
Dal punto di vista umano, bloccarsi a una prima impressione può precludere tante belle scoperte, questo è certo.


Dal punto di vista professionale però la prima impressione, la “copertina”, è un elemento fondante del giudizio.

Non posso dare fiducia a una persona che viene a chiedermi lavoro, o pubblicazione, o spazio e che non si degna nemmeno di scrivere una mail seguendo i più elementari concetti di educazione e forma!

Un aspirante correttore di bozze con il CV pieno di refusi è poi quanto di meno rassicurante ci possa essere. Poprio come un aspirante scrittore che scrive male una lettera di presentazione, o peggio ancora non la scrive proprio e si limita al proverbiale: “Allego manoscritto.”

Quindi, cara autrice o caro autore in erba che leggi queste righe, una calda raccomandazione: presta molta attenzione alla tua “copertina”. Il tempo impiegato a scrivere una bella mail di presentazione e a correggerla scrupolosamente non è tempo perso, è tempo investito per il meglio!

Così come tempo ben speso è quello che dedicherai a conoscere l’editore o la realtà alla quale scrivi: non basta navigare il sito alla ricerca della mail, fermati anche a capire di chi si tratta, come si pone (formale? Informale? Militante? Scientifico?), in che modo preferisce ricevere le comunicazioni e cosa cerca.
(E se nella sua pagina dei contatti c’è scritto in rosso che non è alla ricerca di collaboratori, secondo te cosa potrà mai risponderti se ti proponi come tale?)

Una volta parlavo con un illustre scrittore che, in veste di curatore di un volume che stava per uscire, mi disse con disinvoltura:

La copertina conta poco o pochissimo nel successo di vendite di un libro!

Questo non è assolutamente vero. Una bella copertina è un elemento importantissimo nel successo di un libro!

“Don’t judge a book by its cover!” cantava Frank ‘n’ Further. Ma NON parlava di libri!

Purtroppo o per fortuna, vale anche per le persone. Purtroppo, perché a volte uno sbaglio “di superficie” rallenta un percorso. Per fortuna, perché la buona riuscita della prima impressione è nelle tue mani!

Attenzione, tempo e cura sono elementi ricercati.
Puoi darne prova sin da subito presentandoti in modo cortese, educato, positivo e mirato. Ricorda che anche se non lo fai stai dicendo qualcosa di te. Quindi comunica le cose giuste, con la forma più adeguata, per introdurre nel modo più efficace i tuoi contenuti di valore.

Spesso ci fermiamo al biniomio “sì/no”. Non è tutto qui: anche nel caso in cui ti dovesse arrivare una risposta negativa, ricorda che quando lasci una buona impressione di te e delle tue parole, stai mettendo un “capitale” in banca: quello relativo alla tua reputazione, che, credimi, paga sempre!

(Tanto per concludere la nostra storia: l’aspirante correttore in questione mi ha poi risposto di nuovo, dicendomi che amava molto questo lavoro ed era disponibile a svolgerlo anche gratis, per pura passione. E qui l’ultimo consiglio: mai, mai, mai lavorare o far lavorare gratis, perché il lavoro svolto per niente dà garanzia di qualità pari a… niente!)

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