Allunaggi e ucronie: a 50 anni dal “piccolo passo” di Neil Armstrong

Domani il pianeta festeggerà un anniversario unico. Era il 20 luglio 1969, ore 20:17:40 UTC, quando il comandante Neil Armstrong posò il piede sul suolo lunare, coronando gli sforzi e i rischi della celeberrima missione Apollo 11.

Per la prima volta, un essere umano camminava sul nostro satellite: “That’s one small step for a man, but a giant leap for mankind” annunciò emozionato.

Pochi eventi come l’allunaggio hanno saputo tenere il pianeta con il fiato così sospeso dall’emozione. E poche missioni spaziali hanno avuto una tale risonanza, amplificata anche dal particolare periodo storico.

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Gli antagonisti

I booktrailer di Studio83 – siamo in finale, con Roberta Mezzabarba!

I booktrailer sono un mezzo sempre più conosciuto per promuovere il proprio libro e in gereale per dare spazio alla lettura e alla condivisione di libri, notizie, spunti.

Più si diffondono, più si apprezzano, e nascono anche premi, trofei e festival a tema.

Sapete che, qualche tempo fa, siamo state giurate per un concorso tutto dedicato ai booktrailer?
Quella fu l’occasione per scrivere un bel post contenente tanti consigli su come realizzare un bel booktrailer, e su come deve essere il booktrailer di un libro per essere più efficace.

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L’immaginazione divertente – Vittorio Spinazzola

Oggi parliamo di un saggio di qualche anno fa, che ha ancora molto da insegnarci! Una semplice ed efficace teorizzazione di cos’è il genere letterario, e di cosa significa oggi, superando i giudizi di merito o le paure legate alla “qualità”: ombrello, questo, davvero ampio che può contenere tutto e il contrario di tutto, e che bisogna definire bene prima di usare.

Tutto questo ce lo racconta un professore universitario, uno dei primi accademici che in Italia ha studiato i generi letterari e le case editrici, e che ha lavorato sul concetto di cultura editoriale. Oggi ce n’è bisogno più che mai. Il mercato cambia in continuazione e vede sempre nuovi interlocutori e operatori, ma ci sono chiavi di lettura valide sempre, come queste.

Buona lettura!

“L’immaginazione divertente”, Vittorio Spinazzola, Rizzoli, 1995

Secondo me, ogni opera letteraria, dalla più nobile alla più ignobile, nasce in base a una illuminazione progettuale che ne decide l’identità: un ritrovato della fantasia […]da cui promana l’appello all’immaginazione del lettore […]. Non posso far a meno di pensare che sia questa intuizione creativa, scaturita da un cortocircuito di tutte le facoltà interiori dell’autore, consce e inconsce, la cosa più importante cui guardare, leggendo”.

 Con queste parole, che sanciscono la libertà dello scrittore e insieme lo statuto critico del lettore, Spinazzola, professore di letteratura dell’Università Statale di Milano, introduce una raccolta di brevi articoli, dedicati all’analisi di alcuni esempi della cosiddetta “paraletteratura”.

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La revisione di un manoscritto: lavorare per fasi!

Per molti l’estate è il momento ideale in cui scrivere nuovi testi. Le idee germogliate nei mesi scorsi possono trovare nuova linfa grazie alla riduzione della mole di lavoro che, in molti ambienti professionali, si accompagna all’arrivo di luglio e agosto.

Per molti altri, invece, l’inverno e la primavera possono essere stati già proficui per quanto riguarda la produzione: ci troviamo quindi in mano un nuovo romanzo, pronti per la fase successiva. Che, neanche a dirlo, può essere una e una soltanto… la revisione!

Qualunque romanzo va riletto e revisionato con attenzione prima di instradarlo verso qualsivoglia sorte (concorso letterario, selezione diretta in casa editrice ecc). Come affrontare al meglio la revisione di un manoscritto?

La cosa migliore da fare è, come sempre, lavorare per fasi. In questo modo possiamo affrontare i vari problemi uno alla volta e non sovrapporre interventi diversi, che richiedono strategie diverse.

Ecco le fasi della revisione di un manoscritto secondo Studio83 – Servizi Letterari!

1. Chiedere un parere esterno

È quasi superfluo da parte nostra come consiglio… tuttavia, essere letti e valutati da terzi è importantissimo. Finché siamo gli unici lettori di noi stessi, affronteremo il testo da un unico punto di vista che coincide con quello di chi l’ha scritto. Un lettore esterno non solo vedrà criticità che a noi sfuggono, ma potrà darci un parere inaspettato anche sui pregi o sull’effetto generale che l’opera ha sul lettore.

Nel mio caso (Elena Di Fazio), la prima cosa che ho fatto appena terminato di scrivere un romanzo è stata commissionare una scheda di valutazione a Giulia Abbate, socia e collega. Sapevo che avrei potuto rileggere il mio manoscritto mille volte e vederci sempre le stesse cose, mentre un parere esterno e professionale mi aiuterà a capire davvero dove intervenire.

Per chi non se la sente di investire su una valutazione professionale, ci sono i cosiddetti beta-reader tra i nostri amici: persone che si offrono di leggere la prima stesura di un romanzo dandoci un parere spassionato su cosa funziona e cosa no.

Grazie a questa prima fase, dunque, ci ritroviamo con una fotografia più ampia del romanzo e dei suoi punti deboli, sui quali potremo a quel punto intervenire.

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2. Preparare una scaletta degli interventi

Se la scaletta è fondamentale per scrivere un romanzo, può essere molto utile anche quando lo dobbiamo revisionare. Possiamo stendere un elenco di interventi da apportare secondo l’ordine cronologico dell’intreccio: è sempre meglio seguirlo, perché ciò che modifichiamo potrebbe andare a influire sugli eventi successivi.

La forma della scaletta di revisione può essere la più svariata, in base al nostro metodo e alla nostra personalità. L’ideale è produrre un semplice schema, che magari riassuma l’intreccio del romanzo a mo’ di infografica, con le varie modifiche da apportare registrate passo passo.

3. Revisione vera e propria

A questo punto possiamo passare alla revisione in senso stretto. Se abbiamo rispettato le due fasi precedenti, probabilmente rimetteremo mano al testo dopo un consistente lasso di tempo dalla prima stesura. Far trascorrere almeno qualche mese è importantissimo, perché uno scritto deve decantare prima di poterlo affrontare con lucidità. E più un’opera è consistente (come un romanzo), più la decantazione sarà lunga.

La fase di revisione vera e propria porta spesso a scoraggiarsi o a sentire che non ce la faremo mai e non ne vale la pena. Ciò accade perché c’è sempre un delicato equilibrio a sorreggere un intreccio, che rischia a ogni passo di essere incrinato dalle varie modifiche strutturali apportate.

Non facciamoci prendere dallo scoramento, perché il risultato finale sarà esattamente l’opposto: un romanzo più solido, dall’equilibrio più marcato, libero da molti dei suoi punti deboli e delle sue criticità iniziali.

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4. Rilettura!

A revisione terminata, possiamo passare alla fase finale: la rilettura. Quest’ultima può essere ripetuta quante volte vogliamo e potrebbe portare alla luce ulteriori criticità, come errori strutturali sfuggiti all’amico beta-reader (ma non all’editor!) o semplici refusi.

Tra una rilettura e l’altra facciamo comunque passare del tempo, per evitare che l’effetto imparato-a-memoria ci impedisca di vedere con chiarezza i problemi. A questo punto, possiamo decidere cosa fare del nostro manoscritto, a chi proporlo o a quale concorso iscriverlo!

Se hai bisogno di un parere professionale sul tuo manoscritto prima di procedere alla revisione, compila il nostro form per un preventivo personalizzato e senza impegno!

Ipse dixit: nessuna buona storia…

Preparare un manoscritto per l’invio – Qualche consiglio!

Abbiamo terminato un romanzo, lo abbiamo riletto e ora dobbiamo inviarlo a qualcuno per degli scopi che possono essere molteplici:

  • una scheda di valutazione prima di procedere alla revisione vera e propria;
  • sottoporlo all’attenzione di una casa editrice;
  • sottoporlo a un/una freelance per un editing;
  • iscriverlo a un concorso.

Qual è il modo migliore di sistemare un manoscritto in vista di questi obiettivi? Ecco alcuni consigli mirati che impediranno al mittente di fare una figuraccia e al destinatario di impazzire e perdere tempo!

1. INSERIRE NOME E COGNOME

Il titolo qui sopra è in maiuscolo non per scelta redazionale, ma perché il Caps Lock era d’obbligo. Ripetiamo: INSERIRE NOME E COGNOME NEL MANOSCRITTO. Non avete idea di quanto spesso venga disattesa una regola tanto semplice, complicando in maniera sensibile i processi di selezione, valutazione e tutto ciò che passa nel mezzo.

Da una scheda di ricerca editore di Studio83 – Servizi Letterari:

In qualsiasi file word che invia, abbia sempre l’accortezza di inserire i suoi contatti. Sia come “blocchetto” all’inizio o alla fine di un documento, sia come intestazione in ogni foglio. Ad esempio una generica come questa: “XXXXXXX – Romanzo di XXX XXXXXX – [sua mail e suo telefono o contatti che preferisce]”.

Oppure anche una cosa del genere, che va ovviamente modificata ogni volta: “Proposta all’attenzione di [NOME DELL’EDITORE] “XXXXXXX – Romanzo di XXX XXXXXX – [contatti che preferisce]”. In questo modo i suoi contatti appariranno in piccolo in qualsiasi pagina del materiale che invierà.

Per chi riceve il nostro manoscritto – quale che sia lo scopo dell’invio, ripeto – è importante poter risalire facilmente all’autore/autrice del testo. Inoltre, occorre avere chiare le informazioni necessarie per potersi mettere in contatto all’occorrenza senza impazzire rovistando nelle vecchie e-mail.

Unico caso in cui questo discorso non vale sono i concorsi letterari che richiedono l’anonimato: allora dovremo leggere il bando e seguire alla lettera le istruzioni su dove inserire le generalità.

Lo ripetiamo un’ultima volta: quando si invia un manoscritto a qualsivoglia destinatario, ricordarsi di INSERIRE NOME E COGNOME (e mail/indirizzi a cui essere ricontattati). MEMENTO!

2. Rileggere il testo prima di inviarlo

Anche questa indicazione può sembrare tutto sommato banale, eppure non lo è. Capita spessissimo – sia come freelance per Studio83 – Servizi Letterari che come curatrici per Futuro Presente, giurate a concorsi, curatrici di antologie ecc – di ricevere manoscritti che non sono evidentemente mai stati riletti dall’autore/autrice. Non parliamo di revisioni approfondite o editing, ma di testi, appunto, mai riletti. Si riconoscono subito dalla quantità oceanica di errori di grammatica, sintassi e battitura inanellati a profusione, tanto che spesso è quasi impossibile valutarli.

Può sembrare che la causa sia l’incuria (in un certo senso lo è), ma il motivo principale è, nel 99% dei casi, un altro: la fretta. Costei è una delle piaghe più infestanti quando si parla di scrittura, ed è il motivo per cui tante cose vengono fatte con approssimazione… in sostanza, male.

Ogni processo richiede i suoi tempi e, se occorrono dei mesi per sistemare un testo prima di inviarlo a qualcuno, allora dobbiamo avere pazienza. Anche perché un romanzo sottoposto a un editore senza alcuna revisione non avrà chance di essere scelto… ergo, il tempo guadagnato andrà perduto comunque. Animo, e rileggiamo un milione di volte!

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3. Verificare il formato

Bandi, case editrici e freelance danno quasi sempre delle indicazioni più o meno specifiche sul formato in cui inviare un testo. Che sia in .doc, .rtf., (raramente) .pdf, dobbiamo cercare tutte le informazioni in merito e accertarci di rispettare le istruzioni.

Per esempio, per la collana Futuro Presente chiediamo formato .doc o .rtf… e riceviamo puntualmente file in formato .odt. Più volte abbiamo dovuto ricontattare autori/autrici per chiedere di rinviarci il testo nel formato richiesto: tutto tempo perso che si potrebbe risparmiare facendo più attenzione, ottenendo anche di accorciare i tempi di valutazione.

Perciò, prima di inviare a qualcuno il nostro manoscritto, cerchiamo tutte le informazioni sul formato d’invio e adeguiamo il nostro file a quanto richiesto.

Altre volte può capitare che, oltre al formato, ci siano richieste specifiche sulla formattazione, come il font e le relative dimensioni. Come fare? Niente paura: ripassiamo la nostra mini-guida su come impostare gli stili di paragrafo!

Tenendo presenti questi tre consigli, invieremo ai nostri destinatari un testo più in linea con le esigenze di tutti: tutti lavoreranno meglio e le nostre possibilità di raggiungere un risultato aumenteranno. In bocca al lupo!

Usare gli a capo – #tips dalle nostre schede di valutazione

Condividiamo un consiglio di scrittura, tratto da una nostra Scheda di Valutazione Premium.

“La gestione degli spazi aiuta la narrazione. Basta davvero poco, alle volte, per facilitare l’organizzazione del discorso e quindi la lettura.
Ad esempio si può inserire un a capo in più, nel momento in cui si passa da un argomento a un altro; o, al contrario, riunire commi segnala a chi legge la continuità di una riflessione, o l’unità di una situazione.”

La Scheda di Valutazione Premium è il nostro secondo livello di valutazione: un’analisi approfondita del tuo testo, per aiutarti a crescere nel tuo percorso di scrittura.

Il servizio di Valutazione Testi Premium è consigliato se:

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“Jeff” di Milena Debenedetti – Nuovo racconto per Futuro Presente!

Dopo un’attesa più lunga del solito, ecco svelato il nuovo titolo di Futuro Presente: si tratta di “Jeff”, scritto da Milena Debenedetti.

Un mondo diviso in due, ricchi e poveri. Come è sempre stato, come sarà di nuovo: voler fermare le onde del tempo non è meno assurdo del voler fermare le onde del mare.

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