libri

Cristina e il suo doppio

Ho recensito una mia recente lettura, “Cristina e il suo doppio” di Herta Muller.
La Muller è una scrittrice che mi incuriosisce, da quando le assegnarono il contestato Nobel per la letteratura. Ma non penso che mi fermerò a questo testo, dato che è troppo breve, e che il mio parere è fondamentalmente negativo.

In essa, la scrittrice narra alcuni ricordi legati alla dittatura e all’opera di disinformazione messa in atto per screditarla: da “nemica dello Stato” viene fatta passare per informatrice dei Servizi Segreti, che usano questo metodo per screditarla agli occhi delle stesse persone di cui lei è invece amica e alleata. Una tattica paradossale, ma efficace, che mina dall’interno la stabilità della vita della Muller e la riempie di tensione.

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Il libro di Mush

Antonia Arslan è un’autrice che mi ha sempre intrigata, ed è già qualche anno (più o meno da quando sentii parlare del film dei Taviani ispirato al suo romanzo più celebre) che mi ripropongo di leggerla. Ho colmato da poco questa mia lacuna con “Il libro di Mush”, che ho incontrato in biblioteca, e penso che leggerò presto anche “La masseria delle allodole” e “La strada per Smirne”.

Nel frattempo, ho buttato giù qualche impressione nella recensione che oggi vi propongo.

 “Il Libro di Mush” è la prima opera di Arslan che leggo, e pur in questa mia ignoranza lo definirei un’opera minore della scrittrice.
Lo stile di Arslan è sicuramente di un livello molto alto. Elegante e fluido, tratta di tragedie e di barbarie con intensa pietas e con dettagli che colpiscono al cuore; il registro è alto, il tono quasi fiabesco, i dialoghi realistici.

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Tenax

Abbiamo letto per voi “Tenax“, di Fabrizio Bianchini. Fabrizio è un autore che seguiamo da tanto, con grande interesse: ci contattò per recensire il suo esordio “La banda del grano” e lo rileggemmo poi in un secondo lavoro in coppia con Alberto Cola: “Rotte  clandestine“. Fabrizio continua nel suo percorso e devo dire che a distanza di anni è bello guardarsi indietro, anche come recensori, e prendere atto di un percorso di crescita che siamo felici di aver testimoniato.

Buona lettura!

Fabrizio, in arte Dj Pretty, è il maschio alfa della movida maceratese, leader devoto del suo branco, dongiovanni a ritmo serrato; niente di tutto questo lo rende però immune ai momenti di lucidità, nei quali il personaggio tira fuori una visione critica di se stesso e del proprio mondo, né all’amore, incarnato dalla studentessa Chiara.

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Bambino 44

Ho letto poco tempo fa il bestseller “Bambino 44” di Tom Rob Smith, un libro ben scritto e soprattutto ben confezionato, ma forse tirato su un po’ frettolosamente per ciò che riguarda alcuni apetti narrativi, come l’intreccio e i personaggi. Devo dire però che la lettura è stata avvincente e a parafone di molti altri mega blockbuster anglosassoni, questo ha un’ottima ambientazione e atmosfere curate. Ecco la recensione del thriller.

“Bambino 44” è un thriller che segue tutte, o quasi, le regole auree del Bestseller / Blockbuster.
Per prima cosa, è di lettura facile e veloce. Il linguaggio è chiaro, semplice, e lo stile è avvincente, davvero avvincente. Il ritmo è rapido, ben gestito, i colpi di scena si susseguono e nelle scene dove non c’è azione (i cosiddetti momenti di raccordo tra un fuoco d’artificio e l’altro) la tensione è mantenuta alle stelle, grazie anche all’ambientazione scelta dall’autore per la sua storia.

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Triste, solitario y final

È possibile, per uno scrittore, prendere sé stesso, Philip Marlowe, Stanlio e Ollio, John Wayne e trasformare il tutto in un romanzo?

Osvaldo Soriano, scrittore e giornalista argentino scomparso quindici anni fa, lo ha fatto nel 1973, in un momento storico delicatissimo, nel quale il suo lavoro era continuamente messo a rischio dalle vicissitudini politiche dell’Argentina.

Ecco il romanzo che ne venne fuori, “Triste, solitario y final”, recensito per voi da Studio83.

Scritto e pubblicato nei primi anni Settanta, “Triste, solitario y final” è un intenso team-updi personaggi cari alla Hollywood di una volta, da Laurel e Hardy a John Wayne, da Jane Fonda a Charlie Chaplin; e mentre rende loro omaggio ne tratteggia anche la fine, un malinconico addio a figure entrate nella cultura popolare e tuttavia relegate al passato, a un’età dell’oro di cinema e costume ormai conclusa… CONTINUA A LEGGERE

Canapa: coltura e cultura di una pianta proibita

Vi segnalo oggi l’uscita di un testo piuttosto interessante: “La pianta proibita – Canapa: coltura e cultura”, edito in ebook dal “nostro” CastelloVolante editore.

“La pianta proibita” è un saggio agile e di facile lettura, che tratta del fenomeno del consumo di marijuana citando film celebri, ma anche studi scientifici dei secoli scorsi e significativi aneddoti. Non sapevo, infatti, che fino ai primi del Novecento l’Italia fosse uno dei maggiori produttori mondiali di canapa; oppure che la marijuana, che oggi è una droga considerata “simpatica” e associata a svaniti mattacchioni, negli anni ’30 fosse invece vista come qualcosa di infernale, come il crack oggi.

Il saggio parte dall’analisi di un manoscritto ottocentesco di Materia Medica, dedicato alla cannabis, per poi descrivere brevemente la pianta di canapa e parlare nei capitoli successivi della Storia dell’uso tessile e industriale, della Storia dell’uso medico, dell’Uso psicotropo e del Proibizionismo. Parte poi una trattazione, a cura di Antonio Zoppetti, riguardante la Marijuana al cinema. Ma la parte più interessante per noi è ovviamente L’Hashish nei classici della letteratura, con citazioni illustri, dallo scontato Baudelaire a ben più interessanti Rabelais e Dumas.

Parte del testo (compreso il capitolo sulla letteratura) potete scaricarla free dal sito della CastelloVolante, QUI. Buona lettura!

Consigli di lettura

Salve a tutti!

Voglio dedicare il post di oggi ai cosidetti “consigli di lettura”: libri che ho letto recentemente e che, per qualche motivo, mi sento di consigliare (o sconsigliare, come è capitato e capiterà).

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Bibliografia 9/11

Domenica scorsa è stato il decimo anniversario dall’attentato alle Torri Gemelle, avvenuto l’11 settembre 2001. Volevo scrivere un post a tema, ma ho preferito aspettare qualche giorno per evitare di scadere in una commemorazione sterile, lontana dal mio obiettivo.

Schermata della CNN a pochi minuti dal primo schianto

Visto che qui trattiamo di libri, infatti, il mio scopo è proprio parlare di libri che riguardano l’11 settembre, soprattutto per il suo impatto psicologico e simbolico su una società occidentale (o che si va configurando come tale) che dieci anni fa si è trovata faccia a faccia con un lato sconosciuto e controverso di se stessa.

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Segnalazioni cinesi

Ni hao!^^ Di ritorno dalla Cina, ne approfitto per qualche piccola Segnalazione del Venerdì a tema.

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Il poeta e lo spazzino

Pubblichiamo oggi una recensione a cura di Gabriele Di Giammarino, incentrata sull’ultima fatica letteraria del poeta e scrittore Dante Maffìa:  “Il poeta e lo spazzino”, pubblicato da Mursia.

 

Il protagonista Zecchinetta appartiene alla tradizione romana degli spazzini e l’Autore ne delinea i simpatici tratti umani e professionali dagli anni del dopoguerra fino ai nostri giorni, in cui l’uomo, ormai anziano e pensionato, fissa in una prosa venata di poesia i momenti più significativi della sua esperienza.

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