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Editing: quattro cose che nessuno dice!

Oggi basta cercare su google la parola “editing” per trovare sfilze di proposte: editor e agenzie offrono questo servizio raccontando quanto è importante per un testo e stilando elenchi sulle caratteristiche del perfetto editor.

Noi le leggiamo con molta attenzione. C’è sempre da imparare! 😉

Ci siamo accorte però che un paio di cose nessuno le dice mai.

Perché?

I motivi possono essere diversi.

In primis, sono elementi che solo chi ha esperienza può sapere. E nel nutrito gruppo degli editor free lance i dilettanti sono davvero tanti.

Inoltre, sono notizie meno “appetibili”, meno invitanti, meno adatte ad apparire in un testo promozionale che, al di là di quante cose giuste dica, sta comunque cercando di vendervi qualcosa.

Gli elementi che nessuno vi dice sono però molto importanti: se li conoscete li cercate, se li pretendete avrete in cambio un vero editing professionale, ben diverso da una ricorrezione qualsiasi.

Quindi ve li diciamo noi! Così potrete trovare un bravo editor o una brava editor con più cognizione di causa, evitando novellin* alla ricerca di testi sui quali farsi le ossa.

  1. Non tutti i testi sono adatti per l’editing

Per essere editato, il testo deve essere già di un buon livello di base. Non parliamo di refusi e di errori ortografici:  possono sempre verificarsi e si correggono velocemente (ma NON sono competenza dell’editor! Vedi punto 3!). Bisogna che il romanzo o racconto sia generalmente ben tramato, che abbia una struttura equilibrata, uno stile abbastanza omogeneo e consapevole, insomma: deve essere già scritto abbastanza bene. Solo in questo caso l’editor può fare un lavoro utile ed efficace, evidenziando meglio le peculiarità positive e intervenendo (o segnalando, vedi punto 2) sui difetti e sui passi meno riusciti.

Non è facile capire a che punto è il proprio testo. A volte non è pronto per un editing, ma lo è sempre per una valutazione. È l’editor a doverlo dire, e per farlo deve leggerne un abstract.

Non fidatevi di chi non lo chiede ed evitate coloro che si dicono disponibili a editare qualsiasi cosa, e parlano di prezzo e di cartelle prima di aver verificato personalmente il livello del testo. Come minimo non hanno idea della complessità del lavoro che vendono.

  1. L’editing non produce un testo definitivo

Qualsiasi manoscritto può ottenere enormi benefici da un buon editing. Allo stesso tempo il buon editing non è un intervento che risolve completamente il testo: ci saranno sempre dei passi, delle frasi, delle scelte che l’editor lascerà all’autore o all’autrice, magari corredati delle sue note e indicazioni, ma comunque ancora aperti.

Non aspettatevi quindi di ricevere indietro un testo pulito, definitivo e ricorretto come un tema dato a una maestra: persino in casa editrice, dove modi, tempi e scopi sono diversi, il lavoro è (o dovrebbe essere!) fatto insieme allo scrittore e alla scrittrice, non d’ufficio.

Diffidate di chi spaccia come editing il miglioramento “cotto e mangiato” del testo. È un cialtrone. Tutto qui.

  1. L’editing non è la correzione di bozze

Ne abbiamo già parlato qui: Editing e correzione di bozze.
Ci sono importanti differenze tra due interventi, che a volte vengono confusi generando problemi.

Il lavoro dell’editor è diverso da quello di chi corregge le bozze. Sono persino due tipi di lettura diversi! Ovviamente, se in fase di editing mi imbatto in un refuso o in un errore lo correggo, mi parrebbe sciocco fare altrimenti. Ma non sono di mia competenza.

La correzione delle bozze è un intervento tecnico formale che deve essere l’ultimo, e sul testo definitivo.
Leggi anche: La correzione di bozze: cinque motivi per cui è importante

C’è un punto ancora, relativo all’editing, che non vi dice nessuno.

  1. L’editing è una prestazione professionale

…e come tale, deve essere accompagnata da una fattura fiscale, perché su essa il/la professionista deve pagare le tasse.

La fattura è importante perché è obbligatoria a norma di legge: quindi se non viene fatta siete sanzionabili anche voi. Inoltre, consente di avere in mano un documento che attesta il lavoro svolto; e dà informazioni chiare (e di nuovo: obbligatorie) sulla persona alla quale avete affidato il vostro prezioso testo.

Non lo dareste a chiunque, giusto? Allo stesso modo in cui non affidereste i frutti del vostro lavoro a chi non investe sul suo, o non dareste i vostri soldi a un evasore fiscale. Quindi se avete dubbi richiedete sin da subito la fattura fiscale, e fate attenzione che il sito web dell’agenzia o del professionista riporti chiaramente i suoi dati fiscali.

Un editing ben svolto, poi, è fatto di procedure e accorgimenti precisi. Anche questi li abbiamo imparati con l’esperienza… e ci guardiamo bene dal divulgarli 😀

Se vuoi scoprirli, affidati a noi: dai uno sguardo ai servizi letterari migliori del web. Sarà una bella esperienza, renderà migliore il tuo scritto e ti farà venire voglia di scriverne presto altri!

Lo dicono in molti autori e in molte autrici che ci hanno scelte in questi anni come editor. Puoi leggere i loro pareri nella pagina del nostro portfolio “Dicono di noi”.

Con Studio83, trova la strada che fa per te e per la tua opera! 🙂

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2 Replies to “Editing: quattro cose che nessuno dice!”

  1. Franco Ricciardiello ha detto:

    Assolutamente condivisibile, e grazie dell’intervento: ci sono ancora troppe idee romantiche che circolano nell’ambiente a proposito di scrittura, editinf e revisione

    1. Giulia A. ha detto:

      Grazie mille, Franco! Il “romanticismo” in questi casi serve a poco e promuove comportamenti inefficaci. Ciò nonostante, non è affatto facile da superare… Chissà perché, poi! A presto 🙂

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