Tra monito e profezia: itinerari di fantascienza sociale – VIDEO e considerazioni

Sabato 20 novembre alle 21:00 si è svolto alla biblioteca pubblica di Renate un incontro dedicato alla fantascienza: la scrittrice e ricercatrice scientifica Sephira Riva ha dialogato insieme a noi e al pubblico presente, molto coinvolto e attivo, sulla fantascienza e sulle sue potenzialità.

Il video è stato trasmesso in diretta sulla pagina facebook di Moedisia, il blog di Sephira Riva e Gloria Bernareggi. Ora, facebook ha simpaticamente deciso di ostacolare le condivisioni di video, e non riusciamo a riportare direttamente il video nel post.

Per ora vi lasciamo il link diretto per vederlo: Tra monito e profezia: itinerari di fantascienza sociale, e prendiamo questa difficoltà come una bella occasione per attivarci e trovare strade alternative a questi social proprietari e alla loro rapacità. Quando le avremo trovate ve lo faremo sapere! 🙂

L’incontro è stato foriero, come dicevamo e come potrete vedere dal video, di un dibattito che consiste in almeno un terzo dell’incontro totale. Una cosa per noi bellissima, fare la lezione frontale sarà più “comodo” ma questo pregio svanisce di fronte alla bellezza del confronto.

Confronto che, per quanto riguarda la fantascienza, non è mai semplice: in primis perché c’è una vistosa e decisa distanza tra chi conosce già la fantascienza e chi non ne sa nulla.
Non saperne di fantascienza significa, in pratica, saperne cose sbagliate, perché questo genere soffre ancora di tantissimi stereotipi: quindi, prima di confrontarsi, bisogna creare il terreno comune su cui farlo, sfatando le definizioni sbagliate o parziali e dando delle coordinate più vere e utili.

E anche questo non è semplice! Perché al contrario chi conosce la fantascienza è quasi sempre una/un appassionato del genere, che ne ha approfondito così tanto la conoscenza da aver sviluppato due atteggiamenti tipici della/dello specialista: una nuova definizione propria, che spesso è a sua volta parziale quando non escludente; e un linguaggio “esoterico”, poco accessibile ad altri/e lettori e lettrici.

Parlare a un pubblico composto di entrambe le categorie è molto difficile. Anche sabato sera è stato impegnativo tener presente la necessità di istruire chi non sapeva, e insieme di attenuare le difese di chi ne sapeva molto.

Guarda il video

Significativo anche il fatto che siamo state accolte con grandi sorrisi, accoglienti benvenuti e molta meraviglia: tre donne che parlano di fantascienza! Sul bellissimo tavolo allestito dalla bibliotecaria non c’era nemmeno un titolo scritto da una donna, e di questo non facciamo una colpa a loro, naturalmente, che in catalogo hanno anche Ursula K. Le Guin, Nicoletta Vallorani e certamente altre fantascientiste. Si tratta proprio di un bias, di un pregiudizio legato alla difficile sorte della fantascienza e alle idee sbagliate che sono ancora diffuse: ci hanno messo quasi un secolo a sedimentarsi, quindi non è facile diffonderne di altre, è un lavoro che è ancora all’inizio, nonostante l’impegno e gli anni che tantə di noi stanno mettendo a questo scopo.

La fantascienza è evasione e fuga. La fantascienza parla di tecnologia. La fantascienza è un genere scritto da uomini, le donne sono poche ed eccezionali. La fantascienza parla del futuro, è qualcosa che io leggo per fare un viaggio lontanissimo ed esotico e staccarmi completamente dalla realtà in cui mi trovo.

Tutte queste asserzioni sono vere, eppure non bastano.

Non sono necessarie sé sufficienti a definire la fantascienza, che getta le sue radici nel racconto allegorico-filosofico e guarda al futuro per parlare del presente.

Romanzi bellissimi di fantascienza fanno tranquillamente a meno di qualsiasi elemento tecnologico. Le donne sono poche ed eccezionali, sarà anche vero, ma non certo per “colpa” loro né per una caratteristica statutaria della fantascienza, che è stata inventata da una donna: guardiamo al mondo che ci circonda e capiremo perché anche nella scrittura di fantascienza le donne sono sempre state discriminate, ignorate, nascoste e svantaggiate. E così via!

Durante il panel abbiamo parlato anche di “Resurrezione”, il romanzo premio Urania di Elena Di Fazio, al momento in vendita per Mondadori in tutte le edicole fino al 30 novembre.
Come autrici e curatrici, e da persone presenti nel settore da vent’anni, siamo sempre felici di portare il nostro punto di vista in uno scambio di opinioni ed esperienze che arricchisca tuttə.

Di questa serata, ci resterà la ricchezza, il piacere di aver potuto discorrere insieme a persone interessate, costruendo insieme un percorso di indagine e scoperta.
Grazie infinite a Sephira Riva, che fa parte del comitato della biblioteca, per averci invitate e per aver creato questa opportunità di confronto. Grazie alla Biblioteca Sassi, naturalmente, all’assessore e alla gentilissima e attenta bibliotecaria che ci ha accolte. E grazie a chi c’è statə!

Potete recuperare la diretta, e se vi va aggiungere le vostre domande e considerazioni nei commenti.
Buone strade!

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