Consigli di Scrittura

Il complemento di vocazione – Appunti di editing

Tempo fa, su Facebook, circolava un’immagine scherzosa ma interessante che illustrava le conseguenze di un errore molto frequente tra gli scrittori esordienti: l’assenza della virgola prima del complemento di vocazione.

L’immagine mostrava due frasi:

“Voglio mangiare nonna.”

“Voglio mangiare, nonna.”

Con una conclusione: una virgola può salvare una vita!

Sei salva, nonnina!

Scherzi a parte, l’assenza della virgola prima del complemento di vocazione è un errore in cui mi imbatto davvero di frequente, ed è anche un errore molto grave. Senza virgola, infatti, il complemento di vocazione diventa complemento oggetto, stravolgendo il senso della frase.

“Ascolta, Maria!” [sto invitando Maria ad ascoltarmi]

“Ascolta Maria!” [sto invitando il mio interlocutore ad ascoltare ciò che dice Maria]

Ricordiamo quindi di porre molta attenzione a questo aspetto: ogni volta che abbiamo un dubbio, un’attenta analisi logica di ciò che abbiamo scritto ci aiuterà a non cadere in errore.

Opinioni di Montale sulla poesia

So Youtube mi sono imbattuta in un breve (e purtroppo un po’ scarso dal punto di vista della qualità dell’immagine) video, il quale riporta però lo stralcio di un’intervista a Eugenio Montale nella quale il poeta parla della poesia e della differenza tra quest’ultima e la prosa.

Poiché ci sono moltissimi aspiranti scrittori, ma anche tanti aspiranti poeti, riporto qui il link al video per condividere le parole di un autore sacro come Montale, che col suo lavoro ha contribuito a rivoluzionare il concetto stesso di poesia.

Eugenio Montale – Discorso sulla Poesia

Facebook dunque scrivo

Un articolo dell’inserto culturale del Corriere cita lo scrittore naturalista Zola per un parallelismo tra la fotografia e Facebook. O meglio: tra il nostro atteggiamento verso la realtà, nel momento in cui iniziamo a fare abitualmente fotografi,e e il profondo coinvolgimento che oggi molto hanno verso i social media e la mania della bacheca e del tag fulminante.

Il fotografo sa bene che dopo aver fatto molti scatti acquista un «occhio fotografico»: si comincia a vedere la realtà attraverso un mirino, a ragionare con la logica della macchina fotografica, in termini di inquadratura, luce, profondità di campo, messa a fuoco, movimento e così via. Anche senza avere la macchina a portata dimano, il mondo si trasforma in un potenziale set fotografico.

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L’artigiano della letteratura: opinioni di Simenon

In questo video di Rai Storia dedicato a Georges Simenon, alcune opinioni dello scrittore circa il proprio mestiere.

 

Un’opera dalle molte pretese – Recensione

È on-line la recensione di “Un’opera dalle molte pretese”, terza pubblicazione di Massimo Cortese con la casa editrice Montag.

Il romanzo mescola da un lato il percorso dello scrittore, che può essere esperito con interesse da chi è appena entrato nel mondo editoriale o si accinge a entrarci, in quanto mette in luce paure comuni a tutti e le vive con grande ironia; dall’altro affronta problemi di più ampio respiro, già cari all’autore, come i meccanismi burocratici di uno Stato – qui personificato in un gustoso dialogo – che finiscono per annientare il cittadino, tanto più se onesto… (CONTINUA A LEGGERE)

Come si legge un libro (e perché)

E brava Elly! Dopo la ficcante recensione a Twilight, apprezzata da tutti tranne che dalla Meyer stessa, la nostra amichevole editor di quartiere ha pensato bene di fuggire. Se n’è scappata in Cina, e per un paio di settimane a gestire blog e baracca ci sarò io, Giulia, insieme ai miei cari collaboratori.

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Segnalazioni del venerdì II

Meditavo di trasformarla in una rubrica fissa… Si vedrà 🙂

Molto bene, procediamo. Per prima cosa, vorrei segnalare un blog di cui, a mia volta, ho ricevuto segnalazione via Facebook: si tratta del neonato Bookskywalker. Mi ha colpito, oltre che per l’impagabile nome (perché a me non vengono mai queste idee?), anche per la verve e l’acume che anima post e recensioni. Parla di libri, ma sa spaziare anche altrove – pur mantenendo centrale l’argomento letterario. Sono certa che molti lo troveranno interessante.

“Maestro, spostare delle pietre è una cosa:
questo è del tutto diverso!”

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Fiabe

Per riprendere il discorso sulle fiabe, una citazione:

Talvolta vari strati culturali sovrapposti disarticolano le storie. Per esempio, nel caso die fratelli Grimm (per citare due dei collezionisti di fiabe degli ultimi secoli), forte è il sospetto che gli informatori (i cantastorie) del tempo talvolta “depurassero” le loro storie per riguardo ai loro religiosi fratelli. Sospettiamo anche che i famosi fratelli continuarono la tradizione di sovrapporre simboli cristiano agli antichi simboli pagani (…).
Ecco come molti racconti ricchi d’insegnamenti sul sesso, l’amore, il denaro, il matrimonio, il parto, la morte e la trasformazione sono andati perduti. Ecco come anche le fiabe e i miti che spiegano gli antichi misteri delle donne sono stati pure ricoperti. Per la maggior parte le antiche raccolte di fiabe e miti oggi esistenti sono state purgate dello scatologico, del sessuale, del perverso, dle precristiano, del femminile, delle idee, dell’iniziazione, delle medicine per vari disturbi psicologici, e delle istruzioni per le estasi spirituali.

Clarissa Pinkola Estés, “Donne che corrono coi lupi

 

“On writing” di Stephen King – Recensione

“Sullo scrivere”. Autore: niente meno che Stephen King, il Maestro del Brivido che ha al suo attivo anche questo celebre e appassionante trattato sullo scrittore e sui suoi strumenti.

Elena lo ha letto, lo ha recensito e ne ha cavato un’equazione, una citazione e una tiratina d’orecchie a certe scorciatoie che magari vanno bene per un maestro, ma di certo si confanno meno ai suoi numerosi emuli. Leggete e capirete.

Il Re del Brivido, come suo solito, non ama i mezzi termini e parla con franchezza: dal dato di fatto che non tutti hanno il gene della scrittura, alla necessità ineluttabile di leggere più di quanto si scrive, all’esposizione di imprescindibili regole tecniche (l’uso degli avverbi, degli aggettivi, la selezione del registro linguistico ecc).

Leggi la recensione

Ho letto anch’io “On writing”, tempo fa, e l’ho molto apprezzato.  Fa venire voglia di rimettersi ai fogli e, come nello spirito americano, è dannatamente incoraggiante.

Elena sarà d’accordo con me che, ogni tanto, leggere King snocciolare il suo cursus honorum può essere un tantino… frustrante… ma il resto del saggio, colmo di entusiasmo, aneddoti ed esempi pratici, si fa ampiamente perdonare. Insomma, leggere un bravo autore fa sempre bene, abbia scritto un manuale o una recensione al manuale. Bevete e dissetatevi!

Le fanfiction

Cos’è una fanfiction? Si mangia? Morde?

Questa è la domanda che si pongono alcuni quando sentono questo termine, entrato nell’uso comune di molti fandom bene o male distanti da quello letterario – nonostante descriva un’attività che prevede proprio il mezzo-scrittura per essere espletata.

Le fanfiction, come invece tanti altri sanno, sono racconti di lunghezza variabile ispirati a opere di vario genere già esistenti, di cui l’autore riprende personaggi e situazioni per elaborare nuovi intrecci o approfondire elementi già introdotti. In realtà la libertà d’azione per l’autore di fanfiction è molto vasta; Wikipedia riporta una sommaria classificazione delle fanfiction, di cui cito le principali:

fanfiction canonica: non altera la continuity della storia originale
OC (original character): introduce un nuovo personaggio rispetto alla trama originale
OOC (out of character): i personaggi sono quelli originali, ma il loro carattere è sensibilmente modificato
AU (alternative universe): i personaggi sono quelli originali, ma l’ambientazione storica o geografica è differente
Crossover: uso di personaggi appartenenti a due o più opere diverse

Le principali fonti di materia per le fanfiction sono manga, anime, comics in generale, telefilm, film e romanzi. Gli autori sono appunto fan che elaborano un percorso creativo a partire dalle loro opere preferite. Tra le matrici più inflazionate, la storica Star Trek (ma anche altre serie sf di culto come Spazio 1999), manga celebri come Dragonball e, nell’ambito della letteratura in sé, la saga di Harry Potter.

Le fanfiction circolano principalmente in Rete e, almeno in Occidente, non approdano mai alla carta stampata per questioni di copyright. Nei vari fandom, tuttavia, si tratta di un’attività gettonatissima ed esiste letteralmente una valanga di racconti di questo tipo; la maggior parte sono ovviamente scadenti (gli autori non sono scrittori né aspiranti tali e il loro sforzo non è volto all’esercizio stilistico), ma se ne trovano anche di molto belli – a volte assai più riusciti di moltissimi lavori “originali”.