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Scrivere: la pianificazione preliminare

Il mese scorso, abbiamo parlato di uno strumento importantissimo per chi scrive: la scaletta.

articoli sui libri e la scrittura - studio83

Fare scalette dell’intreccio, e in generale stendere schemi preliminari relativi al romanzo che verrà, è un’attività utilissima, e niente affatto facile, perché la pianificazione in generale è una prassi a cui non siamo molto abituati.

È molto comune fare propositi, specialmente nei primi giorni di un anno nuovo, allo stesso modo in cui quando ci si accinge a scrivere si può pensare: scriverò un romanzo sui pirati fighissimo!

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Ipse Dixit

“Non chiedete a uno scrittore […] che cosa ha pensato, che cosa ha sentito prima dell’opera: è proprio per non volerverlo dire che si è messo a scrivere. La risposta è nell’opera.”

(Fabrizio De André)

La Sana Scrittura – download

Online sul nostro sito un divertente report: La Sana Scrittura, ovvero “tutti i consigli per mantenersi scrittori in salute”.

Essere uno scrittore maledetto può parere allettante… ma forse è meglio non esagerare. Se vuoi sapere come mantenerti in forma a dispetto delle etichette, è il momento di scaricare questo articolo!

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La traduzione letteraria, qualche link

Quello del traduttore letterario è un mestiere complesso e delicatissimo, che mette in gioco competenze importanti e che può portare a risultati altrettanto importanti.

Nel mercato italiano c’è una larga abbondanza di titoli tradotti, con buona pace di chi vorrebbe dare più spazio agli italiani (e forse dimentica che, in fondo, c’è spazio per tutti). A rigor di logica, dunque, si potrebbe pensare che quello del traduttore lettario sia un lavoro che non conosce difficoltà.

E invece è il contrario, almeno a leggere questa petizione intitolata “Un aiuto alla traduzione è un aiuto alle idee“. Una richiesta d’aiuto alle istituzioni, per sostenere le traduzioni e i traduttori:

istituendo un fondo nazionale che sostenga le traduzioni verso l’italiano e il lavoro dei traduttori editoriali.

Cosa dire? Una richiesta intelligente che chiama in causa i doveri più alti delle istituzioni culturali. Proprio nei giorni in cui esce fuori l’ennesimo scandalo legato a ruberie di chi le istutizioni dovrebbe rappresentarle, invece le sfrutta:

Verdini, insieme a 24 persone, è indagato per truffa aggravata allo Stato circa contributi pubblici per testate giornalistiche dal 2002 al 2012. È di oltre 22 milioni di euro la truffa perpetrata ai danni dello Stato dal Gruppo editoriale facente capo all’on. Denis Verdini (Pdl), secondo quanto ricostruito dalla Procura di Firenze.

Quante belle traduzioni si potrebbero sostenere con ventidue milioni di euro? E quanti altri milioni “per l’editoria” non arrivano ai loro naturali destinatari, ma vengono intercettati da fogliettini e giornalacci di partito?

Il mestiere del traduttore, poi, implica la capacità e la disponibilità a mettersi in discussione e a servire il testo. Ne parla, con la voce dei traduttori stessi, un bellissimo saggio edito qualche anno fa dalla (scomparsa?) Azimut:

Ogni traduttore racconta il proprio vissuto relativo a una specifica traduzione e l’impostazione “pragmatica” porta a parlare del proprio lavoro, ma anche del romanzo tradotto, spesso dell’autore, della casa editrice committente con i suoi redattori, editori e tempistiche.

Continua a leggere la recensione: “Il mestiere di riflettere”

Di traduzione ha parlato Patrick Boylan per Venti Nodi, in una trattazione appassionata e approfondita del concetto di comunicazione interculturale e traduzione di identità.

Così scopriamo ad un tratto di provare emozioni che pensavamo sì di capire ma mai così, di interpretare il mondo in maniera totalmente nuova, di volere cose che altrimenti non avremmo mai desiderato.  Insomma, subiamo un cambiamento marcato nei nostri stati affettivi, cognitivi e soprattutto volitivi.

In letteratura, la traduzione di un testo è di importanza centrale, perché non si tratta solo di “cambiare lingua” ma di rendere comprensibile al pubblico di una certa cultura il vissuto che appartiene a un’altra cultura, di condurre e veicolare il senso, oltre che le forme.

Esistono poi realtà che non solo traducono, ma “portano” nel vero senso della parola un testo ai suoi lettori e “riportano” alla luce ricchezze che potrebbero altrimenti perdersi. Una di queste è il progetto de I Dragomanni, che unisce competenze linguistiche a un senso di intraprendenza che ammiro molto. Questa comunità di traduttori vuole:

curare, rivedere e pubblicare in forma di ebook traduzioni di testi fuori diritti, oppure di testi contemporanei i cui diritti per la lingua italiana sono stati ceduti al traduttore.
Fra gli obiettivi di questa “(non) casa editrice dei traduttori”, oltre a quello di far conoscere (o ri-conoscere) determinati testi – che saranno ricchi di apparati: introduzioni, annotazioni, nota finale – vi è quello di contribuire in maniera originale al difficile e importante discorso sulla visibilità dei traduttori.

I traduttori quindi diventano anche il canale attraverso il quale i testi sono pubblicati: gestiscono presonalmente la vendita delle loro traduzioni con un catalogo (ancora) ristretto e dei prezzi assolutamente concorrenziali.

Che altro dire? Traduttori di tutto il mondo, unitevi e… resistete! La letteratura – e il mondo! – ha bisogno di voi.

 

 

 

 

Il complemento di vocazione – Appunti di editing

Tempo fa, su Facebook, circolava un’immagine scherzosa ma interessante che illustrava le conseguenze di un errore molto frequente tra gli scrittori esordienti: l’assenza della virgola prima del complemento di vocazione.

L’immagine mostrava due frasi:

“Voglio mangiare nonna.”

“Voglio mangiare, nonna.”

Con una conclusione: una virgola può salvare una vita!

Sei salva, nonnina!

Scherzi a parte, l’assenza della virgola prima del complemento di vocazione è un errore in cui mi imbatto davvero di frequente, ed è anche un errore molto grave. Senza virgola, infatti, il complemento di vocazione diventa complemento oggetto, stravolgendo il senso della frase.

“Ascolta, Maria!” [sto invitando Maria ad ascoltarmi]

“Ascolta Maria!” [sto invitando il mio interlocutore ad ascoltare ciò che dice Maria]

Ricordiamo quindi di porre molta attenzione a questo aspetto: ogni volta che abbiamo un dubbio, un’attenta analisi logica di ciò che abbiamo scritto ci aiuterà a non cadere in errore.

Italiano per stranieri con Studio83 – Editing per italiano seconda lingua

Il testo scritto ha regole particolari che a volte sono diverse dal parlato. Quindi serve una conoscenza in più, quella dell’italiano “letterario”, per rendere i testi comprensibili, scorrevoli ed eleganti.

Studio83 inaugura una collaborazione importante: quella con Italiano per Stranieri.info, che si occupa di corsi di lingua italiana individuali e di gruppo per stranieri.
Insieme a Italiano per Stranieri.info, abbiamo messo a punto un nuovo servizio letterario, dedicato ad autori e autrici per i/le quali l’italiano è la seconda lingua.

La correzione di testi italiani è dedicata a:

  • relazioni, report e articoli di natura generale, parliamo quindi di saggistica e testi tecnici;
  • romanzi, racconti e opere di fiction;
  • memorie e autobiografie.

Leggiamo il testo e lo correggiamo da:

  • errori di grammatica e linguistici;
  • refusi di stampa (errori di battitura, di scrittura, etc.);
  • errori di punteggiatura.

… e non solo! Applichiamo una formattazione degli stili di scrittura e sistemiamo anche gli elementi dello stile personale: facciamo cioè un editing della traduzione.

Così, rendiamo il tuo testo:

  • più facile da leggere
  • più scorrevole e chiaro
  • più elegante

.. e a prova del migliore italiano scritto!

Scrivici: serviziletterari[AT]studio83.info

Per saperne di più, leggi anche:

Anilda Ibrahimi, una scrittrice italiana di oggi

Michaela Sebokova, “Dal diario di una piccola comunista”

I consigli di scrittura di Darien Levani

Intervista a Michaela Sebokova: una lettera a Studio83

http://www.italianoperstranieri.info/

Facebook dunque scrivo

Un articolo dell’inserto culturale del Corriere cita lo scrittore naturalista Zola per un parallelismo tra la fotografia e Facebook. O meglio: tra il nostro atteggiamento verso la realtà, nel momento in cui iniziamo a fare abitualmente fotografi,e e il profondo coinvolgimento che oggi molto hanno verso i social media e la mania della bacheca e del tag fulminante.

Il fotografo sa bene che dopo aver fatto molti scatti acquista un «occhio fotografico»: si comincia a vedere la realtà attraverso un mirino, a ragionare con la logica della macchina fotografica, in termini di inquadratura, luce, profondità di campo, messa a fuoco, movimento e così via. Anche senza avere la macchina a portata dimano, il mondo si trasforma in un potenziale set fotografico.

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Un’opera dalle molte pretese

È on-line la recensione di “Un’opera dalle molte pretese”, terza pubblicazione di Massimo Cortese con la casa editrice Montag.

Il romanzo mescola da un lato il percorso dello scrittore, che può essere esperito con interesse da chi è appena entrato nel mondo editoriale o si accinge a entrarci, in quanto mette in luce paure comuni a tutti e le vive con grande ironia; dall’altro affronta problemi di più ampio respiro, già cari all’autore, come i meccanismi burocratici di uno Stato – qui personificato in un gustoso dialogo – che finiscono per annientare il cittadino, tanto più se onesto… (CONTINUA A LEGGERE)

Lo scrittore della porta accanto

In questi anni è in atto una rivoluzione comunicativa che riguarda diverse forme di espressione, dalla musica, all’immagine, alla scrittura.

C’è la possibilità di avere stumenti di buona qualità tecnica a costi contenuti e di raggiungere un pubblico potenzialmente infinito grazie a internet. Questo ha moltiplicato le possibilità di emergere di molti artisti: un regista/musicista/scrittore che ha una buona idea può realizzarla a costi contenuti e con una buona qualità tecnica e può raggiungere direttamente il suo target. Può essere trovato dal pubblico interessato al suo genere di realizzazioni, e può evitare di passare per un editore/produttore che sposi il suo progetto e faccia per forza da intermediario.

Le conseguenze di questi progressi tecnologici sono enormi anche sul piano culturale.
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A volte la magia funziona

Qualche giorno fa ho citato Terry Brooks: ora, come anticipato, passiamo allo step successivo, ovvero la recensione del suo libro “A volte la magia funziona” (regalatoci dal caro Luca Baccari, che ringraziamo ancora).


Terry Brooks, autore del celebre “La spada di Shannara” e di una lunga lista di fantasy di successo, mette a disposizione la sua esperienza scrivendo un breve manuale autobiografico nel  quale mescola consigli tecnici ad aneddoti personali. Si tratta di un’operazione simile a “On writing” di Stephen King – o, ancora meglio, un’alternativa a “On writing”… (CONTINUA A LEGGERE LA RECENSIONE)