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Scrivere: la pianificazione preliminare

Il mese scorso, abbiamo parlato di uno strumento importantissimo per uno scrittore: la scaletta.

Fare scalette dell’intreccio, e in generale stendere schemi preliminari relativi al romanzo che verrà, è un’attività utilissima, e niente affatto facile, perché la pianificazione in generale è una prassi a cui non siamo molto abituati.

È molto comune fare propositi, specialmente nei primi giorni di un anno nuovo, allo stesso modo in cui quando ci si accinge a scrivere si può pensare: scriverò un romanzo sui pirati fighissimo!
La condizione del successo consiste nel trasformare il proposito in azione e nel dare scadenze precise ai sogni, trasformandoli in… obiettivi.

Dall’idea… alla pratica

Quanti di noi programmano in anticipo la propria settimana, mettendo in testa la “missione” generale e stendendo una lista di obiettivi a medio e corto termine? Quanti lasciano sulla propria scrivania una lista di cose da fare per il giorno dopo? Quanti si preparano un piano alimentare? E chi di noi stila abitualmente liste della spesa, o delle faccende domestiche, o dei film/libri da vedere in sequenza?

La difficoltà nel pianificare sta nel fatto che è un’attività che prende del tempo, e notevoli energie mentali; e proprio come la scrittura, meno si fa, più è faticosa. È però un’attività utilissima e prima di liquidarla con un “non fa parte del mio metodo di lavoro!” consiglio di fare qualche tentativo serio e strutturato.

Si può ad esempio provare con un racconto.
Il racconto, essendo breve, risulta a molti più semplice da scrivere di un romanzo. Una scaletta delle scene lo può rendere quasi una passeggiata. Se poi ci aggiungiamo:

  • una lista dei personaggi, corredata da tre aggettivi caratterizzanti in ordine di importanza
  • una lista delle ambientazioni e una parola accanto a ciascuna che riassuma l’atmosfera
  • una singola frase che riassuma quello che vogliamo dire, ovvero il perché scriviamo il racconto

… ecco che uno scrittore abbastanza paziente da investire tempo nella pianificazione può trasformarsi in una vera e propria macchina da scrittura.

Mappe mentali: un altro splendido modo per aiutare la creatività

La mia esperienza personale va in questo senso.
Generalmente, il mio lavoro su un racconto è suddiviso in questo modo:

  • il 50% è pianificazione: ovvero l’idea; il pensarci e ripensarci per qualche giorno in una broda indistinta di frasi, immagini e associazioni; l’ideazione mentale di una specie di storyboard che definisca l’inizio, l’intreccio e la conclusione; una serie di scalette simili a quelle descritte;
  • il 20% è scrittura vera e propria
  • il 30% è revisione

Questo metodo mi ha portato a rendere molto di più, in termini di pagine scritte e di loro qualità, e mi consente anche di sfruttare al meglio il mio tempo, ad esempio cestinando in partenza le idee che al momento non mi portano da nessuna parte, senza spendere pagine e pagine inconcludenti.  Questo può valere in molti casi, ed è assolutamente vitale nel caso in cui si decida di partecipare a un concorso letterario e di scrivere quindi un racconto ex novo apposta per quella occasione (e a proposito: guarda il nostro servizio del mese. Può essere un modo per imparare e fare pratica).

Il segreto, almeno il mio, è sapere dove voglio andare prima di iniziare a scrivere : in questo modo, posso sfruttare molto più proficuamente la creatività, l’ispirazione e il caos generativo del momento della scrittura.

Di questo parleremo nel prossimo post.
Nel frattempo: tu come lavori?  Quanto tempo dedichi a pianificare ciò che vuoi scrivere? Pensi che il mio metodo possa essere utile? Hai delle migliorie o qualche trucco da condividere?

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3 Replies to “Scrivere: la pianificazione preliminare”

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