“Fuga psicogena”: l’autrice Erica Tabacco ci parla della sua esperienza

Con l’inizio del 2021 la collana Futuro Presente, che curiamo per la casa editrice Delos Digital, si è arricchita di un nuovo titolo.

Parliamo di “Fuga psicogena” di Erica Tabacco, un intenso racconto che omaggia il celebre “Fiori per Algernon” di Daniel Keyes.

“Fuga psicogena” parla di Sara, una donna di ottantasette anni malata di Alzheimer e ospite in una struttura per anziani. Un giorno, a suo figlio Thomas viene offerta la possibilità di inserire Sara in un trial clinico che potrebbe restituirle i ricordi. A volte, tuttavia, l’oblio nasconde più di quanto siamo pronti ad affrontare.

Abbiamo ricevuto il racconto di Erica lo scorso marzo, durante i primi giorni di lockdown, con il conseguente caos che ha travolto calendari editoriali un po’ ovunque.

Quando lo abbiamo letto e valutato, abbiamo deciso senza indugi di pubblicarlo nella collana. “Fuga psicogena” era delicato, ben scritto, solido e credibile da un punto di vista scientifico. L’uscita era prevista per novembre, ma tra riprogrammazioni e assestamenti dovuti ai vari lockdown, ha finalmente visto la luce in questo gennaio 2021.

Abbiamo chiesto a Erica Tabacco di parlarci del suo racconto e della sua esperienza con questa pubblicazione.

Era da tempo che volevo scrivere un racconto con un’anziana malata di Alzheimer come protagonista, ma il pericolo di cadere in facili sentimentalismi era dietro l’angolo. Due anni fa ho provato a dare alla storia un taglio giallo, aggiungendo alla descrizione del decadimento mentale di Sara un intreccio poliziesco, ma devo essere sincera: le regole rigide mi stanno strette.

La cura per l’incastro dei dettagli mi faceva perdere il nocciolo della questione, e cioè che per invecchiare serenamente non basta essere in salute. Non basta poter accedere a strutture accoglienti o cure mediche avanzate.

A volte le idee migliori ci cadono letteralmente addosso, se siamo bravi a scovarle attorno a noi. Ciò non accade mai per caso: un costante lavoro di ricerca e documentazione è fondamentale, anche quando non stiamo scrivendo nulla.

Ho lasciato l’idea decantare per un po’ e un giorno, in una rivista femminile, ho trovato un trafiletto che parlava di una ricercatrice italiana, Raffaella Scardigli, impegnata nello studio di un anticorpo che fermerebbe il processo d’invecchiamento delle cellule celebrali. Quelle poche righe mi hanno sbloccata.

Non avendo una formazione scientifica, ho pensato: perché non colmare le mie lacune con delle invenzioni fantastiche, magari come nello stupendo racconto “Fiori per Algernon” di Daniel Keyes? Da lì ho mutuato l’idea di un trial clinico sperimentale ma, invece di usare un diario come testimonianza dei miglioramenti della protagonista, ho descritto un casco polifunzionale.

All’inizio “Fuga psicogena” è costellato di errori di trascrizione causati dalle interferenze delle placche amiloidi ma, con il passare del tempo, i ricordi diventano più fluidi e seguono un percorso tumultuoso fino alla “cascata” finale.

Nella sua opera Erica ha fatto interessante un lavoro sul linguaggio, cercando di rendere la grammatica di una mente che sbiadisce.

Nel racconto ho giocato con le parole e con la struttura delle frasi, non solo per mantenermi fedele ad Algernon; mi piace infatti scrivere con un tono leggero, a tratti umoristico, anche se il tema trattato è serio.

Una delle cose che ci ha colpite di Erica è che non ci risultava appartenere al cosiddetto “fandom” fantascientifico: era dunque una voce nuovissima in questo campo. Erica, a sua volta, ha scoperto della collana Futuro Presente grazie al Salone di Torino e a un manuale molto speciale…

Il caso ha voluto che, durante il Salone del Libro di Torino del 2019, abbia comprato un manuale di scrittura pubblicato da Odoya, a cura di Giulia Abbate e Franco Ricciardello, nel quale ho scoperto l’esistenza della collana Futuro Presente gestita da due ragazze. Andando a spulciare nel catalogo, mi sono resa conto che la collana, attiva da quattro anni, ha ospitato numerosi racconti al femminile e quindi ho deciso d’inviare il mio scritto per un parere. E il parere è stato positivo!

Crediamo sia molto importante attrarre e pubblicare nuove voci nel campo del fantastico italiano. Per arricchirlo, per dare al pubblico nuovi stili e idee, per mantenere una “biodiversità” più ampia possibile.

Anche Erica Tabacco ha scoperto un nuovo contesto editoriale, come ci racconta in conclusione:

Presa dall’entusiasmo per la pubblicazione di “Fuga Psicogena”, ho tentato la via del racconto di tipo ambientale e ho risposto alla chiamata della nuova collana Dystopica, sempre di Delos Digital. “Il pittore di ragnatele” è in uscita a breve. Grazie ai suggerimenti di Elena e Giulia credo di aver trovato la mia dimensione.

Buone letture e buone scritture!

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